11 mar 2026

Le elezioni in Bangladesh si terranno giovedì: cosa sapere

Il Bangladesh si prepara a un momento decisivo nella sua storia politica con il voto generale che si terrà giovedì, quando oltre 120 milioni di cittadini voteranno per eleggere un nuovo leader.

11 febbraio 2026 | 08:10 | 4 min di lettura
Le elezioni in Bangladesh si terranno giovedì: cosa sapere
Foto: The New York Times

Il Bangladesh si prepara a un momento decisivo nella sua storia politica con il voto generale che si terrà giovedì, quando oltre 120 milioni di cittadini voteranno per eleggere un nuovo leader. Questo evento rappresenta il primo scrutinio nazionale dopo la rivoluzione studentesca estiva del 2024 che ha deposto la precedente premier, Sheikh Hasina. La campagna elettorale si svolgerà in un contesto di aspettative elevate, poiché i bangladesi voteranno non solo per un nuovo governo ma anche per un referendum che include molte delle riforme politiche richieste durante le proteste. La partecipazione del popolo è considerata un passo cruciale per costruire una democrazia inclusiva e combattere la corruzione che ha alimentato le rivolte. La partecipazione al voto è prevista essere tra le più alte nella storia del paese, con un'attenzione particolare rivolta ai giovani, la cui media età è di circa 25 anni, molti dei quali non avevano ancora il diritto di voto durante i 15 anni di governo di Hasina.

La scena politica è segnata da una pluralità di partiti, con oltre 50 candidati in gara. La principale opposizione, il Bangladesh Nationalist Party (BNP), ha lanciato una serie di manifesti che promettono di realizzare i sogni dei giovani, come un Bangladesh più democratico e equo, un paese governato da due partiti principali dal 1971, tranne periodi di governo militare. Tuttavia, il candidato più probabile al trionfo rappresenta uno dei partiti tradizionali, suscitando preoccupazioni tra i giovani che temono non vedranno mai realizzati i loro obiettivi. La situazione è ulteriormente complessa dal fatto che il partito di Hasina, l'Awami League, è stato escluso dalle elezioni, a causa della sua condanna per il ruolo nella morte di centinaia di studenti durante le proteste. L'interim government, guidato da Muhammad Yunus, un economista e vincitore del premio Nobel, ha garantito una transizione verso un governo eletto, ma si è impegnato a non candidarsi. Questo ha lasciato il BNP come principale forza politica, con Tarique Rahman, presidente del partito e figlio del generale che lo fondò, destinato a diventare il prossimo premier.

Il contesto storico del Bangladesh è caratterizzato da un'alternanza tra Awami League e BNP, entrambi radicati nell'indipendenza del 1971. La transizione verso un governo interino, guidato da Yunus, ha segnato un periodo di incertezza, con la Hasina in esilio in India a causa di una condanna a morte per il suo ruolo nella repressione delle proteste. L'interim government ha anche bandito le attività dell'Awami League, riducendo ulteriormente il suo peso politico. Nel frattempo, il Jamaat-e-Islami, un altro partito principale, ha visto un aumento della sua influenza, grazie a una strategia che sfrutta l'insoddisfazione del popolo per la demonizzazione dei musulmani da parte del movimento di destra hindu in India. Il National Citizen Party (NCP), formato da leader delle proteste studentesche del 2024, ha svolto un ruolo chiave, ma la sua alleanza con il Jamaat-e-Islami ha suscitato preoccupazioni tra i giovani che desiderano un Bangladesh più secolare e inclusivo.

L'analisi delle implicazioni di queste elezioni rivela una lotta per il controllo del paese, con il cuore del dibattito centrato sull'attuazione della visione dei giovani. Il referendum sul National Charter 2025, che include misure per aumentare la rappresentanza femminile, introdurre limiti di mandato per il premier e garantire l'indipendenza giudiziaria, rappresenta un elemento chiave. Sebbene la maggior parte dei partiti supporti il documento, il NCP ha espresso preoccupazioni sull'efficacia senza un fondamento legale, spingendo per un referendum sulla sua inclusione nella Costituzione. La tensione tra diverse forze politiche è palpabile, con il NCP che si sente escluso da una partita che promette di riscrivere il destino del Bangladesh. La situazione è ulteriormente complicata dall'ingresso di nuovi giocatori, come il NCP, che ha unito forze con il Jamaat-e-Islami e un gruppo di partiti minori, creando un quadro politico in continua evoluzione.

La chiusura di questa vicenda si concentra sulle prospettive future, con il voto che potrebbe segnare un punto di svolta per il paese. La partecipazione elettorale, se elevata, potrebbe indicare un cambiamento di paradigma, ma i rischi di instabilità rimangono elevati. Il governo ha rafforzato le misure di sicurezza, con oltre 100.000 soldati e quasi un milione di agenti di polizia in azione, in seguito a episodi di violenza durante le recenti elezioni. La complessità del contesto politico e sociale, unita alle aspettative di riforma, renderà questo scrutinio un momento cruciale per il Bangladesh. Gli studenti, che hanno visto la loro voce riconosciuta per la prima volta, sperano che il risultato non sia solo un cambiamento di governo ma un'inizio di un percorso verso una democrazia più inclusiva e responsabile. La sfida sarà affrontare le aspettative, gestire le tensioni interne e garantire che il risultato risponda alle esigenze di un popolo che ha visto il suo destino segnato da decenni di governance da parte di pochi partiti.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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