11 mar 2026

Opportunismo e codardia: consigli di un antropologo canadese per diventare fascista

L'anthropologue canadese Mark Fortier, noto per le sue riflessioni critiche sulle dinamiche politiche contemporanee, ha pubblicato un'opera provocatoria intitolata Devenir fasciste.

27 gennaio 2026 | 22:36 | 4 min di lettura
Opportunismo e codardia: consigli di un antropologo canadese per diventare fascista
Foto: Le Monde

L'anthropologue canadese Mark Fortier, noto per le sue riflessioni critiche sulle dinamiche politiche contemporanee, ha pubblicato un'opera provocatoria intitolata Devenir fasciste. Ma thérapie de conversion (Lux, 2025), un'analisi satirica che esplora il declino dell'ideale progressista e la crescente influenza dell'estremismo di destra. Nell'opera, Fortier si interroga su come il mondo politico moderno, abbandonato a un'inerzia intellettuale, abbia lasciato spazio a una destra che, pur non essendo più quella del passato, ha riacquistato potere attraverso un mix di propaganda, strategia e adesione a valori tradizionali. Il libro, scritto con un tono ironico ma preoccupato, mette in luce come il progressismo, sebbene idealmente radicato in principi di uguaglianza e libertà, non abbia più la capacità di contrastare una forza politica che si è reinventata con un linguaggio attraente e un'efficace comunicazione. Questo scenario, secondo Fortier, è diventato una realtà tangibile, soprattutto in Francia, dove il Partito Popolare e il Partito Repubblicano hanno rifiutato di confrontarsi con le sfide del presente, preferendo un'alleanza strategica con i movimenti estremisti.

La critica di Fortier si basa su un'osservazione precisa: il progressismo, anziché sostenere un'alternativa concreta, si è limitato a un'ideologia teorica, lontana dalle esigenze pratiche di una società in crisi. Nella sua analisi, il canadese sottolinea come il liberalismo, pur essendo un'ideologia di sinistra, abbia perso il controllo su un'agenda politica che è diventata sempre più complessa e frammentaria. Il caso francese rappresenta un esempio paradigmatico. Dopo le elezioni legislative del giugno 2024, l'élite liberale ha rifiutato sia il Rassemblement national (RN) che il Nouveau Front populaire, preferendo un'alleanza strategica con il RN per garantire la nomina di Michel Barnier al ministero della Presidenza. Questa mossa, pur apparentemente pragmatica, ha rafforzato la posizione dell'estremismo di destra, che ha trovato spazio non solo nel parlamento, ma anche nel consenso popolare. Lo stesso fenomeno si osserva negli Stati Uniti, dove il capitalismo ha accettato le ambizioni di Donald Trump, nonostante il suo atteggiamento autoritario e populista.

Il contesto politico attuale, secondo Fortier, è segnato da una crisi di leadership e una mancanza di visione a lungo termine. Il progressismo, che una volta si presentava come un'alternativa radicale, è ora ridotto a un'ideologia di nicchia, incapace di affrontare le preoccupazioni quotidiane dei cittadini. Questo vuoto ha permesso alla destra di occupare un ruolo centrale, non solo attraverso il potere politico, ma anche attraverso la capacità di offrire una narrativa chiara e diretta. L'analisi di Fortier si arricchisce di riferimenti storici, come il caso del giornalista tedesco Sebastian Haffner, che nel 1939 descrisse la sua conversione al nazismo in un diario intitolato Histoire d'un Allemand. Souvenirs (1914-1933). Haffner, un intellettuale che inizialmente si era opposto al regime, aveva finito per aderire alla propaganda hitleriana, riconoscendo come l'odio e la conformità diventassero un'abitudine quotidiana. Questo parallelo, per Fortier, è un monito per l'attuale società, che corre il rischio di ripetere gli errori del passato.

Le implicazioni di questa dinamica sono profonde e diffuse. Le istituzioni democratiche, che dovrebbero fungere da garanzia del pluralismo, si sono ridotte a enti amministrativi, incapaci di rispondere alle richieste di una popolazione disorientata. La destra, al contrario, ha sfruttato la mancanza di alternative per costruire un consenso basato su temi semplici e una retorica potente. Fortier mette in evidenza come questa evoluzione non sia limitata a un solo paese, ma rappresenti un fenomeno globale, con conseguenze per la democrazia e la libertà di pensiero. L'opera di Fortier, quindi, non si limita a un'analisi critica, ma diventa un invito a riflettere su come il progressismo possa riprendersi da una crisi che sembra non avere soluzione.

La chiusura dell'articolo si concentra su come la pubblicazione di Devenir fasciste possa influenzare il dibattito politico e intellettuale. Fortier, con la sua ironia e il suo sguardo severo, ha lanciato un allarme che va oltre le frontiere francesi, sollevando questioni che riguardano anche il contesto italiano. Il suo lavoro, pur essendo un'opera di satira, svela una realtà complessa e preoccupante: la destra, sebbene non sia più quella di un tempo, ha trovato modi per sopravvivere e crescere, mentre il progressismo si trova in una posizione di svantaggio. La sfida per il futuro sarà determinare se il progressismo riesca a trovare nuovi strumenti per riconquistare il consenso, oppure se continuerà a rimanere un'ideologia lontana dalle esigenze reali della società. In questo senso, Devenir fasciste non è solo un'analisi, ma un'appello a un rinnovamento necessario per evitare il declino di una democrazia che sembra essere sempre più in crisi.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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