Piccola città inglese coinvolta nella guerra globale per l'IA
A pochi chilometri da Londra, il paese di Potters Bar si trova separato dal villaggio di South Mimms da una vasta area agricola di 85 ettari, interrotta da un labirinto di siepi.
A pochi chilometri da Londra, il paese di Potters Bar si trova separato dal villaggio di South Mimms da una vasta area agricola di 85 ettari, interrotta da un labirinto di siepi. All'interno di uno dei campi, un unico olivo funge da punto di sosta lungo un sentiero pubblico. Negli ultimi mesi, però, l'albero è diventato un simbolo di protesta. Un cartello legato al tronco recita "No a centro dati". La vicenda ha suscitato una forte reazione tra i residenti, che hanno visto nel progetto di costruzione di un centro dati su larga scala un'incursione nella loro tranquilla esistenza rurale. L'obiezione principale riguarda la perdita di spazi verdi, considerati un'area di fuga dal caos urbano e un'arma di protezione contro la strada principale e i rifornimenti di carburante visibili all'orizzonte. La protesta ha visto l'organizzazione di un gruppo Facebook, che ha raccolto oltre 1.000 sostenitori, ma il tentativo di fermare il progetto è stato respinto da enti locali e governativi, che hanno visto nella costruzione un'opportunità economica e tecnologica.
Il progetto, lanciato da un'azienda immobiliare nel settembre 2024, prevedeva la realizzazione di un centro dati tra i più grandi d'Europa. La notizia ha suscitato preoccupazione tra i residenti, che hanno iniziato a mobilitarsi per bloccare l'operazione. La protesta ha trovato un'eco immediata, con centinaia di firme raccolte online. Tuttavia, il comune di Potters Bar ha rifiutato le lamentele dei cittadini, affermando che il progetto rispettava le normative. A gennaio 2025, il piano è stato approvato, e nel novembre dello stesso anno, il colosso tecnologico Equinix ha acquisito il terreno, annunziando l'inizio dei lavori entro l'anno. La decisione ha suscitato indignazione tra i residenti, che vedono nell'operazione una distruzione del paesaggio naturale e una minaccia alla loro qualità di vita.
La contestazione ha riacceso un dibattito nazionale su come il governo britannico stia ridisegnando la politica urbanistica e il ruolo dei centri dati nella strategia economica. Da anni, Londra è circondata da un'area verde, il greenbelt, che comprende terreni agricoli, boschi e prati. Secondo la legge britannica, l'urbanizzazione è permessa solo in casi "molto speciali". Tuttavia, con il governo in carica dal 2024, è stato introdotto un nuovo concetto di classificazione terreni, il gray belt, che permette costruzioni su aree considerate "non performanti" del greenbelt. Contemporaneamente, i centri dati sono stati decretati "infrastruttura nazionale critica", una mossa che ha semplificato il processo di approvazione per nuovi progetti. Questo cambiamento ha aperto la strada a una serie di centri dati in tutta la Gran Bretagna, anche se ha suscitato critiche da parte di movimenti ambientalisti e comunità locali.
La costruzione di centri dati, necessaria per alimentare l'espansione dell'Intelligenza Artificiale, ha suscitato una forte opposizione. I residenti di Potters Bar sostengono che la tecnologia non può compensare la perdita di spazi verdi, che per loro rappresentano un'area di relax e un'alternativa al caos urbano. La protesta si è intensificata quando il comune ha classificato il terreno come gray belt, sostenendo che i benefici economici e tecnologici superavano la riduzione di verde. I manifestanti, però, contestano questa classificazione, ricordando che il comune aveva recentemente respinto una richiesta di costruzione di abitazioni su un terreno vicino, ritenendo indispensabile preservare il greenbelt. La contraddizione ha suscitato polemiche, con residenti che si chiedono come un campo possa essere considerato dispensabile mentre un altro è irrinunciabile.
La battaglia legale e amministrativa ha visto i protestatori tentare di annullare la decisione del comune, inviando richieste di obiezione, ricorrendo a un'ombudsman indipendente e al Comitato per la protezione dell'ambiente. Nonostante i tentativi, il comune ha ritenuto il processo legale corretto e ha sostenuto che l'approvazione del progetto era giustificata dai vantaggi economici. Il sindaco, Jeremy Newmark, ha difeso la decisione, affermando che i centri dati attraggono investimenti e creano posti di lavoro, con un impatto positivo sull'economia locale. Equinix, che ha stimato un investimento di oltre 5 miliardi di dollari e la creazione di 2.500 posti di lavoro, ha sottolineato l'importanza del progetto per il futuro tecnologico del paese. Tuttavia, i residenti continuano a protestare, temendo che la costruzione porterà a un inquinamento visivo e una riduzione della biodiversità. Il confronto tra sviluppo economico e conservazione ambientale sembra essere il fulcro di questa controversia, con entrambe le parti che avanzano argomenti validi ma contrapposti.
Fonte: Wired Articolo originale
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