Naufragio ferry filippino: 52 morti, surcharge in causa ministro trasporti
Il naufragio del ferry Trisha-Kerstin-3, avvenuto il 26 gennaio al largo di Mindanao, nel sud-ovest delle Filippine, ha causato la morte di almeno 52 persone, portando a un bilancio tragico che ha scosso le autorità e la comunità locale.
Il naufragio del ferry Trisha-Kerstin-3, avvenuto il 26 gennaio al largo di Mindanao, nel sud-ovest delle Filippine, ha causato la morte di almeno 52 persone, portando a un bilancio tragico che ha scosso le autorità e la comunità locale. Il tragico incidente ha visto il sommergersi del traghetto, che trasportava oltre 350 passeggeri e membri dell'equipaggio, in seguito a una serie di fattori che hanno messo a rischio la sicurezza del viaggio. Le autorità, attraverso il ministero dei Trasporti, hanno rivelato che la possibilità di sovraccarico e la mancanza di rispetto delle norme di sicurezza potrebbero aver contribuito al disastro. La notizia, annunciata il 11 febbraio dopo che i sommergibili hanno recuperato i corpi delle vittime, ha acceso nuove discussioni sulle responsabilità e sulle misure preventive da adottare per evitare ulteriori tragedie.
L'indagine condotta dagli esperti ha evidenziato una serie di gravi violazioni delle regole di sicurezza, tra cui la mancanza di pesatura dei veicoli e delle merci a bordo del traghetto. Giovanni Lopez, ministro dei Trasporti, ha sottolineato che il sovraccarico e la capacità superiore del nave potrebbero aver compromesso la stabilità del mezzo, causandone il capovolgimento. Inoltre, sono emersi problemi legati all'equipaggio, che non ha fornito istruzioni ai passeggeri in caso di emergenza. Reiniel Pascual, investigatore dell'autorità marittima, ha confermato che non è stato dato alcun avviso ai passeggeri quando il traghetto ha iniziato a inclinarsi. Queste carenze, unite alla mancanza di controlli rigorosi, hanno contribuito a un disastro che ha avuto conseguenze devastanti.
Il contesto del naufragio si inserisce in una lunga storia di incidenti marittimi in Filippine, dove la mobilità tra le oltre 7.000 isole dipende spesso da mezzi pubblici non sempre sicuri. Tra i casi più drammatici, il naufragio del ferry Doña-Paz nel dicembre 1987, che ha causato più di 4.300 morti, è considerato il peggiore incidente marittimo nella storia in tempo di pace. Anche il naufragio del Kim-Nirvana nel 2015, che ha fatto 61 vittime, ha svelato i rischi legati alla sovraccarico e alla mancanza di regolamentazione. Questi episodi hanno messo in luce le fragilità del sistema di trasporti in un Paese dove le isole sono legate da una rete di navi e traghetti, spesso in condizioni critiche. La tragedia del Trisha-Kerstin-3, quindi, non è un evento isolato, ma parte di un pattern di incidenti che richiedono interventi strutturali e una maggiore attenzione alle norme di sicurezza.
Le implicazioni del disastro sono profonde, non solo per le vittime, ma anche per le autorità che devono affrontare le conseguenze di una gestione inadeguata delle normative. Il ministro Lopez ha annunciato l'avvio di procedure di indagine penale contro la compagnia Aleson Shipping Lines, responsabile del traghetto, per le violazioni riscontrate. In particolare, l'azienda è stata già accusata nel 2023 di un incendio su un altro nave che ha causato la morte di 31 persone. Le indagini, inoltre, hanno evidenziato possibili collusioni tra funzionari marittimi e operatori del settore, con l'ipotesi che alcuni controlli potessero essere stati ignorati per interessi economici. Queste accuse, se confermate, potrebbero portare a riforme significative nel settore dei trasporti marittimi, ma richiedono un impegno deciso da parte delle istituzioni.
La chiusura del dossier si concentra sulle prossime mosse e sulle richieste dei sopravvissuti, che chiedono un cambio radicale nel sistema di gestione delle navi. Aquino Sajili, uno dei sopravvissuti, ha espresso la sua preoccupazione per il ritrovamento di ulteriori corpi da parte dei sommergibili e ha chiesto che la licenza della compagnia Aleson Shipping Lines venga revocata definitivamente. La mancanza di una risposta da parte dell'azienda ha rafforzato le accuse di cattiva gestione e responsabilità. Le autorità, però, devono dimostrare che le misure adottate saranno efficaci per prevenire futuri incidenti. Il naufragio del Trisha-Kerstin-3 non solo ha lasciato un segno doloroso sulle vite perse, ma ha anche acceso un dibattito su come migliorare la sicurezza in un Paese dove i trasporti marittimi sono un pilastro della mobilità nazionale. La strada verso una soluzione potrebbe richiedere anni, ma il disastro ha già messo in luce l'urgenza di un intervento deciso.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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