Perché i due democratici più potenti della Pennsylvania non parlano
Il governatore Shapiro ha rivelato una relazione tesa con Fetterman, esprimendo ambiguità su un supporto per il senatore, che ha alimentato tensioni interne al Partito Democratico.
Josh Shapiro, governatore del Pennsylvania, ha svelato durante un tour di promozione del suo libro che non si è mai espresso in modo ambiguo sulle sue posizioni politiche, tranne per una domanda specifica rivolta a un collega democratico: se avrebbe supportato John Fetterman, senatore del suo stato, per un eventuale rinnovo del mandato. Il governatore ha risposto con una frase breve e distaccata, dicendo che Fetterman avrebbe deciso se candidarsi. La risposta, seppur breve, ha rivelato la complessa e spesso strana relazione tra i due leader democratici, entrambi in cerca di nuove opportunità politiche. La tensione tra loro è cresciuta negli anni, diventando un tema di dibattito nel panorama politico del Pennsylvania, uno degli stati più cruciali per le elezioni nazionali.
La storia dei due politici si intreccia da anni, con entrambi partiti da posizioni locali per scalare le gerarchie dello stato. Shapiro, un ex deputato del parlamento statale, è emerso come un politico moderato, esperto nel gioco interno del partito, mentre Fetterman, un ex sindaco di una città in declino vicino a Pittsburgh, ha sempre sostenuto una posizione di outsider, rifiutando l'approccio tradizionale del partito. Entrambi sono stati considerati candidati presidenziali, nonostante le differenze profonde nel loro stile e nei loro obiettivi. Shapiro, con la sua immagine di uomo pragmatico e attento ai dettagli, ha costruito un consenso ampio tra i cittadini, mentre Fetterman, con il suo aspetto marcato e la sua passione per le cause sociali, ha attirato l'attenzione di una base più radicale. Tuttavia, i loro percorsi si sono separati negli ultimi anni, con Shapiro che si avvicina a un ruolo nazionale e Fetterman che affronta critiche e sfide personali.
Il conflitto tra i due ha avuto origine in un contesto specifico: la gestione del Comitato di Pardon del Pennsylvania, un organo di poco rilevanza a livello nazionale ma cruciale per le decisioni di grazia. Fetterman, come presidente del comitato, ha espresso un forte impegno per la liberazione di alcuni detenuti, tra cui due fratelli accusati di omicidio. Shapiro, invece, ha mostrato una cautela più marcata, preoccupato delle conseguenze politiche delle sue decisioni. La tensione ha culminato in un episodio drammatico durante un incontro del 2020, in cui Fetterman, dopo aver espresso il suo disappunto per la posizione di Shapiro, ha usato un linguaggio forte, chiamandolo "fucking asshole", senza rendersi conto che il microfono era acceso. L'episodio ha acceso un dibattito su come i leader democratici gestiscano le relazioni interne, con Fetterman che ha rivelato in un libro che aveva minacciato di sfidare Shapiro per la candidatura al governatorato se non avesse cambiato atteggiamento.
La divergenza tra i due si è fatta più evidente nel 2022, quando Fetterman ha subito un ictus che lo ha messo in pericolo. Nonostante il trauma, ha vinto le elezioni per il Senato, ma il suo profilo è stato danneggiato da posizioni contrarie al partito, come l'appoggio all'immigrazione rigorosa e la difesa di Benjamin Netanyahu. Al contempo, Shapiro ha consolidato il suo ruolo di governatore, ottenendo un consenso elevato tra i cittadini. Le differenze tra i due si sono amplificate anche nei loro atteggiamenti verso il Medio Oriente: mentre Shapiro ha criticato Netanyahu, Fetterman ha sostenuto il leader israeliano, suscitando proteste tra i democratici. Inoltre, Fetterman ha affrontato problemi di salute, tra cui un grave episodio di depressione e un incidente stradale che lo ha coinvolto in un'accusa.
La relazione tra Shapiro e Fetterman rappresenta un caso emblematico di come le dinamiche interne al partito democratico possano influenzare i destini di leader. Mentre Shapiro sembra essere sulla strada di un ruolo nazionale, Fetterman si trova in una posizione di incertezza, con una base di appoggio ridotta e una serie di sfide personali. Il loro rapporto, sebbene non ufficialmente riconosciuto, continua a essere un tema di dibattito tra gli osservatori politici, che vedono in esso un riflesso delle divisioni interne al partito. La prossima fase del loro percorso potrebbe determinare il destino di entrambi, con le elezioni del 2028 che potrebbero segnare un punto di svolta per la politica americana.
Fonte: The New York Times Articolo originale
Articoli Correlati
Il commissario ex capo dei Mossos Eduard Sallent lascia il corpo
4 giorni fa
Ayuso va a New York fra le tensioni fra Trump e Sánchez
4 giorni fa
Cipro, portaerei naturale tra difesa e spionaggio
4 giorni fa