11 mar 2026

L'uscita Usa dal regime climatico internazionale rischia conseguenze devastanti sul finanziamento

Trump annuncia il ritiro degli Stati Uniti dalla CCNUCC e dal GIEC, mettendo in discussione la leadership globale nella lotta al riscaldamento. La mossa, giustificata con la sovranità nazionale, suscita preoccupazione internazionale e dibattiti legali.

27 gennaio 2026 | 13:32 | 5 min di lettura
L'uscita Usa dal regime climatico internazionale rischia conseguenze devastanti sul finanziamento
Foto: Le Monde

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il 7 gennaio una decisione senza precedenti che ha scosso il panorama internazionale: ha dato ordine al governo di ritirare il paese dalla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (CCNUCC) e dal Gruppo d'Esecuzione Inter governativo sul Clima (GIEC), due istituzioni chiave nella lotta contro il riscaldamento globale. La mossa, giustificata come difesa della sovranità nazionale, delle libertà economiche e della prosperità generale degli Stati Uniti, ha suscitato preoccupazione a livello globale, soprattutto dopo che il presidente aveva già rimosso il paese dall'Accordo di Parigi nel 2017. L'annuncio, reso pubblico attraverso un decreto esecutivo, ha segnato un ulteriore passo nella politica estera americana di distacco dalle normative internazionali e dalla scienza climatica, un atteggiamento che ha messo in discussione la credibilità del paese come leader nella gestione dei cambiamenti climatici. La decisione ha anche sollevato interrogativi legali e politici, soprattutto riguardo alla legittimità del ritiro dalla CCNUCC, una convenzione ratificata dal Congresso e non solo da un singolo presidente.

La CCNUCC, istituita nel 1992, rappresenta il quadro multilaterale per l'azione collettiva contro il riscaldamento globale, mentre il GIEC, creato nel 1988, è l'organo scientifico che valuta i dati e le soluzioni per contrastare il cambiamento climatico. Entrambi gli enti sono stati fondamentali nel fornire basi scientifiche e politiche per gli accordi internazionali, tra cui l'Accordo di Parigi del 2015. La decisione di Trump di ritirare gli Stati Uniti da questi organismi ha rafforzato il timore che il paese, pur essendo il principale emittente di CO2 al mondo, possa continuare a negare la realtà del riscaldamento globale e a ridurre la sua partecipazione alle iniziative globali. La mossa ha anche sollevato il problema di come gli Stati Uniti potrebbero tornare a far parte di queste istituzioni, un aspetto che ha suscitato dibattito tra esperti e politici. Mentre il ritiro dal GIEC sembra più semplice, poiché basta interrompere la partecipazione ai suoi lavori, la CCNUCC richiede un processo più complesso, che potrebbe coinvolgere il Congresso e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Il contesto di questa decisione è legato alle politiche climatiche degli Stati Uniti negli ultimi anni. Il ritiro dall'Accordo di Parigi nel 2017, seguito da un ritorno sotto l'amministrazione di Joe Biden nel 2021, ha dimostrato la volatilità delle politiche ambientali del paese. La decisione di Trump di abbandonare anche la CCNUCC e il GIEC rappresenta un ulteriore segno di una politica estera che privilegia la sovranità nazionale rispetto agli obblighi internazionali. Questo atteggiamento ha suscitato critiche da parte di molti Paesi e istituzioni, che hanno visto nella mossa un'ulteriore mancanza di impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici. Inoltre, la mancata partecipazione finanziaria e logistica alle attività dei due enti ha ridotto la capacità degli Stati Uniti di influenzare le decisioni globali. Tuttavia, alcuni ricercatori americani continuano a collaborare al settimo rapporto d'avalutazione del GIEC, un lavoro che potrebbe rimanere intatto nonostante la decisione del presidente. Questo contrasto tra le azioni istituzionali e la partecipazione scientifica ha alimentato discussioni sul ruolo delle istituzioni nella gestione del clima.

L'impatto di questa decisione è stato immediatamente percepito a livello globale. I Paesi membri della CCNUCC e del GIEC hanno espresso preoccupazione per la riduzione della leadership americana nella lotta al riscaldamento globale, un settore in cui gli Stati Uniti avevano un ruolo fondamentale. La mancanza di un piano nazionale ambizioso per ridurre le emissioni di CO2 ha messo in discussione la capacità del paese di contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell'Accordo di Parigi, anche se la decisione di ritirarsi non ha ancora avuto effetti concreti sulle politiche interne. Inoltre, la decisione ha rafforzato la divisione tra le potenze che si impegnano attivamente nella lotta al cambiamento climatico e quelle che, come gli Stati Uniti, preferiscono concentrarsi su questioni economiche e domestiche. L'assenza di un accordo internazionale unico, come il GIEC, ha reso più difficile la coordinazione tra i Paesi, un aspetto che potrebbe influenzare le prossime conferenze climatiche. La scienza, però, continua a essere un elemento di riferimento, anche se il ruolo delle istituzioni internazionali ne è stato ridotto.

La situazione rimane in evoluzione, con possibili ripercussioni sulle relazioni internazionali e sulle politiche climatiche. La decisione di Trump ha reso evidente il rischio di un ritorno a una politica estera non cooperativa, un atteggiamento che potrebbe influenzare le decisioni future degli Stati Uniti in materia di clima. Tuttavia, la partecipazione di ricercatori americani al lavoro del GIEC suggerisce che la scienza, nonostante le divisioni politiche, continuerà a essere un pilastro della gestione del cambiamento climatico. Il ruolo delle istituzioni come la CCNUCC e il GIEC rimane cruciale, ma il loro effetto dipende dall'impegno di Paesi come gli Stati Uniti, che ora devono decidere se riconoscere il valore di un approccio globale o privilegiare gli interessi nazionali. La prossima fase del dibattito climatico sarà determinata da questa scelta, che potrebbe avere conseguenze durature sulle politiche ambientali a livello mondiale.

Fonte: Le Monde Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi