11 mar 2026

Laura Fernández eletta presidente costaricana

Laura Fernández, ex funzionaria di Rodrigo Chaves, ha vinto le elezioni presidenziali del Costa Rica con il 49% dei voti, segnando una svolta dopo una decade di elezioni inconclusive. La sua vittoria, centrata sulla lotta al crimine e alla droga, suscita speranze e preoccupazioni per un governo più centralizzato e potenziali abusi di potere.

02 febbraio 2026 | 07:50 | 5 min di lettura
Laura Fernández eletta presidente costaricana
Foto: The New York Times

Laura Fernández, 39 anni, politologa e ex funzionaria dell'amministrazione del presidente uscente Rodrigo Chaves, ha vinto le elezioni presidenziali del Costa Rica il giorno di domenica, ottenendo quasi il 50% dei voti in una tornata che ha visto il suo candidato superare di gran lunga i concorrenti. La vittoria, annunciata in base a un conteggio preliminare, segna un momento cruciale per il paese centroamericano, che si trova a fronteggiare un aumento significativo della violenza legata al traffico di droga. Fernández, scelta come succcessore da Chaves, ha sfruttato la popolarità del presidente uscente, unendo il sostegno di una base elettorale fedele al movimento populista che ha governato il paese per anni. La sua vittoria, ottenuta senza dover affrontare un turno di ballottaggio, rappresenta un cambio di rotta rispetto a una decade in cui nessun candidato aveva raggiunto il tetto necessario per vincere in prima tornata. Con il 85% dei voti contati, il paese si prepara a un governo che potrebbe rimanere in carica per almeno quattro anni, mantenendo intatto il potere del movimento politico che ha portato Chaves al potere.

La campagna elettorale di Fernández si è concentrata soprattutto sulla lotta contro la criminalità, un tema che ha riacquistato importanza dopo un aumento del 50% delle uccisioni annue registrate dal 2023, quando Chaves è entrato in carica. Il presidente uscente, noto per il suo stile irriverente e per aver affrontato i critici con scarsi ritegni, ha sostenuto attivamente la sua candidata, un gesto che ha suscitato proteste da parte dell'opposizione e dell'autorità elettorale, che ha rilevato l'illegittimità di tale intervento. Nonostante le critiche, Chaves ha continuato a sostenere l'idea di una gestione centralizzata della sicurezza, un approccio che ha trovato un riscontro nella popolazione. Fernández, pur non abbandonando completamente le proposte di Chaves, ha cercato di bilanciare il discorso, sottolineando la necessità di un'azione decisa ma legittima. Il suo programma include misure come lo stato di emergenza in quartieri ad alto tasso di criminalità, un'idea che ha suscitato preoccupazioni tra i gruppi di difesa dei diritti umani, che temono una possibile escalation di abusi.

Il contesto politico del Costa Rica è segnato da una transizione di potere che ha visto il movimento populista del presidente uscente, noto per aver ridisegnato istituzioni chiave e ostacolato l'indipendenza di organi di controllo, mantenere un forte controllo sul paese. La vittoria di Fernández, che ha sostenuto alcune delle politiche di Chaves, potrebbe portare a un allineamento tra le istituzioni e il governo, ma anche a un aumento delle tensioni con le forze di opposizione. La vittoria di una donna, in un paese dove le donne hanno rappresentato solo il 20% degli elettori in alcune regioni, ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre alcuni la vedono come un segno di progresso, altri la criticano per il suo legame con un sistema politico che ha ridotto la democrazia a un gioco di potere. La situazione si complica ulteriormente con la promessa di Fernández di ottenere un superminoranza nel parlamento, permettendole di nominare magistrati fedeli e modificare la Costituzione per permettere ai presidenti di ricandidarsi, un passo che preoccupa gli osservatori internazionali.

L'analisi delle conseguenze di questa vittoria rivela un paese in bilico tra sicurezza e libertà. La strategia di Fernández, ispirata al modello salvadoregno di Nayib Bukele, ha visto la promessa di misure drastiche per combattere la criminalità, ma ha anche suscitato preoccupazioni per il rispetto dei diritti. La costruzione di un carcere di massima sicurezza, il "Centro per il Contenimento dell'Organizzazione della Criminalità", che è stato inaugurato da Bukele, rappresenta un esempio di come tali politiche possano portare a una gestione più severa, ma anche a un aumento di abusi. L'opposizione, in particolare, ha sollevato il timore che la vittoria di Fernández possa portare a un abuso del potere e a una minore autonomia degli organi giudiziari. Tuttavia, il sostegno di una parte della popolazione, che vive in un clima di paura causato dall'aumento delle uccisioni, suggerisce che le politiche di sicurezza potrebbero trovare un appoggio significativo. La sfida per Fernández sarà gestire questa tensione tra sicurezza e libertà, senza compromettere la stabilità del paese.

La chiusura di questa vicenda si concentra su un futuro in cui il Costa Rica dovrà affrontare le conseguenze di una vittoria che potrebbe segnare un cambio di rotta. La vittoria di Fernández, pur rimanendo legata al movimento populista, potrebbe portare a un governo più centralizzato, ma anche a un aumento delle critiche interne e internazionali. Le elezioni parlamentari, che saranno contate nei prossimi giorni, potrebbero influenzare la capacità di Fernández di implementare le sue politiche, in particolare quelle legate alla sicurezza. La popolazione, divisa tra chi spera in un miglior controllo della criminalità e chi teme un abuso del potere, dovrà affrontare un periodo di incertezza. Il paese, che era stato un esempio di stabilità in America Latina, ora si trova a fare i conti con un governo che potrebbe modificare radicalmente il suo assetto istituzionale, con implicazioni che potrebbero estendersi al resto del continente. La sfida per Fernández sarà dimostrare che le sue politiche non compromettano la democrazia, ma possano invece rafforzarla in un contesto di crisi.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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