11 mar 2026

Massimo Pirone Quartet al Charity Café: omaggio a Quincy Jones

Venerdì 30 gennaio, il Charity Café di Roma ha accolto un evento musicale che ha riscosso un notevole interesse tra gli appassionati di jazz e di storie musicali legate a figure iconiche.

29 gennaio 2026 | 12:30 | 6 min di lettura
Massimo Pirone Quartet al Charity Café: omaggio a Quincy Jones
Foto: RomaToday

Venerdì 30 gennaio, il Charity Café di Roma ha accolto un evento musicale che ha riscosso un notevole interesse tra gli appassionati di jazz e di storie musicali legate a figure iconiche. L'evento, organizzato dal locale storico in via Panisperna, ha visto la partecipazione di Massimo Pirone, trombonista e arrangiatore di fama internazionale, che ha portato in scena un tributo al grande Quincy Jones. L'evento, che si è svolto in un'atmosfera informale e accogliente, ha visto la collaborazione di alcuni tra i musicisti più quotati del panorama italiano, tra cui Riccardo Fassi al Hammond, Luca Tozzi alla chitarra e Carlo Battisti alla batteria. La scelta di omaggiare Quincy Jones, un artista di enorme rilevanza nella storia del jazz e della produzione musicale, ha suscitato interesse non solo per la musica, ma anche per la profonda amicizia che Pirone ha sviluppato con l'artista americano durante una collaborazione avvenuta nel 2005 per il progetto MT Music. L'evento è stato un modo per ricordare non solo la carriera di Jones, ma anche il legame personale che Pirone ha mantenuto con lui, un rapporto che ha messo in luce la passione per la musica e la capacità di creare connessioni uniche tra artisti di diversi background.

Il tributo al maestro Quincy Jones ha visto la messa in scena di un repertorio ricco e variegato, che ha coperto diversi periodi della carriera dell'artista, dall'inizio degli anni Sessanta fino alle collaborazioni più recenti, tra cui quelle con Michael Jackson. Il programma, curato da Pirone, ha incluso brani emblematici che hanno reso omaggio alla versatilità e alla capacità innovativa di Jones, un produttore e compositore che ha rivoluzionato il panorama musicale internazionale. La scelta di includere brani del primo periodo di Jones ha permesso di far risaltare l'evoluzione del suo stile, mentre la presenza di canzoni legate alla collaborazione con Jackson ha dato un'immagine più completa del suo contributo al pop e al rock. La performance, resa ancora più speciale dall'impegno di tutti i musicisti presenti, ha creato un'atmosfera carica di emozione e rispetto per la figura di Jones. La collaborazione tra Pirone e i suoi compagni di scena ha dimostrato come la musica possa essere un ponte tra generazioni e stili diversi, un concetto che ha trovato spazio anche nel repertorio scelto per l'evento.

Il Charity Café, un locale che si è guadagnato un posto speciale nel cuore di Roma, ha sempre rappresentato un punto di riferimento per chi cerca un ambiente dove la musica possa vivere in modo autentico. Conosciuto per la sua atmosfera informale e per la sua capacità di accogliere eventi di alto livello, il locale ha saputo valorizzare l'evento del 30 gennaio, offrendo un'esperienza unica grazie alla sua location e alla sua tradizione. La scelta di aprire le porte al pubblico nel periodo autunnale, con orari che vanno dalle 18:00 alle 02:00, ha permesso a una vasta gamma di persone di partecipare all'evento, creando un'atmosfera di condivisione e di apprezzamento per la musica. La formula del "Happy Hour", con sconti su bevande e cibi, ha reso l'esperienza ancora più accessibile, mentre l'obbligo di una prima consumazione per accedere al live ha garantito una partecipazione attenta e rispettosa. Questo approccio, che combina l'ospitalità con la professionalità, ha contribuito a creare un ambiente in cui la musica potesse parlare in modo diretto con il pubblico, un aspetto che ha reso l'evento del 30 gennaio un momento memorabile.

L'omaggio a Quincy Jones rappresenta un esempio di come la musica possa essere un mezzo per ricordare non solo le opere, ma anche le relazioni umane che si formano intorno a esse. Massimo Pirone, che ha avuto il privilegio di lavorare sotto la direzione di Jones nel 2005, ha espresso un profondo rispetto per l'artista, non solo per la sua abilità tecnica, ma anche per la sua capacità di ispirare e guidare altri artisti. La collaborazione tra Pirone e Jones ha dato vita a un progetto musicale che ha messo in luce l'importanza di una direzione precisa e di una visione artistica chiara, elementi che hanno contribuito a rendere l'evento del 30 gennaio un momento significativo. La scelta di riproporre brani che raccontano la storia di Jones ha anche permesso di far comprendere al pubblico l'impatto che ha avuto il musicista sul panorama internazionale, un ruolo che va ben al di là di semplici brani musicali. L'evento ha quindi svolto un duplice ruolo: da un lato, ha reso omaggio a una figura iconica, dall'altro, ha dato visibilità a un luogo come il Charity Café, che si è sempre distinto per la sua capacità di ospitare eventi di alto livello e di creare un ambiente che favorisce la connessione tra artisti e pubblico.

L'evento del 30 gennaio ha messo in luce l'importanza di eventi come il Charity Café, che non solo promuovono la musica, ma anche la cultura e la convivialità. La collaborazione tra artisti e il coinvolgimento del pubblico hanno creato un'atmosfera in cui la musica non è solo una forma d'intrattenimento, ma un mezzo per condividere emozioni e storie. La scelta di omaggiare un artista come Quincy Jones ha anche dato un'immagine più completa della sua carriera, dimostrando come la sua influenza si estenda al di là dei confini nazionali e del tempo. Il futuro del Charity Café sembra promettente, con l'apertura di nuovi orari e la promozione di eventi che coinvolgono diverse discipline artistiche. L'evento del 30 gennaio rappresenta quindi un punto di partenza per una serie di iniziative che potrebbero arricchire ulteriormente il panorama culturale romano, facendo del locale un punto di riferimento per chi cerca un ambiente in cui la musica possa vivere in modo autentico e significativo. La collaborazione tra Massimo Pirone e i suoi compagni di scena ha dimostrato che la musica, quando è accompagnata da una passione sincera e da una visione artista, può diventare un ponte tra passato e presente, un concetto che continuerà a ispirare nuovi progetti e nuovi momenti di condivisione.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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