11 mar 2026

L'Iran vuole concludere un accordo con gli Stati Uniti, dice Trump

Donald Trump ha annunciato venerdì 30 gennaio che l'Iran intende "concludere un accordo" con gli Stati Uniti, senza rivelare il termine stabilito per le trattative.

30 gennaio 2026 | 22:43 | 4 min di lettura
L'Iran vuole concludere un accordo con gli Stati Uniti, dice Trump
Foto: Le Monde

Donald Trump ha annunciato venerdì 30 gennaio che l'Iran intende "concludere un accordo" con gli Stati Uniti, senza rivelare il termine stabilito per le trattative. Il presidente americano, durante un'intervista ai giornalisti nel Bureau Ovale a Washington, ha sottolineato che il Paese persiano "vuole concludere un accordo", ma ha precisato che il termine fissato non è stato reso pubblico. "Posso dirvi che vogliono concludere un accordo", ha detto Trump, aggiungendo che il tempo è "contato" e che l'obiettivo è "aprire un dialogo" per risolvere le tensioni. Tuttavia, il leader americano ha espresso un atteggiamento ambiguo, affermando che "se l'accordo è giusto e equo, la Repubblica islamica è pronta a parteciparvi", ma ha anche minacciato di "attacchi ben peggiori" in caso di mancato accordo. Queste dichiarazioni arrivano in un contesto di crescente instabilità geopolitica, con le relazioni tra Washington e Teheran in bilico tra negoziati e tensioni militari.

L'Iran, da parte sua, ha ribadito la sua posizione di non voler abbandonare le capacità di difesa e i missili, sostenendo che la "sicurezza del popolo iraniano non riguarda nessun altro". Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha però sottolineato che il Paese non ha mai cercato di ottenere l'arma nucleare, ma ha escluso qualsiasi negoziazione sulle proprie capacità militari. Secondo fonti americane, ogni accordo dovrà includere il ritiro dell'uranio arricchito, il controllo del numero di missili a lunga gittata e un cambiamento di politica nei confronti di alcuni gruppi armati regionali. Questi termini, però, non sono stati condivisi pubblicamente né discussi in dettaglio, lasciando aperte molte incertezze. Gli osservatori internazionali temono che le negoziazioni potrebbero rimanere bloccate senza un dialogo più aperto e una volontà di compromesso da entrambe le parti.

Il contesto della situazione attuale è radicato nella decisione di Trump nel 2018 di ritirarsi dal Patto internazionale sul nucleare iraniano, un accordo firmato nel 2015 tra l'Iran e le potenze mondiali. Questa mossa ha portato a un aumento delle sanzioni americane, che l'Iran ha risposto riducendo i propri obblighi nell'accordo. Il clima di tensione si è aggravato nel 2023, quando Washington ha minacciato di attacchi "più gravi" rispetto alle operazioni precedenti, mentre Israele ha lanciato una campagna militare contro obiettivi iraniani nel Golfo. L'Iran, a sua volta, ha annunciato di voler rispondere con attacchi "istantanei" alle basi americane e di aver "pianificato attacchi in profondità" contro Israele, come riferito da un portavoce del leader supremo Ali Khamenei. Queste minacce hanno alimentato un clima di pericolo, con le forze navali americane e i missili iraniani in posizioni strategiche vicine.

L'analisi del quadro geopolitico rivela una situazione estremamente complessa, in cui il rischio di conflitti diretti tra Washington e Teheran si fa sempre più concreto. Gli alleati dell'Iran, come la Russia e la Turchia, hanno cercato di mediare, ma le loro proposte non sono state sufficienti a calmare le acque. La Russia ha incluso il ministro della Difesa iraniano in una serie di colloqui con il presidente Vladimir Poutine, mentre la Turchia ha sottolineato l'importanza di un accordo per evitare un'escalation che potrebbe portare a migliaia di profughi lungo la frontiera con l'Iran e a un'ulteriore instabilità nel Mediterraneo. Inoltre, l'Unione europea ha recentemente incluso la Guardia della Rivoluzione, l'organizzazione militare iraniana, nella lista delle "organizzazioni terroristiche", accusandola di aver orchestrato la repressione delle proteste in Iran. Queste mossa hanno ulteriormente complicato le relazioni e ridotto le possibilità di un dialogo costruttivo.

La prospettiva futura sembra incerta, con entrambi i Paesi in una posizione di equilibrio fragile. Se gli accordi riusciranno a trovare un terreno comune, potrebbero aprire la strada a un'alleanza più stabile, ma se le tensioni continueranno, si rischia un confronto che potrebbe coinvolgere non solo le forze armate, ma anche le economie regionali e le relazioni internazionali. La comunità globale, in particolare gli Stati Uniti, l'Iran e i loro alleati, dovrà trovare un modo per mitigare le minacce e cercare un equilibrio tra sicurezza nazionale e stabilità regionale. Il tempo sembra essersi esaurito, ma il destino delle trattative potrebbe dipendere da una serie di fattori che ancora oggi non sono completamente chiari.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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