Otto doppiatori francesi chiedono risarcimento a due aziende IA per voce clonata
Un gruppo di otto comici italiani ha lanciato un'azione legale contro due aziende statunitensi, accusate di aver utilizzato senza autorizzazione le loro voci per creare una piattaforma di sintesi vocale basata sull'intelligenza artificiale (IA).
Un gruppo di otto comici italiani ha lanciato un'azione legale contro due aziende statunitensi, accusate di aver utilizzato senza autorizzazione le loro voci per creare una piattaforma di sintesi vocale basata sull'intelligenza artificiale (IA). La vicenda, che ha suscitato grande interesse nel settore del doppiaggio, riguarda una tecnologia che permette di trasformare testi in parlato con voce selezionata da un ampio catalogo, incluso il suono di personaggi famosi come Emmanuel Macron, Kylian Mbappé e grandi nomi del doppiaggio italiano. La protesta, avviata da figure come Françoise Cadol, che ha prestato la sua voce a personaggi come Angelina Jolie e Sandra Bullock, è nata per fermare l'uso improprio della propria voce in contesti commerciali, senza alcun consenso. La comica ha espresso preoccupazione per il rischio di "parasitismo" e di "neantisation" del lavoro degli artisti, sottolineando come la tecnologia possa minare la loro professione e le opportunità di lavoro. L'azione legale rappresenta un tentativo di tutelare i diritti degli interpreti e di spingere le autorità a intervenire per creare un quadro normativo che protegga le voci umane da abusi tecnologici.
La questione si complica ulteriormente con la diffusione di piattaforme che permettono di acquistare voce registrata con un semplice pagamento, offrendo al pubblico la possibilità di ascoltare testi letti da personaggi di fama internazionale. Françoise Cadol ha immediatamente riconosciuto la propria voce nel catalogo, pur rimanendo sconcertata dal fatto che il suono fosse "lievemente alterato". La comica ha espresso una profonda preoccupazione per il rischio che le sue registrazioni vengano utilizzate in modo improprio, senza alcun controllo o remunerazione. Allo stesso tempo, ha sottolineato come il lavoro dei doppiatori sia fondamentale per la loro sussistenza, e come l'abuso di questa tecnologia possa portare a una riduzione delle opportunità di lavoro per gli altri interpreti. L'azione legale, quindi, non solo mira a proteggere gli interessi degli artisti coinvolti, ma anche a mettere in guardia il settore del doppiaggio da una minaccia che potrebbe compromettere la sua esistenza.
L'uso improprio di voci registrate ha suscitato preoccupazioni anche a livello internazionale, con esempi simili che hanno coinvolto celebrità come Scarlett Johansson e Matthew McConaughey. Nell'anno scorso, la star americana aveva denunciato l'utilizzo della sua voce da parte della startup OpenAI, responsabile di ChatGPT, portando la società a ritirare la pratica. Analogamente, l'attore Matthew McConaughey aveva depositato estratti video e audio della sua voce presso l'Institut américain de la propriété intellectuelle per prevenire l'abuso di tecnologie di sintesi vocale. Questi episodi hanno messo in luce una situazione globale, in cui l'IA sta mettere a rischio la proprietà intellettuale e la privacy delle persone. In Italia, il dibattito si è intensificato con l'azione legale dei comici, che rappresentano una parte importante del settore del doppiaggio, un'industria in cui la voce umana ha un valore inestimabile.
La questione ha anche un impatto legale significativo, poiché la voce umana è considerata un elemento protetto da diritti d'autore e da diritti di privacy. Jonathan Elkaim, avvocato che rappresenta gli otto comici italiani, ha spiegato che le aziende statunitensi coinvolte non possono evitare le normative francesi, poiché il loro contenuto illecito è direttamente rivolto a un pubblico italiano e può essere acquistato nel paese. Secondo l'avvocato, la legge francese applica rigorosamente i diritti d'autore e la protezione della vita privata, inclusi gli aspetti legati alla voce. Se le aziende non risponderanno alle mire di demerito, i comici potranno procedere con azioni legali, con l'obiettivo di ottenere un risarcimento e una soluzione definitiva al problema. L'avvocato ha anche sottolineato che la situazione potrebbe evolvere in modo drammatico, con il rischio che futuri abusi possano coinvolgere non solo gli attori, ma anche le immagini e le voci dei figli, mettendo in pericolo la sicurezza e la privacy di molte persone.
La vicenda rappresenta un caso emblematico della sfida che l'intelligenza artificiale sta ponendo al mondo del lavoro creativo, in particolare a settori come il doppiaggio, dove la voce umana è un elemento fondamentale. L'azione legale lanciata dai comici italiani non solo mira a proteggere i loro diritti, ma anche a spingere le autorità a intervenire con regolamenti che siano in grado di gestire l'uso responsabile delle tecnologie di sintesi vocale. Il dibattito si è esteso al di là dei confini nazionali, con esempi internazionali che dimostrano come la questione sia globale. L'obiettivo finale è creare un quadro normativo che bilanci l'innovazione tecnologica con la protezione dei diritti umani, garantendo che le voci e le immagini di persone siano utilizzate solo con il loro consenso e in modo etico. La risposta delle aziende statunitensi e la reazione delle istituzioni saranno fondamentali per comprendere come il settore del doppiaggio possa adattarsi a una realtà in cui l'IA sta diventando sempre più protagonista.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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