Portratto parlato del Mencho
Nel cuore della prigione federale di Altiplano, un ambiente immerso in un silenzio pesante, Rubén Oseguera, noto come El Menchito, si appoggia al muro e canta una canzone, la sua voce mescolata al rumore di passi e di voci.
Nel cuore della prigione federale di Altiplano, un ambiente immerso in un silenzio pesante, Rubén Oseguera, noto come El Menchito, si appoggia al muro e canta una canzone, la sua voce mescolata al rumore di passi e di voci. Mario Ramírez Treviño, El Pelón, membro del Cartel del Golfo, lo osserva da vicino e gli chiede cosa canti. El Menchito risponde con orgoglio raccontando una ballata, un "corrido", composto da Enigma Norteño, che parla del caccia militare distrutto da un colpo di bazooka nel 2015. L'episodio, che salvò il padre di El Menchito, Nemesio Oseguera, El Mencho, lo unì ancora di più al figlio e lo trasformò profondamente. Il canto, però, non è solo un ricordo, ma una testimonianza di un mondo in cui la violenza e l'orgoglio si fondono in un'identità di sangue. Il Menchito, condannato a vita per il suo ruolo nel Cartel Jalisco Nueva Generazione (CJNG), rivelò dettagli di quel momento durante un processo in America, un episodio che segnò il suo destino e il destino del padre. La sua voce, però, risuona come un richiamo a un passato che non è mai realmente finito.
L'incidente del 2015 fu un punto di svolta nella vita di El Menchito. Il governo degli Stati Uniti aveva lanciato un'operazione per arrestare El Mencho, un capo elusivo e temuto, ma il piano fu interrotto da un attacco del CJNG. El Menchito, insieme al padre, si trovava in un rifugio quando un sicario, noto come "80", sparò con una bazooka al caccia che trasportava agenti federali. L'aeromobile si schiantò, uccidendo nove persone. Il Menchito, orgoglioso della sua azione, raccontò il momento a El Pelón, che lo aveva conosciuto in prigione. Secondo il racconto, il figlio del Mencho si sentì più potente dopo quel gesto, un'esperienza che lo trasformò da un individuo sereno a un leader violento. Il Pelón, morto in carcere nel 2022, rivelò come il Menchito fosse cambiato radicalmente: "Era più aggressivo, non era più lo stesso". La testimonianza di El Pelón, riferita ai fisici americani, è un tassello di un puzzle complesso, che mostra come la violenza e il rispetto per il padre potessero plasmare una mente.
Il contesto della vicenda si colloca all'interno di una guerra senza fine tra cartelli, un conflitto che ha sconvolto il Messico per anni. Il CJNG, nato come una forza di resistenza contro il Cartel del Golfo, divenne un'entità potente, ma il declino di El Menchito e della sua famiglia segnò un'epoca. Il Mencho, morto nel 2020, era un capo misterioso, il cui stile di vita era avvolto nel segreto. Le informazioni su di lui sono frammentarie, ma i documenti giudiziari e le testimonianze di chi lo ha conosciuto rivelano una figura complessa. Il Menchito, figlio di El Mencho, divenne un'estensione della sua figura, un uomo di confidenza e un erede designato. Tuttavia, il suo ruolo non fu solo di successione, ma di innovazione: fu lui a introdurre il fentanilo nel mercato, un opioide sintetico che ha causato devastazioni. Questo rivelò una dualità, una combinazione di violenza e strategia, che caratterizzò il suo approccio alla criminalità.
L'analisi della situazione mostra come il legame tra El Menchito e suo padre abbia avuto conseguenze profonde. Il Mencho, protettivo e autoritario, costruì un'immagine di potere, ma la sua influenza fu un'arma a doppio taglio. Secondo El Indio, un altro membro del CJNG, El Menchito era un uomo che rispettava i limiti del padre, ma anche un leader ambizioso. Le sue azioni, come il controllo delle attività illegali e la gestione di una rete complessa, mostravano una mente calcolatrice. Tuttavia, il suo comportamento era spesso sanguinario: uccideva con freddezza e ordinava esecuzioni per debiti. Questa combinazione di brutalità e intelligenza lo rese un leader temuto, ma anche un bersaglio inevitabile. La sua condanna a vita e la morte del padre segnarono la fine di un'epoca, ma il suo nome rimane un simbolo di una guerra che non ha mai finito di scorrere.
La chiusura di questa storia si trova nel presente, dove il legame tra El Menchito e il padre continua a influenzare il panorama del narcotraffico. Il CJNG, pur ridotto, è ancora un'entità significativa, e la memoria di El Mencho e del figlio vive nei racconti di chi li ha conosciuti. Il Menchito, ora in carcere, rappresenta un'altra pagina di un libro che non è mai finito. Le sue azioni, le sue scelte, e le sue relazioni sono un esempio di come il potere e la violenza possano plasmare una vita. La sua storia, però, non è solo una cronaca di criminalità, ma un'analisi di un sistema in cui il sangue e l'orgoglio si fondono in un'identità di sangue. Il futuro di questa storia, però, rimane incerto, ma il ricordo di El Menchito e del Mencho continuerà a essere un'eco in un mondo che non ha mai smesso di combattere.
Fonte: El País Articolo originale
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