Perù vota per l'incriminazione del presidente José Jerí
Il Congresso del Perù ha approvato mercoledì l'impeachment del presidente in carica, José Berrios, accusato di non aver reso pubblici i colloqui con imprenditori cinesi sottoposti a indagini governative.
Il Congresso del Perù ha approvato mercoledì l'impeachment del presidente in carica, José Berrios, accusato di non aver reso pubblici i colloqui con imprenditori cinesi sottoposti a indagini governative. L'evento rappresenta la settima crisi politica in un anno per un Paese che, negli ultimi dieci anni, ha visto scomparire sei presidenti prima del termine del loro mandato. Berrios, 39 anni, ex presidente del Congresso, ha assunto la carica di presidente interinale nel mese di ottobre dopo aver guidato la rimozione del predecessore. La sua posizione è stata sancita da sette proposte di impeachment approvate con 75 voti a favore, 24 contrari e 3 astensioni. Il Congresso dovrà eleggere un nuovo leader giovedì, lasciando il ruolo vuoto per il momento, come hanno precisato esperti. La crisi si aggiunge a un contesto di instabilità politica radicata, con una serie di dimissioni e rimozioni che hanno caratterizzato il Paese negli ultimi anni.
La decisione del Congresso è maturata dopo la diffusione di tre video che mostravano Berrios entrare in un ristorante e un negozio a Lima gestiti da Yang Zhihua, un imprenditore cinese sotto osservazione governativa. Le immagini, pubblicate lo scorso mese, hanno rivelato un episodio che ha scatenato un'ondata di critiche. Il Congresso ha ritenuto che la mancata divulgazione di tali incontri violasse le normative per la trasparenza delle attività ufficiali. Berrios ha ammesso sotto interrogatorio parlamentare che i video erano autentici e che non aveva registrato i colloqui con Yang. Tuttavia, ha rifiutato di condividere i dati dei suoi telefoni, affermando di conoscere Yang da tempo. Ha anche spiegato che l'imprenditore aveva rifiutato di farlo pagare per alcune merci acquistate, citando un gesto di gentilezza. Queste spiegazioni, però, non hanno placato le accuse.
Il contesto politico del Perù si presenta come un'escalation di instabilità, con un'alternanza rapida di leader che ha visto il Paese affrontare una serie di crisi. Negli ultimi dieci anni, sei presidenti hanno lasciato la carica prima del termine del mandato, con alcuni abbandonando il ruolo in pochi giorni. La situazione attuale si inserisce in un quadro storico in cui la politica del Paese è stata segnata da processi di impeachment, dimissioni e indagini legali. L'impeachment di Berrios segue la rimozione di Dina Boluarte, uno dei presidenti più disprezzati nella recente storia del Paese, avvenuta quattro mesi fa a causa dell'insoddisfazione popolare per l'aumento della criminalità. Boluarte, che aveva assunto la carica nel 2022 dopo la destituzione del predecessore Pedro Castillo, era stata inizialmente sostenuta da una coalizione di forze politiche. Tuttavia, la sua leadership è stata messa in discussione da un'ondata di proteste e accuse di corruzione.
L'impeachment di Berrios non solo mette in luce le tensioni interne al Congresso, ma anche le conseguenze sulla stabilità politica del Paese. La mancanza di trasparenza e la diffusione di informazioni sensibili hanno alimentato la percezione di una classe politica inaffidabile. I partiti di opposizione e i gruppi di governo hanno espresso critiche unanime, con l'aggiunta di un'indagine per la corruzione da parte dell'ufficio del pubblico ministero. Berrios, però, ha accusato i suoi rivali di aver diffuso le immagini per influenzare le elezioni del 12 aprile, che segneranno il passaggio a un nuovo presidente. La sua popolarità è calata del 10%, scendendo al 51% secondo gli ultimi sondaggi. La situazione si complica ulteriormente con la divulgazione di nuovi episodi, come il visitare del palazzo presidenziale da parte di un altro imprenditore cinese, Ji Wu Xiaodong, indagato per legami con una rete di taglio illegale di legname. Berrios ha rifiutato di riconoscere il contatto, affermando di non conoscerlo bene.
La crisi del Perù rappresenta un esempio della fragilità istituzionale e della mancanza di credibilità politica che ha caratterizzato il Paese negli ultimi anni. La storia recente è segnata da una serie di rimozioni e processi legali, con quasi ogni ex presidente ad aver fatto fronte a indagini per reati vari. Alejandro Toledo, che aveva governato tra il 2001 e il 2006, è stato condannato a 20 anni per corruzione. Ollanta Humala, presidente dal 2011 al 2016, è stato accusato di lavoreggiare fondi per il partito Odebrecht. Anche Alberto Fujimori, leader autoritario degli anni 90, ha scontato un decennio di carcere per abusi di potere e corruzione prima di essere amnistiato nel 2023. La morte di Fujimori nel 2024 a 86 anni ha segnato la fine di un'epoca. La situazione attuale sembra ripetere i pattern di un Paese in cui la politica è diventata un terreno di conflitti e incertezze, con il rischio di ulteriori crisi prima delle elezioni del 12 aprile. La mancanza di un leader stabile potrebbe portare a una maggiore instabilità, con il Congresso che dovrà affrontare le sfide di un Paese in cerca di una nuova direzione.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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