Maxwell rifiuta di rispondere a domande su reati Epstein in Camera
Ghislaine Maxwell, la compagna di lungo periodo di Jeffrey Epstein, ha rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda durante un'udienza davanti al Comitato per l'Oversight del Congresso degli Stati Uniti.
Ghislaine Maxwell, la compagna di lungo periodo di Jeffrey Epstein, ha rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda durante un'udienza davanti al Comitato per l'Oversight del Congresso degli Stati Uniti. La donna, che si trova in carcere federale in Texas, ha invocato il suo diritto costituzionale contro l'autoreferenziazione, esercitato attraverso l'emendamento Quinto, per ogni interrogativo posto dai membri del comitato. La presidente del comitato, la deputata repubblicana James R. Comer, ha espresso delusione per la mancanza di collaborazione da parte di Maxwell, sottolineando che il comitato aveva molteplici domande da porre riguardo ai reati commessi da lei e da Epstein, nonché sulle eventuali complicità di altri individui. Comer ha anche rivelato che l'avvocato di Maxwell, David Oscar Markus, aveva dichiarato in un'apertura del dibattito che la donna sarebbe disposta a rispondere solo se avesse ottenuto l'indulto da parte del presidente Trump. Questa posizione ha suscitato critiche da parte dei democratici, che hanno accusato Maxwell di cercare di ottenere un perdono presidenziale per evitare di cooperare con l'indagine.
La decisione di Maxwell di non rispondere ha acceso un dibattito su come l'indagine congressuale si stia sviluppando. Il comitato, che ha richiesto da mesi la deposizione di Maxwell, ha visto il suo rifiuto come un ostacolo al processo. Comer ha sottolineato che la mancanza di collaborazione da parte della donna potrebbe ritardare la comprensione completa degli eventi legati agli abusi sessuali su minori da parte di Epstein, accusato di aver trafficato ragazze come minorenni. Markus, nell'affidare un comunicato stampa pubblicato sui social media, ha affermato che Maxwell è pronta a parlare in modo completo e onesto se fosse concessogli un indulto da Trump. Inoltre, ha sostenuto che la donna potrebbe chiarire l'innocenza di Trump e di Bill Clinton, entrambi accusati di aver avuto contatti con Epstein. I democratici, però, hanno rifiutato questa affermazione, considerandola parte di una strategia per ottenere il perdono. L'atteggiamento di Maxwell ha quindi rafforzato le accuse di non cooperazione da parte di chi ha interesse a proteggere figure politiche di alto livello.
La vicenda si colloca all'interno di un contesto complesso che vede il Congresso impegnato a indagare sulla gestione delle indagini federali sull'episodio Epstein. Il comitato ha richiesto la deposizione di Maxwell già a luglio, in un momento in cui si era scatenato un dibattito politico sull'attitudine del governo Trump a rivelare i materiali investigativi del Dipartimento della Giustizia. La pressione per ottenere tali documenti è cresciuta, con i democratici che hanno collaborato con alcuni repubblicani per obbligare il comitato a emettere un mandato per il rilascio delle informazioni. In seguito, la posizione di Maxwell è stata ulteriormente monitorata, soprattutto dopo che è stata trasferita in un carcere a bassa sicurezza, dove i democratici hanno chiesto di visitarla, sostenendo che potesse ricevere trattamenti privilegiati. La sua mancanza di cooperazione ha quindi acceso nuove tensioni, con il comitato che ha deciso di procedere con la deposizione nonostante le resistenze.
Le implicazioni della posizione di Maxwell sono state analizzate da diversi osservatori, che hanno visto nel suo rifiuto una strategia per proteggere interessi personali e politici. L'affermazione di Markus, che ha collegato il suo eventualmente rilascio a un indulto da Trump, ha acceso discussioni su come il sistema giudiziario possa essere influenzato da pressioni esterne. Inoltre, il dibattito sui documenti redatti ha rivelato una mancanza di trasparenza da parte del Dipartimento della Giustizia, che ha rifiutato di fornire una spiegazione completa delle censure fatte ai file rilasciati. La deputata Jamie Raskin, tra i principali critici, ha accusato il dipartimento di un "coprifuoco" per nascondere informazioni sensibili. Allo stesso tempo, i deputati che hanno forzato il rilascio dei documenti hanno segnalato la presenza di nomi e foto di sei uomini che potrebbero essere coinvolti nei reati di Epstein, ma che sono stati censurati nei file. Questo ha alimentato accuse di mancato rispetto per la legge e di non conformità al processo di divulgazione richiesto.
Le indagini del comitato non si sono fermate con la deposizione di Maxwell, ma si sono estese a figure politiche di alto rango, tra cui Hillary Clinton e Bill Clinton, i quali hanno accettato di essere interrogati in diretta, sebbene abbiano chiesto di farlo in sedute pubbliche. I documenti rilasciati dal Dipartimento della Giustizia hanno rivelato poco riguardo a Clinton, ma hanno evidenziato il ruolo di Maxwell nel supporto dell'iniziativa Clinton Global, un progetto post-presidenziale del marito. Allo stesso tempo, il dibattito sul ruolo di Howard Lutnick, il segretario al Commercio, ha guadagnato terreno dopo la pubblicazione di documenti che mostravano il suo piano di visita all'isola privata di Epstein nel 2012. Lutnick, che aveva negato qualsiasi contatto con Epstein da anni, ha rifiutato di commentare sull'episodio, ma i democratici hanno chiesto il suo licenziamento. Il comitato ha espresso interesse nel far parlare Lutnick, ma non ha escluso l'emissione di un mandato per obbligarlo a testimoniare. Queste dinamiche mostrano come il processo investigativo sia diventato un campo di battaglia per il potere e la trasparenza, con implicazioni che potrebbero influenzare il futuro della politica e della giustizia negli Stati Uniti.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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