Níjar approva divieto accesso municipale con burka o niqab
Il comune di Níjar, in provincia di Almería, ha approvato una misura che limita l'accesso alle proprie strutture municipali per chi indossa abiti che coprono parzialmente o totalmente il volto, come il burka o il niqab.
Il comune di Níjar, in provincia di Almería, ha approvato una misura che limita l'accesso alle proprie strutture municipali per chi indossa abiti che coprono parzialmente o totalmente il volto, come il burka o il niqab. La decisione, adottata durante la seduta del consiglio comunale, è stata sostenuta dal partito di estrema destra Vox e dal Partito Popolare (PP), che detiene il governo locale, mentre il Partito Socialista (PSOE) ha espresso un netto rifiuto. La norma, che non è stata oggetto di dibattito, prevede che chi indossa tali abiti non possa accedere alle sedi comunali, con l'obiettivo di garantire la sicurezza, la trasparenza e l'efficienza delle procedure amministrative. La misura, presentata come una regolamentazione neutra e necessaria, ha suscitato forti critiche da parte di oppositori e organizzazioni che la considerano una forma di discriminazione islamofoba.
La proposta, avanzata dal gruppo municipale Vox, è stata illustrata dalla vice segretaria comunale Pilar Fenoy, che ha sottolineato come l'identificazione visiva del volto sia un requisito essenziale per la corretta gestione dei servizi pubblici. Secondo Fenoy, il velo integrale islamico, tra cui il niqab e il burka, impedisce la verifica della identità del cittadino e crea rischi di frode, pericoli per il personale e ostacoli alla gestione dei servizi. La regolamentazione, ha aggiunto, si applicherebbe a qualsiasi abito, religioso o non religioso, che copra il volto, e non si estenderebbe alla via pubblica, poiché il comune non ha competenze per limitare l'abbigliamento. Tuttavia, la norma non è stata accompagnata da un regolamento dettagliato, che dovrà essere redatto dai servizi giuridici del comune.
La decisione di Níjar ha suscitato reazioni immediate da parte di forze politiche e movimenti sociali. La coalizione Por Andalucía, che ha espresso un forte dissenso, ha definito la misura "islamofoba", accusando il governo locale di alimentare pregiudizi contro la comunità musulmana. La coordinatrice di Izquierda Unida, María Jesús Amate, ha sottolineato che la popolazione del comune, che comprende circa 31.000 abitanti, include un terzo di migranti provenienti da Paesi musulmani, e che una regolamentazione di tale natura non risponde a una necessità reale ma mira a creare divisioni sociali. Inoltre, il coportavoz del partito, José Cano, ha ritenuto che la misura rappresenti un compromesso del Partito Popolare per mantenere il controllo sul governo locale, accettando l'agenda di Vox.
La norma approvata a Níjar non è un caso isolato. In precedenza, il comune di Alcalá de Henares aveva approvato una misura simile, vietando l'accesso a strutture pubbliche per chi indossa abiti che coprono il voltò. Inoltre, il partito Vox aveva presentato in Congresso una proposta di legge per vietare il burka e il niqab in spazi pubblici, una iniziativa respinta dal governo ma sostenuta da Vox, PP e UPN. Questi provvedimenti, tuttavia, sono stati contestati da giudici e organismi internazionali. Nel 2013, il Tribunale Supremo aveva annullato una norma simile adottata da Lleida, in Catalogna, ritenendo che limitasse la libertà religiosa e che il comune non avesse competenze per regolamentare tali restrizioni. La sentenza ha anche riconosciuto il rischio di escludere le donne che indossano il velo, ostacolando la loro integrazione sociale.
La decisione di Níjar solleva interrogativi su equilibrio tra libertà religiosa e sicurezza pubblica. Da un lato, il comune sostiene che la misura sia necessaria per prevenire frodi e garantire la trasparenza amministrativa; dall'altro, critici e organizzazioni di diritti umani denunciano una forma di discriminazione che potrebbe alimentare il risentimento tra le comunità musulmane. La norma, tuttavia, non è applicabile alla via pubblica, un aspetto che potrebbe limitare i suoi effetti. In un contesto in cui il dibattito sul velo integrale è diventato sempre più acceso, la misura di Níjar rappresenta un esempio di come le questioni di identità, religione e sicurezza possano generare tensioni in ambito locale. Le conseguenze di questa decisione potrebbero estendersi al livello nazionale, con possibili dibattiti in Parlamento e richieste di revisione delle normative esistenti. La comunità internazionale, infine, continuerà a monitorare come i governi gestiscono il delicato equilibrio tra libertà individuale e protezione dei diritti.
Fonte: El País Articolo originale
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