11 mar 2026

Patagonia bruciata: 3000 turisti evacuati, accuse governo Milei

Un vasto incendio ha colpito la Patagonia, causando l'evacuazione di migliaia di turisti e suscitando polemiche contro il governo argentino.

10 gennaio 2026 | 11:40 | 2 min di lettura
Patagonia bruciata: 3000 turisti evacuati, accuse governo Milei
Foto: Repubblica

Un vasto incendio ha colpito la Patagonia, causando l'evacuazione di migliaia di turisti e suscitando polemiche contro il governo argentino. Le fiamme hanno bruciato una vasta area della regione, avvolgendo i paesaggi montani nella nebbia grigia ed imponendo un fermento di paura a chi era in viaggio. Il bilancio delle perdite è ancora in fase di valutazione ma è chiaro che l'impatto ambientale e sociale sarà significativo.

Le autorità hanno attivato un piano di evacuazione rapidissima, con le forze dell'ordine impegnate nella gestione degli spostamenti e della sicurezza dei turisti. Molti viaggiatori sono stati costretti ad abbandonare le loro sistemazioni temporanee, trovando accoglienza in centri di assistenza preposti all'emergenza. Le comunità locali hanno fornito supporto agli ospiti stranieri, garantendo un'assistenza adeguata ai disagi dovuti al caos.

L'incidente ha messo a nudo la fragilità del contesto ecologico della Patagonia. Si ritiene che l'aumento delle temperature medie e il cambiamento climatico abbiano contribuito all'esplosione di incendi nelle aree boschive. Il governo argentino, guidato da Alberto Fernández, è stato criticato per la sua gestione dell'emergenza. Alcuni esponenti politici hanno contestato la mancanza di intervento tempestivo e una possibile mancanza di preparazione alle possibili conseguenze del cambiamento climatico.

Le accuse contro il governo argentino sono state alimentate da diverse voci di dissenso, con alcuni cittadini che chiedono un maggiore impegno per affrontare le sfide climatiche. Il dibattito politico ha assunto un tono particolarmente acceso, creando un'atmosfera carica di tensione. La Patagonia rappresenta una zona geografica di enorme valore ambientale e turistico, ma anche un simbolo della fragile coesione tra uomo e natura.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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