Landslide in Indonesia: bilancio sale a 34 morti, decine dispersi
Un devastante glissement di terra, che ha sommerso interi villaggi montani a nord-ovest di Bandung, ha causato almeno 34 morti e lasciato 32 persone ancora disperse, ha reso noto mercoledì 28 gennaio un rappresentante delle forze di soccorso.
Un devastante glissement di terra, che ha sommerso interi villaggi montani a nord-ovest di Bandung, ha causato almeno 34 morti e lasciato 32 persone ancora disperse, ha reso noto mercoledì 28 gennaio un rappresentante delle forze di soccorso. L'evento, scatenato da intense piogge torrenziali, ha interessato due piccoli villaggi situati a 25 chilometri da Bandung, la quarta città più popolosa dell'Indonesia. La tragedia si è verificata nella notte tra sabato e domenica, quando una colata di terra ha interamente sepolto abitazioni e strade, creando un quadro di caos e disperazione. Le autorità locali, preoccupate per la potenziale escalation del bilancio delle vittime, hanno avviato un'operazione di soccorso complessa, con tecnici che scavano a mani nude per timore di nuovi crolli. L'incertezza sull'effettivo numero di dispersi rimane elevata, con cifre che oscillano tra le 32 e le 73 persone ancora da individuare, a testimonianza della gravità della situazione.
La zona colpita, caratterizzata da terreni instabili e un clima estremo, ha visto un aumento del rischio di frane durante la stagione pluviosa, che si estende da ottobre a marzo. Le autorità locali hanno riferito che oltre 50 abitazioni sono state distrutte o danneggiate, con più di 650 residenti evacuati in emergenza. La popolazione, in gran parte composta da famiglie contadine, vive in aree vulnerabili a causa dell'insostenibile crescita demografica e dell'abbandono di terreni agricoli. I soccorritori, armati di torce e strumenti rudimentali, operano in condizioni estreme, con i terreni che continuano a essere destabilizzati dalle piogge. La mancanza di infrastrutture resilienti e la scarsa preparazione dei comuni hanno aggravato la situazione, rendendo difficile l'accesso alle aree colpite.
L'evento è diventato un'altra testimonianza del problema cronico delle frane in Indonesia, un fenomeno che si ripete con frequenza durante la stagione delle piogge. Il governatore della Java occidentale, Dedi Mulyadi, ha attribuito la causa del disastro alle vastissime coltivazioni di verdure che circondano la zona, sostenendo che la presenza di questi impianti ha compromesso la stabilità del suolo. Secondo le sue dichiarazioni, le aziende agricole, spesso gestite da aziende estere, hanno trasformato aree naturali in terreni coltivati, aumentando il rischio di crolli. Le autorità locali hanno annunciato di voler reinternare i residenti colpiti, ma la logistica e la scarsità di risorse rendono questa operazione complessa. L'incertezza sulle cause esatte del crollo ha anche sollevato interrogativi su come le aziende agricole possano concorrere a un rischio che si ripete con crescente frequenza.
Le frane e le inondazioni sono diventate un problema strutturale per l'Indonesia, un paese che si trova a un incrocio di fattori geologici e climatici. Negli ultimi anni, eventi simili hanno causato centinaia di vittime, con il bilancio più alto registrato in novembre quando tre province della Sumatra sono state colpite da alluvioni che hanno ucciso oltre 1.200 persone. Gli esperti, gli ambientalisti e anche il governo indonesiano hanno sottolineato che la deforestazione, un fenomeno diffuso in molte regioni, è un fattore chiave nell'aumento di tali disastri. La rimozione di alberi e la riduzione della copertura vegetale hanno reso i suoli più fragili, aumentando la probabilità di crolli. Questo scenario è ulteriormente aggravato dall'espansione di coltivazioni intensive, che riducono la capacità del suolo di assorbire le acque piovane. La questione ambientale, quindi, non è solo un problema locale, ma un problema globale che richiede interventi a livello nazionale e internazionale.
L'evento di Bandung solleva questioni urgenti su come l'Indonesia possa affrontare la crescente frequenza di disastri naturali. Gli esperti chiedono un piano nazionale che includa la protezione delle aree a rischio, la gestione sostenibile delle risorse idriche e la riduzione della deforestazione. Il governo, però, deve fare fronte a una serie di sfide, tra cui la scarsità di fondi, la mancanza di infrastrutture adeguate e la pressione delle aziende agricole. La soluzione, però, non è solo tecnica, ma anche sociale e politica. La comunità internazionale potrebbe giocare un ruolo chiave nel supportare l'Indonesia, offrendo tecnologie e finanziamenti per migliorare la resilienza del paese. Per i residenti colpiti, la strada verso la ripresa sarà lunga, ma la solidarietà e la collaborazione potrebbero fare la differenza. L'evento di Bandung, purtroppo, rappresenta un monito: la natura non si ferma, ma l'uomo deve imparare a convivere con essa.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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