11 mar 2026

Organizzare in sicurezza nell'era della sorveglianza

In Usa, proteste per diritti civili e migratori affrontano il dilemma di organizzarsi senza esporre partecipanti a sorveglianza di ICE e CBP. Attivisti adottano strumenti criptati e linee guida per bilanciare sicurezza e trasparenza.

19 febbraio 2026 | 13:31 | 4 min di lettura
Organizzare in sicurezza nell'era della sorveglianza
Foto: Wired

Negli Stati Uniti, dove le tensioni tra il governo federale e i cittadini che protestano per diritti civili e politiche migratorie raggiungono livelli senza precedenti, milioni di persone si trovano a fronteggiare un dilemma complesso: come organizzare movimenti di resistenza a livello locale senza esporre i partecipanti a controlli governativi o a minacce da parte di agenzie come l'Immigration and Customs Enforcement (ICE) e il Customs and Border Protection (CBP), enti dotati di poteri di sorveglianza estensivi e capacità di collaborazione con aziende tecnologiche. La sfida non si limita alle strategie di azione, ma coinvolge anche la capacità di proteggere le informazioni sensibili, bilanciare la segretezza con la trasparenza e adottare strumenti digitali sicuri. Questo scenario, in cui la lotta per i diritti sociali si scontra con un sistema di controllo tecnologico e istituzionale, ha spinto esperti, attivisti e organizzazioni a elaborare linee guida per un'organizzazione di massa che sia al contempo efficace e protetta da intercettazioni.

La questione si pone in un contesto in cui il governo federale, attraverso il Department of Homeland Security (DHS), ha ampliato il suo ruolo nella gestione delle migrazioni, spesso con misure che suscitano critiche per la loro intransigenza e il rischio di violazioni dei diritti. Le proteste contro queste politiche, come quelle per il diritto di accogliere migranti o per la difesa dei diritti civili, sono cresciute in numero e impatto, ma si scontrano con un sistema che utilizza strumenti di sorveglianza avanzati e collabora con aziende come Google, Facebook e Apple, le quali gestiscono i dati personali di milioni di cittadini. Questo crea un ambiente in cui ogni azione di resistenza è potenzialmente monitorata, e ogni comunicazione può diventare un bersaglio. Gli organizzatori devono quindi trovare un equilibrio tra la condivisione di informazioni necessaria per mobilitare le persone e la protezione di dati che potrebbero mettere a rischio i partecipanti.

Il problema non è solo tecnico, ma anche strategico. Per esempio, un'organizzazione che pianifica una manifestazione deve decidere se rivelare l'ora e il luogo dell'evento o mantenerli segreti, rischiando di esporre i partecipanti a controlli o arresti. Allo stesso tempo, la trasparenza è essenziale per costruire fiducia e coinvolgere nuovi membri. "La maggior parte dell'organizzazione è fatta in pubblico, con altre persone, perché il potere è nei numeri e nella solidarietà", ha spiegato Eva Galperin, direttrice della cybersecurity al Electronic Frontier Foundation (EFF), un'organizzazione non营利 che difende i diritti digitali. Tuttavia, la complessità cresce quando si deve gestire la protezione di informazioni sensibili, come i contatti di membri o i piani di azione, che potrebbero essere svelati da intercettazioni o accessi illegali.

Per affrontare questa sfida, esperti e attivisti hanno sviluppato un approccio basato sul concetto di "threat modeling", un metodo per identificare le minacce potenziali e definire quali informazioni devono essere protette. "Se non si stabiliscono regole chiare su cosa deve essere criptato o nascosto, si rischia di criptare ogni singola cosa, creando barriere e aumentando il rischio di errori", ha sottolineato Matt Mitchell, ex fondatore di CryptoHarlem e attuale CEO di Safety Sync Group. L'obiettivo è quindi non solo di adottare strumenti tecnologici sicuri, ma anche di creare un sistema di lavoro che permetta di gestire la segretezza in modo mirato. Ad esempio, informazioni come l'ubicazione di depositi di aiuti umanitari devono essere protette, mentre l'organizzazione di un evento pubblico può avvenire in modo aperto, pur mantenendo segreti alcuni dettagli.

Questo equilibrio tra trasparenza e sicurezza richiede una pianificazione attenta. Gli esperti consigliano di utilizzare strumenti come Signal, un'app di messaggistica criptata che offre comunicazioni end-to-end e funzionalità come i messaggi che si cancellano automaticamente. Tuttavia, anche la scelta di un'app come Signal non basta da sola: è necessario adottare pratiche di sicurezza, come la limitazione del numero di membri in un gruppo e la protezione delle password. "Se un gruppo supera i 50 membri, non è più un ambiente privato", ha avvertito Galperin. La sfida, quindi, non è solo tecnica, ma anche culturale: insegnare ai partecipanti a gestire la privacy senza compromettere la collaborazione. In un contesto in cui la sorveglianza è una realtà, la capacità di organizzarsi in modo sicuro diventa un elemento chiave per il successo delle iniziative di resistenza.

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi