11 mar 2026

Olessia Gerassimenko: 'Disperazione tra i soldati russi

La guerra in Ucraina, entrata nella sua quinta annualità, ha radicalmente mutato il quadro di una battaglia inizialmente concepita come una missione storica e definitiva.

02 marzo 2026 | 11:13 | 5 min di lettura
Olessia Gerassimenko: 'Disperazione tra i soldati russi
Foto: Le Monde

La guerra in Ucraina, entrata nella sua quinta annualità, ha radicalmente mutato il quadro di una battaglia inizialmente concepita come una missione storica e definitiva. La Russia, che all'inizio del conflitto si presentava come un esercito inarrestabile, oggi si trova a combattere non solo per la supremazia militare, ma soprattutto per sopravvivere economicamente e evitare il caos interno. I soldati, una volta convinti di difendere una causa giusta, ora si trovano in un contesto in cui il desiderio di vittoria si è trasformato in una sorta di fatica esistenziale. L'idea di una guerra di conquista, alimentata da discorsi pubblicitari e propaganda, è stata sostituita da una realtà più complessa, in cui la sopravvivenza e la paura diventano i motivi principali per rimanere in battaglia. Questo cambiamento è stato osservato da una giornalista russa, che da due anni segue le storie dei soldati, un tema tabù e rigorosamente censurato nel Paese. La sua testimonianza offre un'immagine straordinariamente dettagliata di un'esercito in crisi, in cui il disincanto ha superato ogni forma di ottimismo iniziale.

Negli anni iniziali del conflitto, i soldati russi si presentavano come combattenti convinti di un destino glorioso. I discorsi ufficiali, ripetuti in televisione, promettevano la caduta di Kiev, la purificazione del territorio ucraino da "nazisti" e la dimostrazione della superiorità militare russa. Tuttavia, nei mesi successivi, le cose si sono radicalmente invertite. Nel 2023 e nel 2024, gli stessi soldati che una volta si vantavano di aver vinto in pochi mesi hanno dovuto affrontare la dura realtà: l'esercito russo non è più la potenza invincibile che si riteneva, ma un esercito sull'orlo della sconfitta. Le battaglie si sono trasformate in una guerra di tecnologia, dove i droni e i sistemi di difesa avanzati hanno messo in discussione l'efficacia delle forze terrestri. Un paracadutista, in un colloquio telefonico, ha espresso il disappunto per la mancanza di preparazione: "Non capite, questa è una guerra di robot. Non eravamo pronti per questo", ha detto, mentre tentava di fuggire, senza successo.

Il contesto del conflitto si colloca all'interno di un quadro politico e militare complesso. La Russia, da sempre in cerca di una proiezione di potere, ha visto il suo piano di espansione geopolitica inceppato da un avversario organizzato e determinato. L'Ucraina, con il sostegno di Paesi occidentali, ha dimostrato di essere in grado di resistere non solo grazie alla sua posizione geografica, ma anche grazie a un'organizzazione militare moderna e a un'abilità strategica. La guerra, però, ha messo a nudo le fragilità interne della Russia. La mancanza di risorse economiche, la scarsità di equipaggiamenti e la diffidenza tra le forze armate hanno reso la battaglia un'esperienza disumana. I soldati, che una volta si sentivano parte di un movimento nazionale, ora si confrontano con una realtà in cui ogni vittoria è una trappola e ogni sconfitta è un'ulteriore fonte di disperazione. La guerra non è più un'operazione di stato, ma un'esperienza personale, in cui la sopravvivenza diventa l'unica priorità.

L'analisi delle conseguenze di questa situazione rivela un quadro di crisi profonda, sia a livello militare che sociale. L'armata russa, che una volta si vantava di aver conquistato territori con una rapidità impressionante, oggi si trova a fare i conti con un'organizzazione disfunzionale. Le forze di terra, sottoposte a un'immensa pressione, non riescono più a mantenere il controllo di aree strategiche, spesso solo per un breve periodo. I generali, in cerca di successi per mantenere il controllo politico, fanno promesse che non riescono a mantenere, creando un circolo vizioso di false vittorie e disillusione. Questo stato di cose ha un impatto devastante sul morale dei soldati, che si sentono abbandonati da un comando incapace di fornire risorse e leadership. La guerra ha trasformato non solo il territorio, ma anche la psicologia di chi combatte, portando a un disincanto che non ha precedenti nella storia moderna.

La situazione si evolve con un'incertezza che non sembra risolversi. L'armata russa, pur rimanendo un'entità militare di notevole dimensione, si trova a fare i conti con un'equilibrio precario tra l'obiettivo di mantenere il controllo su alcune aree e la necessità di riconquistare terreno persi. La guerra, che una volta sembrava poter essere risolta in un lasso di tempo breve, si è trasformata in un conflitto senza fine, in cui ogni vittoria è una vittoria provvisoria. I soldati, ormai consci della disumanità del conflitto, si trovano a vivere un'esistenza in cui il futuro è incerto e le possibilità di uscire dal conflitto sono sempre più remote. La Russia, per quanto abbia tentato di mantenere un controllo sull'immagine del conflitto, si trova a fare i conti con un'immagine di sconfitta che si fa strada anche tra i propri cittadini. La guerra, che era iniziata come un'operazione di potere, si è trasformata in un'esperienza che ha messo a nudo le fragilità di un Paese in crisi.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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