11 mar 2026

Per la pace, più ucraini considerano l'impensabile: cedere territori

Khrystyna Yurchenko, una giovane imprenditrice di Donetsk, ha dedicato anni alla costruzione di una vita stabile nella regione orientale della Ucraina nota come Donbas, dove ha trasformato il suo impegno in un popolare studio di danza.

04 febbraio 2026 | 17:48 | 5 min di lettura
Per la pace, più ucraini considerano l'impensabile: cedere territori
Foto: The New York Times

Khrystyna Yurchenko, una giovane imprenditrice di Donetsk, ha dedicato anni alla costruzione di una vita stabile nella regione orientale della Ucraina nota come Donbas, dove ha trasformato il suo impegno in un popolare studio di danza. Tuttavia, questa donna, come molti altri ucraini, ha espresso la volontà di abbandonare il controllo su una parte del Donbas ancora nelle mani del paese, a patto che ciò porti a una pace duratura. La sua scelta rappresenta un cambiamento significativo per una popolazione stremata dalla guerra, che per anni aveva considerato la cessione del territorio un limite inamovibile. L'idea di consegnare il Donbas a Russia, nonostante i tentativi falliti di occupazione, è oggi vista come un'opzione meno remota, soprattutto dopo le pressioni del Cremlino, che ha affermato che i negoziati di pace con gli Stati Uniti procederanno solo se l'Ucraina accetti di abbandonare la regione. Yurchenko ha dichiarato che, per lei, la pace è la priorità, e sarebbe disposta a lasciare il Donbas se le garanzie di sicurezza internazionali assicurassero la fine del conflitto. Questo scenario, però, solleva domande complesse su come potrebbe evolversi il futuro del paese e le conseguenze per una società già segnata da anni di guerra.

La decisione di Yurchenko non è isolata, ma fa parte di un dibattito crescente all'interno della società ucraina. Numerosi ucraini, tra cui imprenditori, famiglie e giovani, stanno iniziando a considerare la possibilità di cedere il Donbas a Russia, pur mantenendo una forte resistenza alla guerra. Il contesto geopolitico ha reso questa opzione più plausibile, soprattutto dopo le negoziazioni in corso a Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, dove i rappresentanti di Ucraina, Russia e Stati Uniti cercano di trovare un accordo. La regione del Donbas, che comprende parti di Donetsk e Luhansk, è un'area strategica per la Russia, tanto che il controllo su queste terre potrebbe rappresentare un simbolo di vittoria per Mosca, nonostante la guerra abbia causato migliaia di perdite su entrambi i fronti. Per l'Ucraina, invece, la perdita del Donbas significa non solo un colpo alla sua sovranità, ma anche un'onere economico e sociale enorme, con milioni di civili costretti a vivere in condizioni di emergenza. La questione del Donbas è diventata uno dei temi più sensibili del conflitto, con il presidente Volodymyr Zelensky che, pur rimanendo fermo sulla difesa del paese, ha mostrato occasionali segni di apertura, dicendo che entrambe le parti devono essere pronte a compromettere per raggiungere un accordo.

Il contesto storico e politico del Donbas è complesso e intricato. La regione, conosciuta per i suoi centri industriali e la sua popolazione mista, è stata un punto focale del conflitto sin dagli inizi del 2014, quando le forze separatiste pro-russe hanno iniziato a prendere il controllo di alcune aree. L'Ucraina, però, ha rifiutato ogni cessione di territorio, considerandola un atto di tradimento verso la sovranità nazionale. La guerra ha portato a un'enorme perdita di vite umane, con centinaia di migliaia di ucraini morti o feriti, e a un trauma psicologico profondo nella popolazione. La perdita del Donbas, in particolare, ha avuto un impatto devastante, con la città di Donetsk ridotta in macerie e le infrastrutture danneggiate. Per gli abitanti della regione, la questione non è solo politica, ma anche personale: molte famiglie hanno perso parenti, e le comunità sono state divise da anni di conflitto. La possibilità di abbandonare il Donbas per la pace, quindi, non è solo un tema di strategia, ma anche una scelta morale per chi ha subito le conseguenze di una guerra che sembra non volersi fermare.

L'analisi delle implicazioni di una possibile cessione del Donbas rivela un quadro di sfide e rischi enormi. Per l'Ucraina, la perdita del territorio potrebbe significare non solo una riduzione del suo controllo geografico, ma anche un'onere economico e sociale insostenibile. La regione è un'area ricca di risorse industriali, ma anche di popolazione, e la sua cessione potrebbe portare a un esodo di migliaia di persone, con conseguenze devastanti per la coesione sociale. Inoltre, la Russia potrebbe utilizzare il controllo del Donbas per lanciare nuovi attacchi contro il resto dell'Ucraina, creando un ciclo di violenza che potrebbe durare per anni. Per gli analisti, la cessione del territorio potrebbe anche compromettere la legittimità del presidente Zelensky, trasformandolo da leader eroico in un governante che ha permesso un'occupazione straniera. Tuttavia, per molti ucraini, le garanzie di sicurezza internazionali potrebbero mitigare alcuni dei rischi, garantendo che il Donbas non venga utilizzato come un campo di battaglia. Il problema, però, rimane: chi potrebbe assicurare che tali garanzie siano realmente rispettate e che la pace non sia solo un'illusione?

La questione del Donbas rimane un tema cruciale per il futuro della guerra e per la stabilità della regione. Mentre le negoziazioni proseguono a Abu Dhabi, il dibattito interno all'Ucraina continua a polarizzarsi tra chi sostiene la difesa del territorio e chi ritiene che la pace possa richiedere sacrifici. La decisione di Yurchenko, come molte altre, riflette una crescente preoccupazione per il futuro del paese, ma anche una profonda incertezza su come potrebbe evolversi la situazione. Per gli analisti, la possibilità di un accordo non è illusoria, ma richiede un compromesso profondo da entrambe le parti, con garanzie concrete per la sicurezza nazionale. Tuttavia, il rischio di un colpo di stato interno, come la cessione del Donbas, potrebbe portare a divisioni all'interno del paese, con conseguenze imprevedibili. Per Yurchenko, la pace è l'unica via, ma anche lei sa che il prezzo potrebbe essere alto: "Se dobbiamo abbandonare il Donbas, dobbiamo ricostruire da zero", ha detto. "È una sacrificio difficile, ma è necessario per finire questa guerra." La strada verso la pace, però, sembra ancora lunga e piena di ostacoli, con il Donbas al centro di un dibattito che potrebbe definire il destino non solo della regione, ma dell'intera Ucraina.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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