Nuovo attacco al circolo Pd di Tor Marancia: incendi, scritte e adesivi strappati. Basta
Gli adesivi del Partito Democratico (Pd) strappati e gettati a terra, la porta della sede del circolo Pd in viale di Tor Marancia imbrattata di vernice nera.
Gli adesivi del Partito Democratico (Pd) strappati e gettati a terra, la porta della sede del circolo Pd in viale di Tor Marancia imbrattata di vernice nera. È il nuovo atto vandalico che ha colpito la struttura in una zona del centro storico di Roma, dove il partito ha un radicamento storico e un ruolo centrale nella vita civile e politica del quartiere. L'episodio, avvenuto nel pomeriggio del 25 febbraio, si aggiunge a una serie di aggressioni contro il circolo, che è dedicato a Enrico Berlinguer, simbolo del movimento comunista e dell'impegno sociale. La segretaria del circolo, Flavia Finamore, ha definito il gesto "vile e inaccettabile", mettendo in luce una sequenza di episodi che hanno messo in pericolo la sicurezza e la stabilità della struttura. "Siamo preoccupati perché i comportamenti non si limitano a episodi isolati ma rappresentano una campagna mirata a intimidire chi opera per i valori di democrazia, legalità e giustizia sociale", ha sottolineato, sottolineando come il circolo non intenda ritenersi intimorito. L'ultimo atto, però, è stato il più recente e grave, con gli adesivi del simbolo del partito che sono stati strappati e abbandonati, un gesto che ha suscitato indignazione tra i militanti e i cittadini del quartiere.
L'attacco si inserisce in un contesto di tensioni crescenti, con episodi precedenti che hanno già segnato la cronaca del quartiere. Già a dicembre era stato lanciato l'allarme a seguito di una serie di provocazioni, tra cui l'installazione di tre nastri che circondavano la sede, impedendo simbolicamente l'accesso. Nei mesi successivi, sulle mura dell'edificio erano comparse scritte come "Remigrazione" e "Morte ai comunisti", un chiaro tentativo di stigmatizzare la presenza del Pd. L'ultimo atto, però, ha avuto un impatto più forte, con la porta di ingresso che è stata imbrattata di vernice, un gesto che ha suscitato preoccupazione per la sicurezza dei locali. "Stiamo vivendo un momento drammatico per il nostro circolo", ha sottolineato Finamore, ribadendo che il partito non intende cedere alle minacce. "Questi atti non solo minano la nostra attività politica ma alimentano un clima di paura e tensione tra i cittadini", ha aggiunto, mettendo in luce come la violenza abbia un effetto negativo sul tessuto sociale del quartiere.
Il contesto del circolo Pd in viale di Tor Marancia è legato a una storia di impegno civile e di lavoro sul territorio. La struttura, che ospita eventi culturali, incontri di discussione e iniziative di volontariato, è un punto di riferimento per la comunità. Il circolo è stato creato in onore di Enrico Berlinguer, un leader che ha incarnato l'impegno sociale e la lotta per i diritti. Negli anni, il Pd ha avuto un ruolo chiave nel promuovere l'accesso ai servizi pubblici, la partecipazione democratica e la lotta alle disuguaglianze. Tuttavia, negli ultimi mesi, la presenza del partito ha suscitato opposizione da parte di gruppi che rifiutano il suo impegno. Le proteste, però, non si limitano solo a episodi isolati ma rappresentano un clima di tensione che ha coinvolto anche il mondo politico. L'assessore ai Lavori pubblici del municipio VIII, Luca Gasperini, ha espresso preoccupazione per la situazione, sottolineando come "il clima è insostenibile" e come i comportamenti non siano più solo episodici ma tendenti a un'azione di intimidazione.
Le implicazioni degli atti vandalici sono profonde, non solo per il Pd ma per l'intero contesto politico e sociale del quartiere. La violenza contro un simbolo di democrazia e impegno sociale rappresenta un atto di guerra contro i valori che il partito promuove. "Questi gesti non solo minano la nostra attività ma alimentano un clima di paura e tensione tra i cittadini", ha sottolineato Finamore, mettendo in luce come la violenza abbia un effetto negativo sul tessuto sociale del quartiere. L'assessore Gasperini ha ribadito che le proteste non possono essere tollerate, poiché "non possono far arretrare i militanti e il partito locale dal seguitare a lavorare sul territorio con costanza". Il clima di tensione, infatti, è aggravato da attacchi sociali e messaggi d'odio che alimentano un clima complicato e difficile. "Le nostre sezioni sono da sempre punti di riferimento per la cittadinanza e non saranno gesti come quelli che vediamo ripetersi costantemente che faranno arretrare i nostri militanti", ha ribadito il gruppo dem del territorio, sottolineando la necessità di una risposta forte e unitaria.
Il Pd ha risposto con un piano di azione deciso e determinato. Il segretario del Pd Roma, Enzo Foschi, ha annunciato un presidio davanti al circolo il 28 febbraio alle 11, un gesto simbolico ma significativo per ribadire l'impegno del partito. "Un tentativo intimidatorio che si ripete con preoccupante continuità", ha detto Foschi, sottolineando come il partito non intenda cedere alle minacce. La decisione di organizzare un presidio ha l'obiettivo di mostrare la solidarietà verso i militanti e di dimostrare che il Pd non si arrende. "Chiediamo alle forze dell'ordine di individuare al più presto i responsabili", ha aggiunto Foschi, che ha ribadito la piena solidarietà verso i membri del circolo. L'azione del partito, però, non si limita solo al piano di protesta ma include anche un impegno per promuovere un confronto con i vertici del Pd a tutti i livelli, per garantire una presenza chiara e condivisa a sostegno del circolo. "La risposta a chi tenta di intimidire sarà l'unità, la partecipazione e la trasparenza", ha concluso Finamore, sottolineando che il circolo resterà aperto, vivo e attivo. L'impegno del Pd, quindi, non si ferma di fronte alle minacce, ma si intensifica per continuare a lavorare al servizio del territorio.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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