11 mar 2026

Merz: alleanza UE-Usa cruciale per la sicurezza

Merz ha ribadito la necessità di salvaguardare l'alleato transatlantico, in crisi per le pressioni di Trump, sottolineando l'importanza della collaborazione nonostante le divergenze. Ha riconosciuto critiche legittime ma sottolineato la vitalità del partenariato per affrontare le sfide globali.

13 febbraio 2026 | 17:56 | 5 min di lettura
Merz: alleanza UE-Usa cruciale per la sicurezza
Foto: El País

Friedrich Merz, il cancelliere tedesco, ha ribadito durante il discorso inaugurale della Conferenza di Sicurezza di Monaco la necessità di salvaguardare l'alleato transatlantico, un rapporto che oggi vive la sua peggiore crisi storica a causa delle continue critiche e delle pressioni del presidente statunitense, Donald Trump, nei confronti dei partner europei. Merz ha espresso preoccupazione per la richiesta, spesso troppo diretta, di una rinuncia da parte dell'Europa a considerare gli Stati Uniti come un alleato strategico, sottolineando che "insieme siamo più forti". Il discorso, tenuto in una sala gremita di rappresentanti politici, diplomatici e analisti internazionali, ha rappresentato un tentativo di riconciliare le divergenze tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti, pur riconoscendo le sfide crescenti derivanti da una politica estera americana che ha messo in discussione i valori condivisi. Merz ha anche riconosciuto, con tono di rispetto, le critiche formulate in precedenti occasioni da figure come J.D. Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, ma ha sottolineato come la "guerra culturale" del movimento MAGA non sia riconducibile al modello europeo.

Il discorso di Merz è stato un'occasione per affrontare direttamente le tensioni nate nel corso dell'ultimo anno, quando Vance, in un precedente discorso alla Conferenza di Monaco, aveva accusato i governi europei di limitare la libertà di espressione e di supportare movimenti di estrema destra. Merz ha ammesso che "Vance aveva ragione" nel riconoscere una "brecca" tra l'Europa e gli Stati Uniti, ma ha sottolineato come il problema non riguardi necessariamente la democrazia, ma piuttosto la difesa della dignità umana e della legge fondamentale. Il discorso ha anche dato spazio a un confronto con Marco Rubio, il segretario di Stato statunitense, che ha rappresentato la posizione più vicina al tradizionale allineamento transatlantico. Rubio ha sottolineato come il mondo stia cambiando rapidamente e che l'Europa non possa più considerarsi un "vecchio mondo" ma debba adattarsi a una nuova era geopolitica. Merz ha condiviso questa visione, affermando che l'alleato transatlantico non è più un'opzione ma una necessità per affrontare le complessità del presente.

Il contesto di questa discussione si colloca all'interno di un periodo di tensioni crescenti tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti, alimentate da una politica estera americana che ha messo in discussione la leadership di Washington nel mondo. Le critiche di Trump, soprattutto nei confronti dell'Europa, hanno spesso suscitato preoccupazioni, non solo per il rischio di danneggiare le relazioni bilaterali, ma anche per l'impatto sulle istituzioni internazionali come la NATO. L'ultimo episodio è stato il tentativo di Trump di conquistare la Groenlandia, un territorio appartenente all'Unione Europea e in cui è presente un'importante base militare. Questo episodio ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni sull'incertezza della leadership americana e ha spinto alcuni leader europei a riflettere sulle implicazioni di una maggiore autonomia. Merz, però, ha rifiutato l'idea di un distacco totale da Washington, sottolineando che la collaborazione transatlantica rimane fondamentale per affrontare le sfide globali.

L'analisi del discorso di Merz rivela un tentativo di equilibrare due esigenze contrapposte: da un lato, la necessità di rafforzare la difesa e l'autonomia dell'Europa, dall'altro, la consapevolezza che una separazione totale da Washington potrebbe portare a conseguenze negative. Merz ha chiesto un aumento del bilancio per la difesa, un rafforzamento delle capacità militari e una politica economica più flessibile per attrarre investimenti e innovazione. Ha anche sottolineato la necessità di un dialogo con il presidente francese, Emmanuel Macron, per esplorare la possibilità di una capacità nucleare europea, integrata nel sistema di difesa della NATO. Questi progetti, però, richiedono un impegno duraturo e una collaborazione serrata tra i paesi membri, non solo per affrontare le minacce esterne, ma anche per mantenere un equilibrio interno. La strategia di Merz sembra quindi mirare a un'Europa più forte, ma non isolata, che possa contare su un alleato chiave come gli Stati Uniti per garantire la sua sicurezza.

La chiusura del discorso di Merz si concentra sull'importanza di non abbandonare la collaborazione transatlantica, soprattutto in un momento in cui il mondo si trova di fronte a una "grande rivalità tra potenze". Il cancelliere ha ribadito che l'alleato transatlantico non è solo una risorsa per l'Europa, ma anche un vantaggio per gli Stati Uniti stessi, che non possono permettersi di essere isolati in un contesto globale sempre più complesso. Merz ha quindi chiesto un impegno comune per rafforzare la NATO e riconciliare le differenze, non solo per affrontare le minacce esterne, ma anche per rafforzare la stabilità internazionale. L'obiettivo finale è quello di riconoscere che, nonostante le sfide, l'alleato transatlantico rimane un pilastro fondamentale per la sicurezza e la prosperità di entrambi i continenti. Il discorso di Merz rappresenta quindi un tentativo di riconciliare le diverse visioni politiche, a favore di un'Europa più autonoma ma non isolata, pronta a affrontare i prossimi anni con un alleato indispensabile.

Fonte: El País Articolo originale

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