Lecornu firma decreto energia pluriennale a fine settimana prossima
Sébastien Lecornu, ministro francese della Presidenza del Consiglio, ha riepilogato i primi cinque mesi del suo mandato presso Matignon, sottolineando che tre mesi fa il governo era in pericolo di caduta.
Sébastien Lecornu, ministro francese della Presidenza del Consiglio, ha riepilogato i primi cinque mesi del suo mandato presso Matignon, sottolineando che tre mesi fa il governo era in pericolo di caduta. Durante un'intervista concessa alla stampa regionale pubblicata sabato 7 febbraio, ha ribadito che il Parlamento ha mostrato una maggioranza favorevole all'approvazione di testi di compromesso, come dimostrato dal voto sul bilancio della previdenza sociale. Lecornu ha anche criticato l'atteggiamento di una "maggioranza di destra" al Senato, che avrebbe potuto mostrare maggiore spirito di collaborazione, nonché l'opposizione di La France insoumise e del Rassemblement national, che secondo lui hanno scelto di opporsi al funzionamento stesso del Parlamento e delle istituzioni. Queste dichiarazioni arrivano in un momento in cui il governo francese cerca di stabilizzare le sue posizioni politiche e di affrontare le sfide economiche e sociali del Paese.
Nel corso del suo discorso, Lecornu ha sottolineato l'uso del 49.3 della Costituzione per approvare il bilancio senza un voto diretto, un atto che ha descritto come fatto "a disagio" ma indispensabile per evitare la mancata approvazione del bilancio. Ha spiegato che questa decisione non era confortevole, ma era diventata necessaria per garantire la stabilità finanziaria del Paese. Inoltre, ha annunciato che nel fine settimana prossimo sarà firmato il decreto che pubblicherà la strategia energetica decennale della Francia, un dossier che ha definito "molto urgente" per il futuro del Paese. Questa strategia, attesa da due anni e mezzo, è stata ritardata a causa delle divisioni politiche sulle priorità tra energia nucleare e fonti rinnovabili. Lecornu ha sottolineato che il governo intende ridurre la crescita dell'eolico terrestre e del solare, a causa del ritardo nell'elettrificazione dell'economia, un fattore chiave per ridurre l'uso delle fonti fossili.
Il contesto politico e economico della Francia ha giocato un ruolo cruciale nel definire le scelte del governo. La strategia energetica, conosciuta come Programmazione Pluriennale dell'Energia (PPE), è stata oggetto di dibattiti interni tra i partiti e tra i ministri, soprattutto riguardo al ruolo del nucleare. Lecornu ha confermato che sei reattori EPR saranno inclusi nella PPE, con otto in opzione, in linea con le promesse di Emmanuel Macron del 2022 a Belfort. Tuttavia, il governo ha anche annunciato investimenti in eolico offshore, fotovoltaico e geotermico, ma ha precisato che la priorità sarà data alla modernizzazione dei parchi esistenti con turbine più potenti per evitare conflitti locali. Il ministro ha rassicurato che i prezzi dell'elettricità non aumenteranno in Francia grazie a una strategia di offerta ambiziosa.
Le implicazioni delle decisioni del governo riguardano sia la stabilità politica che la gestione delle risorse energetiche. Lecornu ha annunciato una rimodulazione del governo prima della "periodo di riserva" legato alle elezioni municipali del 22 febbraio, affermando che sarà un "aggiustamento" per garantire stabilità ai cittadini e alle amministrazioni. Ha anche sottolineato che alcuni ministri, tra cui Rachida Dati, Marina Ferrari e Michel Fournier, lasceranno il governo per candidarsi alle elezioni municipali. Inoltre, Lecornu ha ribadito che i ministri devono concentrarsi sulle loro competenze e non sull'attività partitica, come fatto da Gérald Darmanin, che nutre ambizioni presidenziali. Lecornu ha rifiutato di candidarsi alle elezioni del 2027, mantenendo una posizione di neutralità.
La prossima fase del governo vedrà l'approvazione di due decreti sulla riforma dell'aiuto sanitario statale, con l'obiettivo di combattere la frode e modernizzare i sistemi informativi. Inoltre, il governo sta definendo una strategia su misura per gestire i flussi migratori, con attenzione alle politiche di visto, riconduzione ai confini e laissez-passer consulari. Un'applicazione di intelligenza artificiale sarà testata in cinque prefetture nel 2026, con una generalizzazione prevista per il 2027. Sull'Algeria, dove le relazioni con la Francia sono in crisi, Lecornu ha annunciato che il presidente Emmanuel Macron presenterà iniziative "nella prossima settimana". Infine, il progetto di decentralizzazione, previsto per il 2025, sarà diviso in più testi, con una prima fase dedicata alle misure di semplificazione per le comunità locali, da presentare prima delle elezioni municipali. Queste mosse riflettono l'attenzione del governo verso la stabilità politica e l'efficienza amministrativa, nonché la necessità di rispondere alle sfide economiche e sociali del Paese.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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