11 mar 2026

Le piogge causano almeno sei morti e migliaia di vittime in Perù

Una donna urla con disperazione in un video registrato a Arequipa, nella regione meridionale del Perù: "Agárrenlo! Agárrenlo, por favor!".

25 febbraio 2026 | 02:26 | 4 min di lettura
Le piogge causano almeno sei morti e migliaia di vittime in Perù
Foto: El País

Una donna urla con disperazione in un video registrato a Arequipa, nella regione meridionale del Perù: "Agárrenlo! Agárrenlo, por favor!". Le immagini mostrano un individuo trascinato via da una frana che scende lungo una strada piena di abitazioni, dopo le intense piogge che hanno colpito la zona negli ultimi giorni. Le precipitazioni estreme hanno lasciato alcuni settori di Arequipa sott'acqua e in lodo, causando la morte di sei persone e coinvolgendo oltre 4.000 famiglie, secondo le ultime stime del governo regionale. Le alluvioni hanno colpito anche altre regioni del sud, come Ica, e del nord, tra cui Tumbes e Piura, dove si sono verificati smottamenti, esondazioni di fiumi e allagamenti. La situazione appare drammatica, con una serie di eventi che hanno messo in evidenza i limiti della preparazione e della gestione dei rischi in un Paese segnato da cicli climatici estremi.

Le immagini del video, diventate virali sui social media, rivelano la gravità del disastro: case distrutte, abitazioni con fango che arriva alle cinture, attività commerciali completamente inutilizzabili e automobili coperte di barro. Il governatore regionale di Arequipa, Rohel Sánchez, ha dichiarato a El Comercio che le conseguenze sono "molto gravi e severe" e che si avvicinano "al limite di una catastrofe". Per questo motivo, le autorità hanno chiesto al governo nazionale di dichiarare lo stato di emergenza per l'intera regione. La struttura urbana di Arequipa, con i suoi 300 mila abitanti, appare particolarmente vulnerabile, dato che il collasso di torrentiere ha trascinato via persone, tra cui una donna di 70 anni, un padre e suo figlio di 14 anni. Le immagini mostrano anche il rischio di infezioni da acque contaminate, con la formazione di pozze di fango che potrebbero diventare fonti di malattie.

L'evento si colloca all'interno del fenomeno del Niño Costero, una fase iniziale del cosiddetto "El Niño", che ha causato un aumento significativo delle precipitazioni. Secondo il Servizio Nazionale di Meteorologia e Idrologia (Senamhi) e la Commissione Multisectoriale per lo Studio Nazionale del Fenomeno El Niño (ENFEN), il calore anomalo del mare vicino alle coste peruviane ha determinato un incremento delle piogge. L'impatto si concentra principalmente sulla costa nord e centrale, dove le alluvioni hanno causato danni a infrastrutture e servizi essenziali. In Piura, ad esempio, le piogge registrate negli ultimi giorni hanno superato il 100% del livello medio mensile di febbraio, secondo Angie Flores, esperta meteorologica del Senamhi. Questo ha generato smottamenti e allagamenti, aggravati dalla mancanza di sistemi di drenaggio. Il ministero della Salute ha segnalato che 46 ospedali hanno subito danni, con conseguenze per la sanità pubblica.

L'incapacità di gestire i rischi naturali ha rivelato una serie di criticità, tra cui la mancanza di un piano nazionale coerente. Freddy Morán, presidente della Commissione di Gestione dei Rischi e Disastri di Lima del Colegio degli Ingegneri del Perù, ha spiegato che esiste una politica nazionale, ma non è applicata a livello locale. "Solo il 30% del Paese ha approvato il piano di gestione dei rischi, e non tutti i governi regionali o locali stanno implementando misure preventive", ha sottolineato. La mancanza di una visione integrata della gestione delle acque e della pianificazione territoriale ha reso il Paese più vulnerabile agli effetti dei smottamenti, che portano via case, alberi, posti e arrivano fino ai centri abitati. Altro fattore critico è la costruzione di abitazioni in zone a rischio, come le pendici di colline o vicino ai fiumi. Jesús Carpio, architetto e residente di Arequipa, ha spiegato che il crescente urbanismo, sia formale che informale, ha occupato aree che non dovrebbero essere abitate. Questo ha ridotto la capacità delle torrentiere di gestire il volume d'acqua, con conseguenze devastanti.

Le autorità hanno lanciato un allarme rosso di severità estrema in cinque regioni (quattro a nord e una a sud), coinvolgendo 61.504 persone, 452 scuole e 51 centri di salute. Al tempo stesso, 16 regioni sono sotto allerta per piogge intense, con strade interrotte o con traffico limitato. Il Senamhi ha previsto che le piogge continueranno nel nord del Paese almeno fino al 27 febbraio, con accumuli di moderata intensità. La situazione richiede una risposta immediata, non solo per salvaguardare le vite umane, ma anche per prevenire futuri disastri. I residenti di Máncora, un importante distretto turistico, hanno organizzato proteste contro le autorità locali per la mancanza di misure preventive, un problema che si ripete da anni. Il Paese, infatti, non è più preparato a gestire eventi climatici estremi, che si ripetono ogni pochi anni, come nel 2017 e nel 2023. La sfida è dunque quella di rivedere i piani nazionali e locali, per ridurre la vulnerabilità e proteggere le comunità da futuri episodi di alluvioni e smottamenti.

Fonte: El País Articolo originale

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