11 mar 2026

L'argentino Nahuel Gallo, liberato in Venezuela: 'Non sono pronto a raccontare le atrociità che mi hanno fatto

Nahuel Gallo, un gendarme argentino di 33 anni, ha recuperato la libertà domenica scorso dopo 448 giorni trascorsi in carcere in Venezuela, dove era stato rinchiuso in modo arbitrario.

05 marzo 2026 | 00:20 | 4 min di lettura
L'argentino Nahuel Gallo, liberato in Venezuela: 'Non sono pronto a raccontare le atrociità che mi hanno fatto
Foto: El País

Nahuel Gallo, un gendarme argentino di 33 anni, ha recuperato la libertà domenica scorso dopo 448 giorni trascorsi in carcere in Venezuela, dove era stato rinchiuso in modo arbitrario. La sua liberazione, avvenuta in seguito a un processo legale che ha messo in luce la complessità delle relazioni diplomatiche tra Argentina e Venezuela, ha suscitato un'ondata di attenzione internazionale. Gallo, che era stato arrestato il 8 dicembre 2024 mentre attraversava la frontiera venezuelana da Colombia, ha rivelato di aver subito torture psicologiche e condizioni di detenzione inumane durante il suo periodo di detenzione. Il suo rilascio ha segnato un momento cruciale per la famiglia e per il mondo diplomatico, ma non ha risolto le tensioni che hanno segnato i rapporti tra i due Paesi negli ultimi mesi.

Il gendarme argentino ha parlato per la prima volta in pubblico durante un incontro con i media, accompagnato dal ministro argentino degli Esteri, Pablo Quirno, e dalla ministra della Sicurezza, Alejandra Monteoliva. Nella sua dichiarazione, Gallo ha descritto le sofferenze subite in Rodeo 1, una prigione dove sono stati rinchiusi presi politici di diverse nazionalità. Ha espresso la sua preoccupazione per i 24 extracomunitari ancora detenuti e ha chiesto l'applicazione della legge di amnistia per la loro liberazione. "Fino a quando non saranno liberati, non sarò veramente libero", ha detto, sottolineando l'importanza di un intervento internazionale. La sua testimonianza ha rivelato un quadro di sofferenze fisiche e psicologiche, ma anche la determinazione a combattere per la giustizia.

Le circostanze del suo arresto hanno suscitato molte domande. Secondo la versione ufficiale del governo venezuelano, Gallo avrebbe tentato di attraversare la frontiera in modo irregolare, mascherando un "vero piano criminale" con una visita sentimentale. La procura venezuelana ha accusato il gendarme di essere legato a un gruppo che, con il supporto di forze ultradestra, avrebbe pianificato azioni di destabilizzazione e terrorismo. Tuttavia, la sua famiglia ha sostenuto che era stato catturato mentre cercava di raggiungere sua moglie, María Alexandra Gómez, e il loro figlio di tre anni. La mancanza di informazioni per mesi ha creato un vuoto di incertezza, che è stato interrotto solo quando Gallo ha riuscito a parlare con sua moglie tre giorni prima della liberazione.

Il contesto politico tra Argentina e Venezuela ha sempre stato instabile, ma le tensioni si sono intensificate dopo le elezioni presidenziali del 2024. Il presidente argentino, Javier Milei, ha accusato il leader venezuelano, Nicolás Maduro, di aver commesso un furto elettorale, mettendo in atto una politica di distacco diplomatico. Questo distacco è stato ulteriormente complicato dal rifugio in Argentina di Maria Corina Machado, leader dell'opposizione venezuelana, che si era rifugiata nell'ambasciata argentina a Caracas per evitare la persecuzione del regime di Maduro. La situazione ha creato un clima di scontro tra i due Paesi, con il gendarme argentino diventato un simbolo di questa tensione. La sua detenzione ha avuto un impatto significativo, mettendo in luce le preoccupazioni internazionali per i diritti umani in Venezuela.

La liberazione di Gallo ha aperto nuovi scenari, soprattutto per la giustizia argentina, che ha citato il gendarme a testimoniare in un processo per crimini di lesa umanità contro Maduro e altri funzionari del chavismo. Questo caso rappresenta un esempio di come il principio di giurisdizione universale possa essere applicato per combattere il crimine internazionale. Tuttavia, non tutti i detenuti argentini sono stati liberati: il solo rimasto in carcere è l'avvocato Germán Giuliani, accusato di terrorismo e narcotraffico. La sua sorella, Vanesa, ha espresso preoccupazione per la sua condizione e ha chiesto la sua liberazione. Questi episodi evidenziano la complessità delle relazioni tra i due Paesi e il ruolo che i casi individuali giocano nel contesto geopolitico. La situazione rimane delicata, con un futuro che dipende da risposte internazionali e decisioni politiche.

Fonte: El País Articolo originale

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