Ortega y Murillo trasformano pensione in castigo e privano esiliati di stipendi
Sofía Montenegro, una delle intellettrici più influenti del Nicaragua, ha subito un colpo devastante dopo essere stata privata della sua nazionalità e dei beni da parte del regime copresidenziale di Daniel Ortega e Rosario Murillo.
Sofía Montenegro, una delle intellettrici più influenti del Nicaragua, ha subito un colpo devastante dopo essere stata privata della sua nazionalità e dei beni da parte del regime copresidenziale di Daniel Ortega e Rosario Murillo. La periodista e femminista, che ha dedicato decenni alla lotta per i diritti umani e la giustizia sociale, ha scoperto nel marzo 2023 che la sua pensione, accumulata attraverso anni di lavoro e contributi al sistema previdenziale, era scomparsa. La sua contabilità bancaria era bloccata, e tutti i suoi fondi erano scomparsi, lasciandola in una situazione di totale sfratto. Montenegro, che viveva a Managua in una condizione di povertà, era fuggita in Costa Rica un mese prima, per sfuggire alle persecuzioni del regime sandinista, che l'aveva dichiarata "traidora della patria" e "prófuga di giustizia". La sua storia rappresenta un caso emblematico del sistema di repressione politica messo in atto dal governo nicaraguense, che ha esteso la sua azione di censura e privazione di diritti a chiunque osi criticare il potere. La pensione, un diritto acquisito dopo anni di lavoro, è diventata un bersaglio per il regime, che usa strumenti legali e autoritari per escludere i dissidenti dal sistema sociale, riducendoli a vittime del sistema stesso.
L'esperienza di Montenegro è solo una frazione di un fenomeno più ampio che riguarda migliaia di nicaragüensi costretti a vivere in esilio. Dopo la crisi del 2018, che ha visto la repressione di proteste e il colpo di stato contro il presidente Enrique Cáceres, il regime di Ortega e Murillo ha adottato misure drastiche per marginalizzare chiunque esprima dissenso. Tra questi, centinaia di cittadini sono stati privati della nazionalità, accusati di "crimini politici" e sottoposti a processi inutili. La pensione, un diritto fondamentale per chi ha dedicato anni al lavoro, è diventata un bersaglio privilegiato. Montenegro, che ha lavorato sin da giovanissima e ha accumulato contributi per decenni, ha visto il suo diritto di vivere in tranquillità negato. La sua storia è un esempio di come il regime usi strumenti economici e legali per escludere chiunque non si allinei con la sua visione del potere. La sua situazione non è isolata: migliaia di nicaragüensi in esilio, tra cui circa 450 privati della nazionalità, vivono in condizioni di povertà e incertezza, privati del sostegno economico che avrebbero potuto garantire loro una vita dignitosa.
La crisi in Nicaragua, scatenata nel 2018, ha segnato un punto di non ritorno per il Paese. La repressione del regime, che ha visto la sospensione delle libertà civili e la censura del dissenso, ha portato a un clima di paura e silenzio. La privatizzazione delle pensioni, il controllo delle istituzioni e la manipolazione dei documenti ufficiali sono diventati strumenti per escludere i dissidenti. Montenegro, che ha sempre criticato pubblicamente il regime, è diventata una vittima di questa politica di repressione. Il governo nicaraguense, attraverso il Ministero della Giustizia e il sistema previdenziale, ha adottato misure che non solo privano i dissidenti dei loro diritti, ma li escludono anche dalla società. La sua storia è un esempio di come il potere si siano appropriato del sistema previdenziale per punire chiunque osi dissentire. La mancanza di meccanismi digitali o remoti per gestire i contributi e le pensioni ha reso impossibile per i nicaragüensi in esilio ottenere il diritto che loro spetta. La mancanza di supporto internazionale e la pressione sulle autorità locali hanno reso più difficile per Montenegro e altri esuli trovare una soluzione al loro problema.
La politica del regime nicaraguense ha avuto conseguenze devastanti per la società. La privazione della nazionalità e la negazione dei diritti sociali hanno creato un clima di incertezza e paura. La comunità esiliata, che vive in Paesi vicini come Costa Rica, Honduras e Panama, deve affrontare sfide quotidiane per sopravvivere. Montenegro, che ha sempre sostenuto le organizzazioni di solidarietà e i movimenti di resistenza, ha visto il suo lavoro ridotto a un'esperienza di sofferenza. La sua storia è un esempio di come il regime abbia utilizzato la previdenza sociale come strumento di repressione. La mancanza di accesso alle pensioni ha reso difficile per i nicaragüensi in esilio trovare un sostegno economico stabile, aumentando il loro bisogno di aiuto internazionale. La comunità scientifica e i movimenti umanitari hanno denunciato le violazioni dei diritti umani, ma il regime non ha mostrato alcun interesse a rispettare le norme internazionali. La situazione di Montenegro e di altri esuli rappresenta un caso emblematico di come il potere si sia appropriato del sistema sociale per punire chiunque osi dissentire.
Le conseguenze di questa politica di repressione si estendono oltre il caso di Montenegro. Il regime nicaraguense ha adottato misure che non solo privano i dissidenti dei loro diritti, ma li escludono anche dalla società. La mancanza di accesso alle pensioni e ai servizi sociali ha reso difficile per i nicaragüensi in esilio trovare un sostegno economico stabile. La comunità esiliata, che vive in Paesi vicini, deve affrontare sfide quotidiane per sopravvivere. La mancanza di supporto internazionale e la pressione sulle autorità locali hanno reso più difficile per Montenegro e altri esuli trovare una soluzione al loro problema. La politica del regime ha creato un clima di incertezza e paura, che ha portato a una riduzione del numero di persone che osano criticare il potere. La sua storia è un esempio di come il potere si sia appropriato del sistema sociale per punire chiunque osi dissentire. La mancanza di accesso alle pensioni ha reso difficile per i nicaragüensi in esilio trovare un sostegno economico stabile, aumentando il loro bisogno di aiuto internazionale. La comunità scientifica e i movimenti umanitari hanno denunciato le violazioni dei diritti umani, ma il regime non ha mostrato alcun interesse a rispettare le norme internazionali. La situazione di Montenegro e di altri esuli rappresenta un caso emblematico di come il potere si sia appropriato del sistema sociale per punire chiunque osi dissentire.
Fonte: El País Articolo originale
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