Malagò attacca Raggi: grazie a lei, Milano-Cortina 2026
Giovanni Malagò, presidente della fondazione "Milano-Cortina 2026" e ex presidente del Coni, ha lanciato un'acuta critica nei confronti di Virginia Raggi, ex sindaca di Roma, durante un podcast realizzato da Luca Zaia, ex governatore del Veneto.
Giovanni Malagò, presidente della fondazione "Milano-Cortina 2026" e ex presidente del Coni, ha lanciato un'acuta critica nei confronti di Virginia Raggi, ex sindaca di Roma, durante un podcast realizzato da Luca Zaia, ex governatore del Veneto. L'occasione scelta per questa stoccata è l'imminente iniziativa dei Giochi invernali 2026, che si terranno tra Milano e Cortina d'Ampezzo, e si concentra su un tema particolare: il rifiuto della giunta pentastellata di candidare Roma per i Giochi estivi del 2024. La decisione, annunciata nel 2016, fu accompagnata da un'ampia discussione politica e finanziaria, ma Malagò ha sottolineato come quel "no" abbia permesso all'Italia di concentrare le risorse su un'altra edizione, quella invernale. L'ex numero uno del Coni ha ritenuto che il rifiuto di Roma abbia creato un'opportunità per il Paese, permettendo di presentare una candidatura più solida per il 2026. La sua critica, sebbene non esplicitamente polemica, ha suscitato interesse e dibattito, soprattutto in vista dell'importanza dei Giochi come evento sportivo e turistico di rilevanza internazionale.
L'interazione tra Malagò e Zaia si svolge in un contesto informale, caratterizzato da un ambiente rilassato e privo di formalità. Il podcast "Il fienile", registrato tra le balle di fieno, ha offerto uno spazio per analizzare il ruolo degli sportivi e dei dirigenti nell'organizzazione di eventi di grandi dimensioni. Malagò ha espresso rammarico per la scelta di Roma di non partecipare al 2024, sottolineando come fosse un evento unico nella storia, dove una città aveva già firmato accordi e ottenuto il sostegno di istituzioni nazionali e internazionali. Secondo lui, quel passo indietro ha creato una "pessima figura" e ha costretto il Paese a riconsiderare le opzioni. Il presidente della fondazione ha ritenuto che il "no" di Raggi abbia permesso all'Italia di concentrare le energie su Milano-Cortina, un progetto che, a suo parere, rappresenta un'occasione per il Paese. Il discorso di Malagò ha suscitato reazioni sia di approvazione che di critiche, a seconda degli interlocutori.
Il contesto del dibattito si intreccia con la storia politica e finanziaria dell'Italia negli ultimi anni. La decisione di Roma di non candidarsi per i Giochi del 2024 fu accompagnata da un'ampia discussione sulle conseguenze economiche e sull'impatto sull'immagine del Paese. A quel tempo, Virginia Raggi e Danilo Frongia avevano dichiarato che il rifiuto era legato al rischio di dover pagare debiti per decenni, come quelli legati agli espropri per i Giochi del 1960 o per i Mondiali del 1990. Questi dati, però, non hanno convinto Malagò, il quale ha ribadito che il "no" di Roma ha rappresentato un errore strategico. Il presidente del Coni ha sottolineato come la mancanza di una candidatura italiana per il 2024 abbia creato un vuoto che l'Italia ha potuto colmare con l'offerta di Milano-Cortina. L'analisi di Malagò ha messo in luce un aspetto cruciale: il ruolo degli eventi sportivi nella proiezione internazionale del Paese e nella capacità di attrarre investimenti e turismo.
L'analisi delle conseguenze di questa scelta si estende al piano nazionale e internazionale. Malagò ha sottolineato come l'organizzazione dei Giochi invernali 2026 rappresenti un'opportunità per il Paese, non solo per la sua immagine, ma anche per lo sviluppo economico e turistico. Secondo lui, il successo di Milano-Cortina potrebbe portare benefici a lungo termine, anche se non immediati. Ha anche evidenziato come il progetto richieda una collaborazione tra diverse istituzioni, a partire dal governo e dalle regioni coinvolte. Tuttavia, non è mancato un'analisi delle critiche, soprattutto da parte di chi ritiene che la decisione di Roma non abbia avuto un impatto così negativo. L'ex presidente del Coni ha però ribadito che il "no" di Roma ha permesso all'Italia di concentrare le risorse su un'altra candidatura, una scelta che, a suo parere, ha portato un risultato positivo. L'analisi ha messo in luce la complessità di gestire eventi di tale portata e la necessità di un piano strategico lungimirante.
La chiusura del dibattito si concentra sulle prospettive future per l'Italia e per il ruolo degli eventi sportivi nel panorama internazionale. Malagò ha espresso ottimismo riguardo al progetto Milano-Cortina, ritenendo che possa rappresentare un modello di successo per l'organizzazione di eventi sportivi su larga scala. Ha anche sottolineato l'importanza di una collaborazione tra pubblico e privato, nonché la necessità di investire in infrastrutture e logistica. Tuttavia, non è mancata una riflessione sulle sfide future, come il bilancio economico e la gestione dei rischi. L'ex presidente del Coni ha ribadito che il successo di Milano-Cortina dipende da una serie di fattori, tra cui la capacità di coinvolgere le istituzioni e di garantire un'organizzazione impeccabile. Il dibattito ha messo in luce la complessità del tema e la necessità di un approccio equilibrato, che tenga conto sia degli aspetti economici che della dimensione sociale e culturale. La decisione di Roma di non partecipare al 2024, sebbene critica, ha permesso all'Italia di concentrare le energie su un'altra opportunità, che potrebbe diventare un punto di riferimento per il Paese.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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