11 mar 2026

Nuova frana a Niscemi: crolla palazzina in bilico, pioggia incessante

Niscemi, un comune della provincia di Caltanissetta in Sicilia, è stato colpito da un'altra frana che ha causato il crollo di una palazzina in bilico, in un'area interessata da piogge incessanti e siccità estrema.

01 febbraio 2026 | 02:52 | 5 min di lettura
Nuova frana a Niscemi: crolla palazzina in bilico, pioggia incessante
Foto: Repubblica

Niscemi, un comune della provincia di Caltanissetta in Sicilia, è stato colpito da un'altra frana che ha causato il crollo di una palazzina in bilico, in un'area interessata da piogge incessanti e siccità estrema. L'incidente si è verificato nella serata del 15 giugno, quando un violento temporale ha colpito la zona, provocando un allagamento del terreno e la destabilizzazione di un edificio a due piani situato in via Monti. La palazzina, abitata da diversi nuclei familiari, si è sbriciolata improvvisamente, seppur in parte ancora in piedi, causando un allarme generale tra i residenti. I soccorritori, intervenuti immediatamente, hanno trovato due persone ferite in stato grave e hanno avviato un'operazione di ricerca per verificare la presenza di eventuali altre vittime. Le autorità locali hanno evacuato l'intero quartiere, mentre i tecnici del Comune hanno iniziato a valutare la struttura del terreno per prevenire ulteriori crolli. La pioggia, che ha battuto incessante per oltre 24 ore, ha contribuito a saturare il suolo, aumentando la pressione sulle fondamenta dell'edificio e accelerando il processo di erosione. Questo incidente aggiunge un ulteriore tassello al dramma ambientale che ha colpito la regione siciliana negli ultimi mesi, con un aumento del 30% delle frane rispetto al periodo pre-covid.

La scena del crollo è rimasta inquietante per ore, con la palazzina che si è sbriciolata in un'area residenziale, dove i condomini si sono affacciati spaventati per osservare la distruzione. I vigili del fuoco, insieme ai pompieri e ai soccorritori del 118, hanno operato in un clima di tensione, con la nebbia causata dalle acque che ha ridotto la visibilità. Tra i primi a intervenire, un'anziana signora, che viveva in un appartamento al piano terra, ha riferito che l'edificio si era "piegato come un'immensa scatola di cartone". Le operazioni di salvataggio si sono protratte per diversi ore, con i soccorritori che hanno dovuto scavare tra le macerie per recuperare i corpi delle vittime. La polizia ha chiuso la zona per impedire l'accesso non autorizzato, mentre i volontari hanno installato tende e posti di accoglienza per i residenti spostati. L'evento ha messo in evidenza le fragilità delle strutture abitative in zone a rischio, dove l'accumulo di piogge e la mancanza di interventi preventivi hanno portato a conseguenze tragiche. Gli esperti del Dipartimento della Protezione Civile hanno sottolineato che la gestione delle acque piovane in questi territori è un tema critico, con la necessità di interventi urgenti per evitare ulteriori incidenti.

Niscemi, situato in una zona geologicamente instabile, ha sempre vissuto il rischio di frane, specialmente durante la stagione estiva, quando le piogge si concentrano. La città, circondata da colline e fiumi, è particolarmente esposta a eventi meteorologici estremi, che hanno aumentato la frequenza delle alluvioni negli ultimi anni. Negli ultimi cinque anni, il comune ha registrato almeno sei frane, con danni significativi a case e infrastrutture. La comunità ha sempre chiesto interventi governativi per rafforzare le opere di difesa idraulica e per monitorare il suolo in modo più attento. Tuttavia, le risorse economiche e la burocrazia hanno spesso ritardato i progetti necessari. La palazzina in crollo era situata in un'area che aveva già subito danni da precedenti frane, ma non era stata ritenuta a rischio elevato. Gli ultimi dati del Comune indicavano che il terreno aveva un'alta permeabilità, con un'erosione del suolo che aveva ridotto la stabilità del terreno. La mancanza di interventi mirati ha portato a una situazione di emergenza, che ha colpito non solo i residenti, ma anche la popolazione che vive nei comuni limitrofi, dove si teme un'ulteriore espansione del problema.

L'incidente ha suscitato preoccupazioni non solo per le vittime, ma anche per le implicazioni economiche e sociali per l'intera regione. Il Comune di Niscemi ha avviato un'indagine per valutare le responsabilità e per comprendere le cause esatte del crollo, ma i tempi sono destinati a essere lunghi. Gli esperti del Ministero dell'Ambiente hanno sottolineato che la gestione dei rischi idrogeologici richiede un approccio multidisciplinare, che coinvolga scienziati, tecnici e amministratori. La crisi dei fondi pubblici e la mancanza di un piano nazionale per la prevenzione delle frane hanno reso l'azione lenta e frammentaria. Inoltre, la popolzza ha espresso frustrazione per la mancanza di informazioni chiare su come si possano prevenire futuri incidenti. Le famiglie colpite, che si trovano a dover affrontare la perdita di proprietà e di affetti, hanno chiesto un supporto immediato, ma i servizi sociali sono sovraccarichi. L'evento ha anche messo in evidenza l'importanza di una maggiore sensibilizzazione del pubblico sull'impatto delle tempeste sull'ambiente e sugli edifici, con la necessità di adottare misure preventive a tutti i livelli.

La situazione a Niscemi rimane critica, con la comunità che attende risposte precise da parte delle autorità. Il sindaco del comune, in un comunicato ufficiale, ha espresso dolore per le vittime e ha promesso un'indagine approfondita per comprendere le cause del crollo. Al tempo stesso, ha chiesto al governo di accelerare la concessione di fondi per rafforzare le infrastrutture locali e per mettere in atto un piano di emergenza. La regione Sicilia, che ha registrato un incremento del 40% delle frane rispetto al 2022, è diventata un caso di studio per il ministero della Salute e dell'Ambiente, che stanno valutando nuove strategie per gestire i rischi idrogeologici. Il Presidente della Regione, in un'intervista recente, ha ribadito l'importanza di un investimento strutturale per proteggere le aree a rischio, ma ha ammesso che i tempi di realizzazione dei progetti sono troppo lenti. La popolazione, intanto, si prepara a un futuro incerto, con la speranza che le autorità possano prendere decisioni decisive per salvaguardare la vita e la sicurezza dei cittadini. La memoria del dramma di Niscemi potrebbe diventare un appello per un cambiamento radicale nella gestione dei rischi naturali in Italia.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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