Lavoratori Previdenza Sociale chiesti a consegnare dettagli appuntamenti ICE
La decisione riguarda soprattutto gli appuntamenti in presenza, che rappresentano una minoranza rispetto ai colloqui telefonici.
L'agenzia federale statunitense per la sicurezza sociale (Social Security Administration, SSA) ha recentemente rilasciato un'indicazione alle proprie dipendenti in servizio presso alcuni uffici, richiedendo loro di condividere informazioni sui colloqui in presenza con agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE), l'agenzia federale responsabile dell'immigrazione. Secondo fonti interne, il direttivo impone ai lavoratori di rivelare agli agenti di ICE i dettagli degli appuntamenti programmati, incluso la data e l'ora, in caso di richiesta. L'ordine, comunicato verbalmente in modo riservato, ha suscitato preoccupazioni tra i dipendenti, che temono possibili conseguenze per la loro attività professionale. L'indicazione rappresenta un ulteriore passo nella collaborazione tra l'SSA e il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS), padre dell'ICE, e segna un cambiamento significativo nella gestione dei dati sensibili.
La decisione riguarda soprattutto gli appuntamenti in presenza, che rappresentano una minoranza rispetto ai colloqui telefonici. Tuttavia, alcuni casi richiedono un contatto fisico, come per chi ha bisogno di un interprete in lingua dei segni o per modificare le informazioni sul diretto deposito. Anche i non cittadini devono presentarsi di persona per verificare l'idoneità all'accesso ai benefici. L'SSA rilascia numeri di sicurezza sociali non solo ai cittadini statunitensi, ma anche a studenti stranieri e a persone legalmente autorizzate a vivere e lavorare nel Paese. In alcuni casi, un minore o un dipendente non cittadino potrebbe necessitare di un accompagnatore per accedere agli uffici. L'ordine, dunque, implica un'apertura di dati che potrebbe influenzare anche la gestione di informazioni sensibili per chi non ha la cittadinanza.
Il contesto si colloca all'interno di una serie di misure adottate durante il secondo mandato di Donald Trump, quando l'amministrazione ha cercato di integrare dati sensibili da diverse agenzie federali, tra cui l'SSA, il DHS e l'Internal Revenue Service (IRS). A aprile 2020, il giornale WIRED aveva rivelato che il governo stava creando un pool di dati per facilitare l'accesso alle informazioni. A novembre, l'SSA aveva reso ufficiale una collaborazione con il DHS, aggiornando un avviso pubblico che menzionava la condivisione di dati relativi alla cittadinanza e all'immigrazione. Un ex funzionario dell'SSA ha espresso preoccupazione per l'interesse del governo a ottenere accesso a informazioni sull'immigrazione, sottolineando come questa politica fosse "shockingly clear" (chiaramente evidente). Tuttavia, il giudice di un tribunale del Massachusetts ha recentemente bloccato la condivisione di dati fiscali tra l'IRS e l'ICE, mettendo in discussione la legittimità di tali accordi.
L'analisi delle implicazioni rivela una trasformazione radicale del ruolo dell'SS. L'ex commissario aggiunto Leland Dudek ha espresso preoccupazione per il fatto che l'SSA, tradizionalmente considerata uno spazio sicuro per i cittadini, stia diventando un'estensione dell'Homeland Security. "Se una persona ha diritto a un beneficio, l'SSA è lì per loro e non correrà alcun rischio", ha affermato Dudek. La collaborazione con l'ICE, invece, potrebbe compromettere la fiducia del pubblico. "Perché dovremmo fidarci dell'SSA se si comporta in modo diverso?" ha sottolineato. La decisione di condividere dettagli sugli appuntamenti in presenza appare particolarmente insolita, poiché l'SSA non ha mai condiviso informazioni di questo tipo con le forze dell'ordine. Per Dudek, questa pratica potrebbe rappresentare un abbandono dei protocolli esistenti, che prevedevano un processo rigoroso per la condivisione di dati sensibili.
La situazione si colloca all'interno di un quadro più ampio di espansione del potere dell'ICE, che ha recentemente annunciato un piano segreto per aprire nuovi uffici in tutta gli Stati Uniti. L'aggiornamento del Program Operations Manual System dell'SSA, avvenuto a dicembre, ha introdotto una serie di disclosure di dati non relativi ai ritorni fiscali, ma che potrebbero essere richiesti in modo casuale da enti di polizia. Questo cambiamento ha suscitato preoccupazioni, in quanto potrebbe trasformare richieste occasionali in prassi routine. L'ambiguità di questa nuova politica, unita all'espansione dell'ICE, ha alimentato timori su un aumento della vigilanza su individui non cittadini. Mentre l'SSA continua a sostenere la sua missione di assistenza sociale, il dibattito sull'equilibrio tra sicurezza e diritti civili si intensifica, con conseguenze potenzialmente profonde per la sua reputazione e per la fiducia del pubblico.
Fonte: Wired Articolo originale
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