Lavori via Nomentana: ex sede diventa casa Dopo di Noi
L'edificio di via Nomentana, un tempo sede della direzione tecnica del II municipio romano, è pronto a diventare una casa per persone con disabilità grave, nell'ambito dell'applicazione della legge nazionale "Dopo di Noi".
L'edificio di via Nomentana, un tempo sede della direzione tecnica del II municipio romano, è pronto a diventare una casa per persone con disabilità grave, nell'ambito dell'applicazione della legge nazionale "Dopo di Noi". Dopo quasi due anni dall'approvazione di un atto di giunta che ne aveva individuato lo specifico utilizzo, i lavori di adeguamento dell'immobile, ubicato in via Nomentana 423, partiranno il 4 febbraio prossimo. L'iniziativa, finanziata con 400 mila euro derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), mira a creare due appartamenti per un totale di 13 persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare, e a offrire loro un ambiente di vita autonomo e dignitoso. L'operazione è gestita dall'Asp Asilo Savoia, un'azienda che opera nel settore del sociale e della salute mentale. L'edificio, ubicato a pochi metri da Villa Leopardi, è stato abbandonato per oltre 13 anni, dopo che la sua funzione municipale era stata trasferita a via Tripoli 136 nel 2012. Questo progetto rappresenta una risposta concreta alle esigenze di una popolazione che, purtroppo, non ha sempre accesso a strutture adeguate per vivere in autonomia.
La decisione di destinare l'immobile al "Dopo di Noi" è stata presa nell'aprile 2024, quando l'amministrazione Del Bello aveva approvato una direttiva che chiedeva al Campidoglio di impegnare fondi Pnrr per la riqualificazione dell'edificio. La bonifica dell'immobile, necessaria per garantire la sicurezza e la salute degli utenti, è stata completata nel 2025, permettendo così di avviare i lavori di adeguamento. L'investimento di 400 mila euro permetterà di realizzare due unità abitative, ciascuna delle quali sarà dotata di servizi specifici per soddisfare le esigenze delle persone con disabilità. L'obiettivo è creare un'alternativa alle strutture tradizionali di accoglienza, favorendo percorsi di autonomia e integrando le persone con disabilità nella vita sociale. L'Asp Asilo Savoia, che gestirà l'operazione, ha spiegato che l'intervento mira a offrire una risposta concreta alle famiglie che non possono più supportare i propri cari a causa di condizioni economiche o familiari estremamente complesse.
L'idea di trasformare un edificio abbandonato in un'abitazione per persone con disabilità grave ha radici che risalgono a diversi anni. L'immobile, che era stato utilizzato come sede della direzione tecnica del II municipio, è rimasto vuoto e inutilizzato per oltre un decennio, dopo che la sua funzione era stata trasferita a un'altra sede. Questo periodo di abbandono ha reso necessario un intervento di ristrutturazione che non solo ripristini la struttura dell'edificio, ma lo adatti alle esigenze specifiche delle persone che vi vivranno. L'importanza di questo progetto risiede nel fatto che rappresenta un'opportunità per riusare un patrimonio pubblico inutilizzato, restituendolo alla collettività in modo significativo. L'amministrazione comunale ha sottolineato come questa iniziativa non solo risponda a un'esigenza sociale, ma anche a una richiesta di riqualificazione urbana, che mira a rendere Roma una città più inclusiva e accessibile per tutti.
L'attuazione della legge "Dopo di Noi" ha avuto un impatto significativo sulle politiche sociali e sul welfare territoriale. La normativa, approvata a livello nazionale, mira a garantire alle persone con disabilità una vita autonoma, anche quando non è più possibile contare sul sostegno familiare. L'edificio di via Nomentana rappresenta un esempio concreto di come questa legge possa essere applicata in modo efficace, anche attraverso l'utilizzo di fondi pubblici come quelli del Pnrr. L'investimento di 400 mila euro non solo permette di realizzare un'unità abitativa, ma anche di creare un modello di gestione che possa essere replicato in altre aree. L'Asp Asilo Savoia ha spiegato che il progetto è stato progettato per favorire percorsi di autonomia, integrando le persone con disabilità nella comunità e offrendo loro un ambiente di vita stabile e sicuro. Questo approccio, che privilegia la coabitazione e l'autonomia, rappresenta una risposta innovativa alle sfide che il sistema sociale deve affrontare per garantire una vita dignitosa a tutti.
La realizzazione di questa struttura segna un passo importante verso un'offerta di servizi sociali più vicina alle esigenze delle persone con disabilità. L'amministrazione comunale ha sottolineato che questo intervento è un tassello fondamentale del sistema di welfare territoriale, poiché permette di offrire una risposta concreta a una popolazione che spesso non ha accesso a strutture adeguate. L'assessore al Patrimonio, Emanuele Gisci, ha sottolineato come la riqualificazione dell'edificio confermi l'importanza di recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato e restituirlo alla collettività. L'assessore alle Politiche Sociali, Gianluca Bogino, ha aggiunto che l'attuazione della legge nazionale "Dopo di Noi" rappresenta un'occasione per avviare esperienze di coabitazione che permettano alle persone con disabilità di costruire reali percorsi di autonomia. Questo progetto non solo migliora la qualità della vita di chi vi abiterà, ma anche l'immagine della città come luogo in cui la inclusione e l'accessibilità sono priorità. L'obiettivo è creare un modello replicabile, che possa essere esteso ad altre aree, per offrire a più persone una vita dignitosa e indipendente.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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