11 mar 2026

PD chiede rimosso direttore Protezione Civile

La nomina di Massimo La Pietra a direttore della Protezione Civile del Lazio deve essere ritirata.

27 febbraio 2026 | 00:44 | 4 min di lettura
PD chiede rimosso direttore Protezione Civile
Foto: RomaToday

La nomina di Massimo La Pietra a direttore della Protezione Civile del Lazio deve essere ritirata. Questa decisione, annunciata in modo netto dalla commissione Trasparenza della Regione Lazio, emerge dopo che un tribunale di Roma ha emesso una sentenza che mette in discussione la validità del processo di selezione per il ruolo. Il provvedimento, emesso il 28 gennaio, risponde a un ricorso presentato da un candidato che sostiene di non essere stato valutato in maniera equa e corretta. La scelta del direttore, che è ricaduta su La Pietra, ex dipendente della Croce Rossa, solleva dubbi circa la conformità ai requisiti di base, tra cui la necessaria esperienza in ruoli dirigenziali per almeno cinque anni. La questione ha scatenato un dibattito interno alla Regione, con il presidente Massimiliano Valeriani che ha convocato una commissione per approfondire la situazione e valutare le conseguenze legali e amministrative.

La commissione Trasparenza, convocata il 26 febbraio, ha visto la partecipazione di alcuni esponenti della giunta regionale, tra cui il presidente Francesco Rocca e l'assessora Luisa Regimenti. Tuttavia, nessuno di loro è stato presente al confronto, mentre è intervenuto il direttore del Personale, Lugi Ferdinando Nazzaro. Nazzaro ha sostenuto che la procedura seguita dall'amministrazione era corretta, spiegando che la commissione aveva richiesto chiarimenti alla Croce Rossa riguardo alle dichiarazioni di La Pietra, che aveva indicato di aver diretto una struttura complessa. Tuttavia, il tribunale del lavoro ha ritenuto che questa risposta non fosse sufficiente, sottolineando che la Croce Rossa è un'associazione di volontariato, un ente del terzo settore iscritto a un registro nazionale, e non un'azienda pubblica o privata. Questo elemento, secondo i giudici, ha reso inammissibile la valutazione effettuata durante la selezione.

Il dibattito si è acceso soprattutto tra il presidente Valeriani e i rappresentanti del Pd, che hanno sottolineato l'importanza di un intervento tempestivo per evitare conseguenze legali e finanziarie. Valeriani ha accusato l'amministrazione Rocca di sottovalutare la gravità della situazione, sottolineando che la decisione di mantenere La Pietra nel ruolo potrebbe mettere in pericolo la credibilità della Regione. Secondo il consigliere di Italia Viva, Marietta Tidei, la sentenza del tribunale è un segnale chiaro di irragionevolezza nella valutazione dei candidati, che non si limita a un errore tecnico ma riguarda un metodo di selezione difettoso. Anche Mario Ciarla, capogruppo del Pd, ha espresso la sua preoccupazione, ritenendo che la Regione dovrà prendere una decisione definitiva per evitare un'escalation di problemi.

La situazione ha riacceso il dibattito su come gestire la selezione di dirigenti in contesti pubblici, dove la trasparenza e l'equità sono fondamentali per garantire il rispetto delle norme. Il caso di La Pietra rappresenta un esempio di come un errore nella valutazione dei requisiti possa generare contestazioni legali e danneggiare la reputazione di un'istituzione. Inoltre, la sentenza del tribunare ha aperto la strada a ulteriori ricorsi, con il rischio che la Regione possa essere costretta a rispondere di eventuali responsabilità. La decisione di presentare un esposto alla Corte dei Conti, come ha annunciato Valeriani, segna un passo decisivo per chiarire la posizione della Regione e per affrontare le conseguenze della nomina contestata.

La questione si presenta come un caso emblematico di come le scelte amministrative possano generare conflitti legali e politici. La nomina di La Pietra, se confermata, potrebbe mettere in discussione la capacità della Regione Lazio di gestire le sue responsabilità in materia di Protezione Civile, un ruolo cruciale per la gestione di emergenze e per la sicurezza dei cittadini. Al tempo stesso, la risposta dell'amministrazione Rocca al dibattito interno mostra un tentativo di mantenere la coesione istituzionale, anche se il rischio di un'escalation di tensioni non è escluso. La prossima mossa, quindi, sarà fondamentale per stabilire se la Regione intenda adottare una posizione chiara e risolutiva, o se continuerà a rimanere in una posizione di incertezza. La decisione di ritirare la nomina di La Pietra potrebbe rappresentare un passo verso la restituzione della credibilità e della trasparenza, ma richiederà un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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