11 mar 2026

Pakistan bombarda Kabul e dichiara guerra aperta all'Afghanistan

Il Pakistan ha lanciato attacchi aerei e terrestri contro obiettivi afghani, dichiarando una "guerra aperta" con Kabul. La tensione, alimentata da accuse di supporto a gruppi terroristi, rischia di scatenare un conflitto su vasta scala lungo la Linea Durand.

27 febbraio 2026 | 08:16 | 4 min di lettura
Pakistan bombarda Kabul e dichiara guerra aperta all'Afghanistan
Foto: El País

Il governo del Pakistan ha lanciato un'ondata di attacchi aerei e terrestri contro obiettivi militari in Afghanistan, tra cui la capitale Kabul, e ha dichiarato di aver entrato in una "guerra aperta" con il vicino Paese, segnando una escalation del conflitto che rappresenta il momento più grave tra i due Stati dal ritorno dei talibani al potere. Le operazioni, condotte nella notte, hanno colpito posizioni afgane in diverse regioni, tra cui Paktia e Kandahar, e hanno causato un numero elevato di vittime su entrambi i fronti. Il portavoce del primo ministro, Mosharraf Zaidi, ha spiegato che i "contraattacchi" paquistanesi erano una risposta a "attacchi afgani non provocati", mentre il portavoce dei talibani, Zabihullah Mujahid, ha accusato Islamabad di aver lanciato bombardei in aree chiave della capitale afgana. La situazione si è intensificata dopo giorni di tensione, con operazioni coordinate lungo la Linea Durand, la frontiera che separa i due Paesi, e con accuse reciproche di supporto a gruppi terroristi.

I raid aerei e le operazioni terrestri hanno colpito sia posizioni militari dei talibani che depositi di armi lungo la frontiera, con riferimenti a distruzioni significative e al controllo di nuovi posti di comando. Secondo fonti sicure, le forze paquistanesi hanno eliminato 133 membri dei talibani, mentre le autorità afgane hanno riferito di aver ucciso 55 soldati paquistanesi e preso il controllo di 19 posti di interesse strategico. Il ministro della Difesa, Khawaja Asif, ha sottolineato che la "paciensa del Paese si è conclusa" e che Islamabad è ora in una "guerra aperta" con Kabul, un'affermazione che ha rafforzato le tensioni tra i due Stati. La minaccia di un conflitto esteso lungo i 2.600 chilometri della frontiera ha suscitato preoccupazioni internazionali, poiché le operazioni rischiano di coinvolgere non solo le forze armate locali ma anche alleati esteri.

Il contesto del conflitto risale al ritorno dei talibani al potere in Afghanistan nel 2021, un evento che ha scatenato accuse reciproche tra Islamabad e Kabul. Il governo paquistanese ha sempre sostenuto che i talibani nascondano gruppi terroristi come il Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) e l'ISIS-Khorasan, che operano nel Paese e hanno lanciato attacchi contro obiettivi civili e militari. Afganistan e Pakistan condividono una frontiera comune di 2.600 chil meri, una zona critica per il traffico di armi e per la presenza di milizie radicali. La tensione si è intensificata dopo che Islamabad ha condotto operazioni aeree contro campi di miliziani afgani, accusando Kabul di fornire rifugio a questi gruppi. Afganistan ha negato le accuse, sostenendo che le operazioni paquistanesi hanno causato vittime civili e che i miliziani non operano sul suo territorio. Queste dinamiche hanno alimentato una spirale di violenza, con attacchi reciproci che hanno portato a un aumento del numero di vittime e a un clima di insicurezza.

L'analisi delle conseguenze di questa escalation rivela un rischio crescente di un conflitto su vasta scala tra i due Paesi, con impatti geopolitici e regionali. La guerra aperta potrebbe destabilizzare non solo la regione ma anche le relazioni internazionali, considerando il ruolo di Islamabad come alleato strategico dell'Occidente e il ruolo di Kabul come Stato chiave per la sicurezza globale. Le forze armate paquistanesi, che hanno sostenuto operazioni di pacificazione e diplomazia, ora si trovano di fronte a una situazione in cui le politiche di dialogo sembrano essere state superate da una strategia di confronto diretto. Al contempo, i talibani, che hanno cercato di mantenere un equilibrio tra il sostegno esterno e il controllo interno, sono costretti a rispondere con forza alle accuse di Islamabad, rischiando di perdere il supporto di alleati e di aumentare le tensioni con i loro vicini.

La situazione rimane in bilico, con la possibilità che le operazioni militari possano evolversi in un conflitto di lunga durata. Le forze armate di entrambi i Paesi potrebbero intensificare le operazioni lungo la frontiera, con rischi per la popolazione civile e per la stabilità della regione. Il ruolo delle potenze estere, come l'India e i Paesi occidentali, potrebbe diventare cruciale per mediare la crisi, ma il clima di scontro tra Islamabad e Kabul sembra indicare una spirale di violenza difficile da interrompere. La comunità internazionale, preoccupata per le conseguenze umanitarie e per la sicurezza globale, dovrà monitorare con attenzione lo sviluppo degli eventi, in attesa di un possibile ripristino del dialogo o di un escalation che potrebbe trasformare il conflitto in una crisi regionale senza precedenti.

Fonte: El País Articolo originale

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