Marlaska risponde al PP dopo querela contro capo polizia: 'Dimissioni se la vittima pensa di aver fallito
Grande-Marlaska rifiuta accuse di copertura per un caso di violenza sessuale del 2025, scatenando polemiche politiche. L'indagine interna e l'udienza del 17 marzo alimentano tensioni tra governo e opposizione.
Il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha rifiutato con forza le accuse di aver nascosto una presunta violenza sessuale avvenuta nel 2025 a carico del defunto direttore adjunto operativo (DAO) della Polizia Nazionale, José Ángel González, che ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato convocato da un giudice. L'episodio ha scatenato un acceso dibattito politico, con il Partito Popolare (PP) che accusa il governo di proteggere González e di non aver preso provvedimenti adeguate. Marlaska ha dichiarato di non conoscere i dettagli dell'episodio e ha minacciato di denunciare chi insinuasse che avesse coperto il caso. La vicenda, che ha scosso il mondo politico e istituzionale, ha acceso nuove tensioni tra le forze dell'ordine e i partiti, con accuse di censura e pressione interna.
La denuncia, presentata da un'ispettrice della Polizia Nazionale, riguarda un episodio di violenza sessuale avvenuto nel 2025, quando González, all'epoca in carica, avrebbe aggredito la donna nella sua "vivienda ufficiale" appartenente al Ministero dell'Interno. Secondo il relato del suo avvocato, Jorge Piedrafita, la vittima, che era in una relazione sentimentale con il DAO, ha subito una campagna di costrutto e pressione da parte di figure chiave dell'organizzazione, tra cui l'allora assegnato del DAO, Óscar San Juan. La vittima ha riferito che, a partire dal 23 aprile 2025, è stata sottoposta a una serie di minacce per non denunciare l'episodio, con San Juan che avrebbe offerto un destino di lavoro in cambio del silenzio. La denuncia, presentata al giudice del Tribunale per la violenza contro le donne numero 8 di Madrid, prevede un'udienza fissata al 17 marzo, durante la quale San Juan sarà interrogato.
Il caso ha acceso una profonda divisione tra le forze politiche e istituzionali. Il PP, guidato da Alberto Núñez Feijóo, ha accusato il governo di aver protetto González e di non aver agito tempestivamente, nonostante la denuncia fosse già in atto. Feijóo ha sottolineato che il governo aveva avuto conoscenza del caso fin da almeno un mese prima che la questione si facesse pubblica, e che la dimissione di González fosse una mossa strategica per coprire le proprie responsabilità. Le accuse di copertura si sono intensificate anche quando il ministro ha affermato di non conoscere i dettagli dell'episodio e di aver avviato un'indagine interna per verificare se San Juan avesse avuto conoscenza del caso. L'opposizione ha quindi richiesto la dimissione di Marlaska, sottolineando che il suo comportamento era inaccettabile per la sicurezza e per il rispetto delle vittime.
L'indagine interna avviata dal Ministero dell'Interno ha evidenziato la complessità della situazione. Marlaska ha chiarito che il suo team non era a conoscenza degli eventi e che l'intera questione era stata gestita in modo segreto, con l'assistente legale della vittima che ha garantito la riservatezza del processo. Tuttavia, il ministro ha riconosciuto che la sua responsabilità era limitata alle funzioni attuali, e che San Juan era stato rimosso da qualsiasi incarico. La reazione del governo ha cercato di tranquillizzare i cittadini, sottolineando che l'azione del ministro era stata coerente con le procedure legali, ma senza riuscire a placare le critiche dell'opposizione. La tensione ha raggiunto un picco durante la sessione parlamentare, dove il PP ha continuato a pressare Marlaska per una dimissione, minacciando di portare il caso davanti ai tribunali se il ministro non avesse risposto alle accuse.
La vicenda ha suscitato un dibattito su come le istituzioni gestiscano i casi di violenza e corruzione all'interno delle forze di sicurezza. Le accuse di copertura e protezione hanno messo in discussione la credibilità delle autorità e la capacità del governo di gestire questioni sensibili. L'episodio ha anche acceso una discussione su come i dirigenti delle forze di polizia debbano essere tenuti responsabili per i loro comportamenti, soprattutto quando coinvolgono vittime vulnerabili. La reazione del ministro e delle istituzioni ha mostrato la delicatezza del tema, con un equilibrio tra il rispetto delle procedure legali e la necessità di proteggere le vittime. La situazione rimane in sospeso, con l'udienza del 17 marzo che potrebbe rivelare nuovi elementi e con il governo che dovrà fronteggiare le richieste di trasparenza e responsabilità da parte della società civile.
Fonte: El País Articolo originale
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