11 mar 2026

Malagò e Ice: non loro competenza, non coinvolti

Malagò ha sottolineato la sicurezza standardizzata per figure di alto rango e il doping di Passler, mentre si concentrano ultimi dettagli per i Giochi invernali. La Torcia olimpica simboleggia unità e preparazione logistica.

03 febbraio 2026 | 13:40 | 4 min di lettura
Malagò e Ice: non loro competenza, non coinvolti
Foto: Repubblica

Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina, ha commentato durante la 145esima sessione del Comitato Internazionale Organizzatore, tenutasi a Milano, la presenza degli agenti dell'Istituto Centrale di Sicurezza (Ice) per la protezione della delegazione americana e del vicepresidente Usa J. D. Vance. Il presidente della Fondazione ha espresso un atteggiamento di distacco rispetto al tema, sottolineando che la sicurezza non rientra nella sua competenza. Ha rassicurato che la presenza del corpo speciale americano non rappresenta un problema, poiché è parte di un sistema di protezione standardizzato per figure di alto rango. Malagò ha inoltre ribadito il sostegno alle decisioni del presidente del Comitato Internazionale Organizzatore (Cio), Kirsty Coventry, e del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, che hanno gestito la situazione con efficienza. La discussione ha incluso anche il caso del doping dell'azzurra Rebecca Passler, atleta del biathlon, che ha suscitato preoccupazione per essere il primo episodio di questo genere in Italia.

Nella sessione del Cio, Malagò ha ribadito la sua posizione di ottimismo riguardo alle preparazioni per i Giochi invernali, sottolineando che il lavoro svolto da tutti i soggetti coinvolti ha portato a un livello di preparazione senza precedenti. Ha sottolineato che il tempo rimanente per l'apertura dei Giochi, fissata per il 6 febbraio, è sufficiente per sistemare eventuali dettagli. L'ad della Fondazione, Andrea Varnier, ha confermato che gli ultimi ritocchi sono in corso, con un'attenzione particolare ai dettagli che possono fare la differenza. Malagò ha anche commentato il discorso di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, tenuto al Teatro alla Scala per l'apertura della sessione del Cio. Il capo dello Stato ha lanciato un appello alla pace, invocando la tregua olimpica, un tema che Malagò ha accolto con fiducia, pur riconoscendo la complessità del contesto geopolitico.

Il contesto della vicenda si colloca all'interno di un quadro di tensioni internazionali, dove la sicurezza e la gestione delle proteste sono diventati argomenti di discussione. La presenza del corpo speciale americano ha suscitato critiche in alcuni ambienti, ma Malagò ha ritenuto che la sua presenza sia giustificata e necessaria per garantire la protezione di figure di alto rango. Inoltre, il caso di Rebecca Passler ha riacceso il dibattito sul doping in atletica, un tema che ha sempre avuto un impatto significativo sulle Olimpiadi. Il presidente del Coni, Flavio Roda, ha espresso il proprio sostegno al sistema di controllo, sottolineando l'importanza di approfondire ogni caso, anche se la positività del test di Passler è avvenuta fuori dal periodo competitivo. Questo ha sollevato interrogativi sulle procedure di controllo e sull'efficacia del sistema attuale.

Le implicazioni della situazione si estendono oltre la gestione della sicurezza e del doping, coinvolgendo la reputazione degli organizzatori e la capacità di mantenere la neutralità degli sportivi. Malagò ha riconosciuto che il momento storico è particolarmente complesso, con tensioni che ricordano i periodi di guerra mondiale, e ha sottolineato il ruolo dell'Olimpismo come mezzo per unire i popoli. Tuttavia, ha anche riconosciuto che le proteste e le polemiche sono state meno intense rispetto a quelle di altre edizioni, un dato che ha suscitato interesse. L'analisi delle preparazioni per i Giochi mostra un impegno costante da parte della Fondazione Milano Cortina, con un'attenzione particolare ai dettagli tecnici e logistici. L'accensione della Torcia olimpica, in contemporanea a Milano e Cortina d'Ampezzo, rappresenta un simbolo di unità e di successo, un evento che ha visto la collaborazione di tutti gli stakeholder coinvolti.

La conclusione del discorso di Malagò si concentra sulle prossime fasi della preparazione, con un focus su ultimi ritocchi e una gestione attenta delle eventuali critiche. Nonostante le preoccupazioni, il presidente ha espresso fiducia nella capacità del team di garantire un evento di successo, sottolineando che l'attenzione al dettaglio è stata un fattore chiave. La Torcia olimpica, che arriverà a Milano il 5 febbraio, simboleggia non solo la preparazione logistica ma anche l'impegno per un evento che possa unire il mondo attraverso lo sport. La comunità internazionale, pur nel contesto di tensioni, ha dimostrato un interesse particolare per la realizzazione degli eventi, con un'attenzione che potrebbe influenzare il futuro delle Olimpiadi e la loro capacità di rimanere un evento di pace e di unità.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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