11 mar 2026

Pd di Monteverde perde membri, Alongi nel Gruppo Misto

Un'importante mossa politica ha scosso i vertici del Partito Democratico (Pd) nel XII municipio di Roma, dove il consigliere Alessandro Alongi ha deciso di abbandonare la sua militanza democratica per unirsi al Gruppo Misto.

02 febbraio 2026 | 16:34 | 5 min di lettura
Pd di Monteverde perde membri, Alongi nel Gruppo Misto
Foto: RomaToday

Un'importante mossa politica ha scosso i vertici del Partito Democratico (Pd) nel XII municipio di Roma, dove il consigliere Alessandro Alongi ha deciso di abbandonare la sua militanza democratica per unirsi al Gruppo Misto. L'annuncio, ufficializzato nella mattinata del 2 febbraio, segna un passo decisivo nella politica locale, con conseguenze potenzialmente rilevanti per la maggioranza guidata da Elio Tomassetti. Il 45enne impiegato aziendale, che aveva militato nel Pd per quattro anni, ha scelto di allontanarsi dal partito dopo un periodo di lavoro intenso e di intensa attività sul territorio. La decisione, annunciata informalmente la scorsa settimana, si concretizza nella seduta del 3 febbraio del Consiglio comunale di Monteverde, dove sarà formalizzato il passaggio definitivo. Alongi ha spiegato che il suo movimento è motivato da un desiderio di rispondere meglio alle esigenze dei cittadini e di massimizzare l'impatto del lavoro politico, scegliendo un percorso alternativo a quello tradizionale. Questa scelta ha suscitato interesse e preoccupazione tra i vertici del Pd, che vedono nel suo allontanamento un segnale di crisi interna alla maggioranza.

La decisione di Alongi non è solo un cambio di partito, ma un riorientamento strategico che potrebbe influenzare il dibattito politico locale. Dopo quattro anni di impegno all'interno del Pd, il consigliere ha optato per un'uscita che, seppur formalmente limitata, apre le porte a nuove possibilità. Tra le motivazioni che lo hanno spinto a questa scelta, ci sono le difficoltà incontrate nel far approvare i provvedimenti della sua commissione Politiche Sociali, nonostante il suo impegno quotidiano e la sua capacità di ascolto. Alongi ha sottolineato come il suo lavoro, purtroppo, non sempre sia stato accolto al meglio, con ordini del giorno rimasti nel cassetto senza tradursi in azioni concrete. Questo scenario ha spinto il consigliere a valutare un'alternativa, che lo ha portato a unirsi al Gruppo Misto, un'alleanza politica che non è legata a un partito specifico ma che permette di agire in modo indipendente. La sua scelta ha anche un'eco simbolica, poiché rappresenta un tentativo di superare le divisioni interne al Pd e di concentrarsi sulla concretezza dei risultati per i cittadini.

Il contesto politico del XII municipio è caratterizzato da un'ampia pluralità di forze, con il Pd che detiene una posizione di leadership ma non senza critiche. La decisione di Alongi si colloca in un momento in cui il partito sta cercando di rafforzare la sua presenza sul territorio, ma deve fare i conti con la frammentazione dei suoi alleati e la competizione con formazioni più moderate. Il consigliere, noto per la sua capacità di lavoro e la sua vicinanza ai cittadini, ha sempre svolto un ruolo chiave nella gestione delle politiche sociali, con un'attenzione particolare alle esigenze di chi vive in margini della città. La sua uscita dal Pd non è quindi un episodio marginale, ma un segnale di una trasformazione in atto all'interno della coalizione. I vertici del Pd, tra cui il presidente uscente Elio Tomassetti, hanno espresso preoccupazione per la perdita di un elemento chiave, dato che Alongi era considerato uno dei volti più riconoscibili della maggioranza. La sua decisione potrebbe mettere in discussione la stabilità della coalizione e aprire nuove dinamiche di confronto tra le forze politiche.

L'uscita di Alongi ha suscitato reazioni significative anche da parte di altre forze politiche, in particolare da parte della Lega, che ha riconosciuto il valore del suo lavoro. Secondo fonti interne al partito di Salvini, Alongi è stato definito "impegnato, radicato sul territorio, con deleghe delicate", un'immagine che ha reso il consigliere uno dei profili più spendibili e presentabili della maggioranza. La Lega ha visto nel suo allontanamento un segnale di crisi interna al Pd, sottolineando che la decisione di Alongi non è solo un passo personale ma un fenomeno politico rilevante. Secondo il capitolino Fabrizio Santori e il municipale Giovanni Picone, il movimento di Alongi "certifica la crisi della maggioranza", poiché rappresenta una perdita di un elemento chiave. La Lega ha messo in luce come la sua uscita possa indicare una mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri e una incapacità di valorizzare il lavoro svolto sul territorio. Queste critiche non sono solo un commento esterno, ma un'indicazione di una possibile riconversione delle dinamiche politiche in un contesto in cui le aspettative dei cittadini sono sempre più elevate.

La scelta di Alongi potrebbe segnare un cambiamento di rotta non solo per il Pd, ma per l'intero contesto politico locale. Il consigliere, che ha sempre svolto un ruolo attivo nella gestione delle politiche sociali, ha espresso l'intenzione di dare visibilità a quelle persone che fanno bene alla città ma vivono in sintonia con le esigenze del territorio. La sua collaborazione con Fabio Pompei, ex consigliere e amico di lunga data, potrebbe rappresentare una strategia per rafforzare la sua presenza nel dibattito pubblico e per coinvolgere nuovi gruppi di cittadini. Tuttavia, questa mossa non è senza rischi, soprattutto per il Pd, che deve affrontare il problema di una possibile frammentazione dei suoi alleati. La Lega, che ha espresso apprezzamento per il lavoro di Alongi, potrebbe trarre vantaggio da questa situazione, cercando di sfruttare la sua esperienza per rafforzare la propria presenza sul territorio. Il futuro delle politiche locali sembra quindi incerto, con la possibilità che la decisione di Alongi possa aprire nuove strade per la gestione dei servizi pubblici e per la rappresentanza dei cittadini. In attesa delle prossime mosse, il Pd dovrà fare i conti con una perdita significativa, mentre Alongi, che ha dichiarato di voler agire "nell'esclusivo interesse della cittadinanza", dovrà decidere in quale direzione proseguire il suo percorso politico.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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