11 mar 2026

Polizia britannica arresta ex principe Andrew: sul fondo delle indagini su Epstein

Andrew Mountbatten-Windsor, figlio del re d'Inghilterra Carlo III, è stato arrestato giovedì dai poliziotti britannici su accuse di abuso di potere pubblico, un evento senza precedenti nella storia moderna della monarchia inglese.

20 febbraio 2026 | 02:21 | 5 min di lettura
Polizia britannica arresta ex principe Andrew: sul fondo delle indagini su Epstein
Foto: The New York Times

Andrew Mountbatten-Windsor, figlio del re d'Inghilterra Carlo III, è stato arrestato giovedì dai poliziotti britannici su accuse di abuso di potere pubblico, un evento senza precedenti nella storia moderna della monarchia inglese. L'arresto, avvenuto dopo mesi di indagini che hanno messo in luce i legami tra il principe e il finanziario condannato per traffico di esseri umani e abusi sessuali Jeffrey Epstein, rappresenta un colpo devastante per la famiglia reale. Il 66enne, che era stato rimosso dai titoli reali e espulso dalla sua residenza di Windsor a causa delle sue connessioni con Epstein, è stato rilasciato dopo circa 11 ore in carcere, ma la sua posizione giuridica rimane incerta. La polizia non ha fornito dettagli sull'indagine, ma ha confermato di aver arrestato un uomo di circa 66 anni proveniente da Norfolk, sottolineando che la procedura è in corso. Questo episodio ha scatenato una forte reazione tra i media e il pubblico, che ha visto il re Carlo III esprimere preoccupazione per la situazione del fratello, senza però commentare direttamente le accuse.

L'indagine si concentra su accuse di abuso di potere pubblico, un reato che in Gran Bretagna si applica a chiunque eserciti un ruolo di autorità, incluso membri della famiglia reale. Andrew, che ha ricoperto il ruolo di ambasciatore commerciale britannico tra il 2001 e il 2011, è stato sospettato di aver condiviso informazioni riservate con Epstein durante il suo incarico. Le accuse non riguardano direttamente i reati sessuali che hanno avvolto il principe, ma si concentrano su potenziali abusi nella gestione delle sue funzioni pubbliche. Inoltre, la polizia ha rivelato che sono in corso ricerche a Berkshire e Norfolk, dove Andrew ha vissuto negli ultimi mesi dopo essere stato espulso da Royal Lodge. La famiglia reale, che ha mantenuto un profilo basso durante l'arresto, ha continuato le sue attività pubbliche, con Carlo III che ha partecipato a un evento di moda a Londra e la moglie Camilla che ha assistito a un concerto. Questo atteggiamento di distanza ha alimentato discussioni sui limiti della privacy e della responsabilità dei membri della famiglia reale.

La vicenda di Andrew è parte di un ampio contesto di accuse che hanno coinvolto il network di Epstein, un finanziario accusato di traffico di esseri umani e abusi sessuali. Tra i nomi emersi c'è anche Ghislaine Maxwell, sua moglie, che è stata condannata nel 2020 per aver aiutato Epstein a reclutare ragazze per abusi sessuali. Andrew, che ha incontrato Epstein negli anni '90 attraverso Maxwell, ha negato di aver commesso reati sessuali, ma ha riconosciuto di aver avuto un rapporto professionale con il finanziario. La sua storia si intreccia con quella di Virginia Roberts Giuffre, una giovane donna che ha accusato Epstein e Maxwell di averla sfruttata per abusi sessuali. Andrew ha pagato una somma non rivelata per risolvere una causa legale in America, ma non ha ammesso colpevolezza. La morte di Giuffre per suicidio nel 2024 ha dato un'ulteriore dimensione emotiva alla vicenda, con la sua famiglia che ha accolto l'arresto di Andrew come un passo verso la giustizia.

L'arresto di Andrew rappresenta un'eccezione rara nel sistema giuridico britannico, dove i membri della famiglia reale non sono mai stati formalmente indagati per reati. La legge britannica prevede che i pubblici ufficiali, tra cui i membri della monarchia, possano essere processati se si è dimostrato un abuso di potere. Tuttavia, non esiste precedente per un caso in cui un membro della famiglia reale sia stato arrestato per un reato grave. Questo episodio ha sollevato domande sulle responsabilità dei nobili e sulle norme che regolano la loro condotta. Allo stesso tempo, l'indagine ha rivelato che il sistema giudiziario britannico sta esaminando anche altri casi, come quelli di Peter Mandelson e Sarah Ferguson, che sono stati coinvolti nel dossier Epstein. La polizia ha rivelato che Mandelson, ex ministro e ambasciatore, potrebbe aver condiviso informazioni sensibili con Epstein, mentre Ferguson, ex moglie di Andrew, ha mantenuto una corrispondenza con l'ex finanziario dopo la sua condanna per prostituzione. Questi elementi aggiungono una dimensione più ampia alla crisi che sta colpendo la famiglia reale.

La situazione si presenta come un punto di svolta per la monarchia inglese, che deve affrontare l'ennesima sfida per il suo ruolo sociale e morale. L'arresto di Andrew ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che vedono nella sua posizione un simbolo di giustizia e altri che temono un danno irreparabile al prestigio della famiglia reale. Il re Carlo III, pur esprimendo solidarietà, ha mantenuto una posizione neutrale, mentre il governo britannico ha sottolineato l'importanza di rispettare le leggi. La questione si complica ulteriormente con il dibattito su quanto possa essere tenuta in considerazione la privacy di membri della famiglia reale e la loro responsabilità verso il pubblico. Mentre le indagini proseguono, la crisi ha evidenziato i limiti del sistema di potere e la necessaria trasparenza per mantenere la fiducia del pubblico. L'episodio potrebbe segnare un cambiamento nella relazione tra la monarchia e i cittadini, richiedendo una riconsiderazione del ruolo e delle responsabilità dei membri della famiglia reale in un'epoca in cui la trasparenza è sempre più richiesta.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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