11 mar 2026

Pakistan dichiara guerra aperta all'Afghanistan dopo attacchi mortali tra i due Paesi

La tensione tra Pakistan e Afghanistan ha raggiunto un livello senza precedenti, con scambi di fuoco intensi lungo la frontiera tra i due Paesi.

27 febbraio 2026 | 03:19 | 6 min di lettura
Pakistan dichiara guerra aperta all'Afghanistan dopo attacchi mortali tra i due Paesi
Foto: Le Monde

La tensione tra Pakistan e Afghanistan ha raggiunto un livello senza precedenti, con scambi di fuoco intensi lungo la frontiera tra i due Paesi. Il ministro della difesa pakistano, Khawaja Asif, ha dichiarato in un comunicato pubblicato su X il 27 febbraio che "la pazienza è arrivata al limite e adesso è guerra aperta tra noi e voi", un messaggio che ha scatenato preoccupazioni internazionali. Le autorità talibane afghane, a loro volta, hanno riferito di aver lanciato attacchi massicci contro posizioni militari pakistane, riferendo di aver preso il controllo di quindici posti di guardia e di aver registrato vittime tra i soldati pakistani. Queste dichiarazioni segnano un punto di non ritorno nella relazione tra i due Paesi, che da mesi si scontrano in un conflitto sempre più violento, alimentato da accuse reciproche di aggressione e abuso di sovranità. La scena è stata ulteriormente accesa da una serie di attacchi terroristici nel nord-ovest del Pakistan, che hanno causato 19 morti tra poliziotti e civili, attribuiti al gruppo Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP), che ha intensificato le operazioni dal momento del ritorno al potere dei talibani a Kabul nel 2021. La situazione, però, non è limitata ai fatti recenti, ma si inserisce in un contesto di conflitti che ha caratterizzato le relazioni tra i due Paesi per anni.

Le violenze lungo la frontiera tra Pakistan e Afghanistan hanno raggiunto un livello di intensità senza precedenti, con scambi di fuoco che coinvolgono sia le forze armate che i gruppi armati. Secondo un portavoce dell'esercito afghano, le truppe hanno lanciato attacchi massicci contro posizioni pakistane nel corso della settimana, in risposta alle operazioni aeree condotte da Islamabad. Il portavoce, Wahidullah Mohammadi, ha precisato che le forze afghane hanno "aperto il fuoco unilatéralemente su diverse posizioni" lungo la frontiera con la provincia pakistana di Khyber Pakhtunkhwa, un'azione che ha scatenato una "riposta immediata" da parte del governo pakistano. Le autorità talibane, attraverso il loro portavoce Zabihullah Mujahid, hanno confermato di aver registrato diversi morti e prigionieri tra i soldati pakistani, mentre il ministro dell'informazione pakistano ha riferito che le operazioni di guerra sono state condotte in modo mirato. L'escalation del conflitto ha colpito anche la regione del Balochistan, dove le forze di sicurezza pakistane sono frequentemente bersaglio di attacchi suicidi e attentati, alimentando preoccupazioni per un aumento del rischio di incidenti. Le tensioni si sono intensificate negli ultimi mesi, con scambi di fuoco che hanno coinvolto diversi settori del confine, alimentando speculazioni su un potenziale conflitto più ampio.

Il contesto della crisi tra Pakistan e Afghanistan si radica in anni di conflitti e accuse reciproche, con il ritorno al potere dei talibani a Kabul nel 2021 che ha riacceso le tensioni. Da allora, Islamabad ha accusato il governo afghano di non riuscire a controllare i gruppi armati che operano sul territorio e che utilizzano il Pakistan come base per pianificare attacchi. Il governo afghano, a sua volta, ha rifiutato queste accuse, sostenendo che i gruppi terroristici operano in modo autonomo e non hanno alcun legame con il regime talibano. La situazione si complica ulteriormente con la presenza di organizzazioni come il TTP, che ha intensificato le operazioni nel nord-ovest del Pakistan, causando vittime tra poliziotti e civili. Questi attacchi, attribuiti al TTP, hanno acceso nuovi dibattiti su come gestire il problema della sicurezza e sull'efficacia delle politiche di contrasto al terrorismo. La regione del Khyber Pakhtunkhwa, in particolare, è diventata un teatro di conflitti tra forze di sicurezza e gruppi armati, con incidenti che coinvolgono non solo le truppe locali ma anche le forze straniere. La complessità della situazione si riflette anche nella gestione delle relazioni internazionali, con Paesi come l'Iran e l'India che monitorano con attenzione le dinamiche tra i due Paesi, temendo un impatto negativo sulla stabilità regionale.

Le implicazioni del conflitto tra Pakistan e Afghanistan si estendono ben al di là del confine tra i due Paesi, mettendo a rischio la stabilità di un'intera regione. L'aumento della violenza lungo la frontiera potrebbe portare a un escalation di violenza che coinvolgerebbe non solo le forze armate locali ma anche gruppi esterni, alimentando preoccupazioni per un potenziale coinvolgimento di Paesi regionali o internazionali. L'inasprimento delle relazioni tra Islamabad e Kabul potrebbe inoltre influire sulle politiche di sicurezza e sulle strategie di cooperazione in ambiti come la gestione dei confini, la lotta al terrorismo e la gestione dei flussi migratori. La comunità internazionale, tra cui l'ONU e l'Unione Europea, ha espresso preoccupazione per il rischio di un conflitto che potrebbe scatenare un'escalation di violenza, con conseguenze gravi per la popolazione civile e per la stabilità politica del subcontinente. Inoltre, la crisi potrebbe avere ripercussioni economiche, con impatti su commerci, investimenti e relazioni commerciali tra i due Paesi. L'incertezza sulle prossime mosse di entrambi i governi ha reso necessario un intervento diplomatico urgente, ma la mancanza di un dialogo costruttivo potrebbe portare a una spirale di violenza che difficilmente si arresterebbe.

La situazione tra Pakistan e Afghanistan sembra destinata a rimanere caotica, con rischi di un conflitto che potrebbe coinvolgere non solo le forze locali ma anche gruppi esterni. Le autorità di entrambi i Paesi, pur cercando di mantenere un controllo su quanto accade sul terreno, si trovano in una posizione difficile, con accuse reciproche e una mancanza di fiducia. La comunità internazionale, tra cui l'ONU e le Nazioni Unite, ha espresso preoccupazione per l'escalation di violenza e ha chiesto un dialogo immediato per evitare un impatto catastrofico sulla stabilità regionale. Tuttavia, la mancanza di un accordo politico tra i due governi sembra indicare che il rischio di un conflitto più ampio è sempre più concreto. L'incertezza sulle prossime mosse di Islamabad e Kabul ha reso necessario un intervento diplomatico urgente, ma la mancanza di un dialogo costruttivo potrebbe portare a una spirale di violenza che difficilmente si arresterebbe. La crisi, inoltre, potrebbe avere ripercussioni economiche e sociali, con impatti su milioni di persone che vivono in un'area geograficamente complessa e politicamente instabile. La strada verso una soluzione sembra lunga e intricata, ma la necessità di trovare un equilibrio tra sicurezza nazionale e stabilità regionale rimane fondamentale per prevenire un ulteriore aumento della violenza.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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