11 mar 2026

La tempesta 'Leonardo' obbliga all'evacuazione dei 1.200 residenti rimasti a Grazalema

La comunità di Grazalema, un piccolo paese nella provincia di Cádiz, ha vissuto un episodio drammatico che ha messo in allarme migliaia di residenti.

05 febbraio 2026 | 19:52 | 5 min di lettura
La tempesta 'Leonardo' obbliga all'evacuazione dei 1.200 residenti rimasti a Grazalema
Foto: El País

La comunità di Grazalema, un piccolo paese nella provincia di Cádiz, ha vissuto un episodio drammatico che ha messo in allarme migliaia di residenti. Il 27 aprile, dopo giorni di intense precipitazioni, l'acquifero sotterraneo che attraversa il territorio ha iniziato a colmare, riversando enormi quantità d'acqua nei suoli e nei muri delle case. La situazione si è aggravata quando, intorno alle 22, il suolo ha cominciato a emettere strani rumori, simili a esplosioni, spaventando i cittadini che hanno immediatamente abbandonato le loro abitazioni. L'evacuazione, ordinata dal sindaco Carlos J. García e supportata dal presidente della Junta de Andalucía, Juan Manuel Moreno, ha coinvolto circa 1.500 persone, quasi la metà della popolazione residente. Il paese, noto per le sue caratteristiche geologiche e per essere il più piovoso d'Espanya, è ora vuoto, con gli abitanti costretti a rifugiarsi in alberghi o in zone sicure. La crisi, che ha visto l'acqua uscire dai muri, dai pavimenti e persino dagli impianti elettrici, ha scatenato un'onda di panico che ha coinvolto anche i tecnici e i volontari impegnati nella gestione dell'emergenza.

Il fenomeno, descritto da residenti come un "collasso sotterraneo", ha avuto origine da un'accumulazione di acqua nell'acquifero, che si trova a circa 50 metri di profondità. Gli esperti, tra cui geologi e ingegneri, hanno spiegato che l'acquifero, caratterizzato da una struttura karstica, ha iniziato a saturarsi a causa delle intense piogge, che hanno raggiunto punte di oltre 581 litri per metro quadrato in un solo giorno. Questo ha creato una pressione enorme, che ha fatto sì che l'acqua cercasse ogni via di fuga, compresi i muri delle abitazioni e i pavimenti delle stanze. I primi segni di allarme sono arrivati intorno alle 21, quando alcuni residenti hanno sentito rumori insoliti, simili a scricchiolii o esplosioni, che hanno portato a un'immediata evacuazione. L'evacuazione, però, non è stata semplice: molti abitanti si sono trovati costretti a abbandonare le loro case in un momento di caos, con l'acqua che continuava a uscire dai muri e a saturare i terreni.

La situazione si è complicata ulteriormente quando, intorno alle 23, l'acqua ha iniziato a uscire anche da zone più alte del paese, segno che il fenomeno si stava estendendo. I tecnici, che avevano creato un centro di comando avanzato nel paese, hanno confermato che l'acquifero stava colmando in modo incontrollato, con il rischio di generare movimenti di terra che potessero compromettere la stabilità delle abitazioni. I residenti, tra cui il giovane Álvaro Moscoso e il tecnico Juan Baena, hanno raccontato come l'acqua abbia iniziato a uscire da ogni angolo delle loro case, compresi i dormitori e le finestre. La tensione è cresciuta quando alcuni hanno creduto di sentire rumori simili a esplosioni, con il timore che le case potessero crollare. La paura si è intensificata anche quando l'acqua ha iniziato a emergere da una rete idrica sotterranea, creando un'immagine di un paese che sembrava essere diventato un'area sorgente d'acqua.

L'emergenza ha richiesto un intervento rapido da parte delle autorità, che hanno deciso di evacuare il paese per prevenire danni potenziali. Il sindaco García ha spiegato che la decisione è stata presa in base alle previsioni dei geologi, che avevano indicato un rischio elevato di collassi del terreno. La strategia ha incluso l'uso di attrezzi come rozze e calai per permettere all'acqua di uscire dalle case e raggiungere le strade. Tuttavia, nonostante gli sforzi, la situazione non si è migliorata, e l'acqua ha continuato a uscire in modo incontrollato. La paura ha reso gli abitanti del paese molto vulnerabili, con molti che hanno dichiarato di non sapere quando potranno tornare nelle loro case. La comunità, però, ha cercato di reagire, con alcuni residenti che hanno deciso di spostarsi in zone vicine, come Ronda, dove sono stati messi a disposizione alloggi per gli evacuati.

La crisi ha avuto conseguenze ben oltre il paese di Grazalema, coinvolgendo altre località in Andalucía. Secondo le autorità, il numero di evacuati è salito a circa 5.000, con l'emergenza che si è estesa a diverse regioni, tra cui Córdoba e Málaga. In particolare, il fiume Guadalevín, che attraversa la Serranía de Ronda, ha causato il taglio di accessi a diverse aree, isolando oltre 300 persone. L'Unidad Militar de Emergencias (UME) ha collaborato con i volontari per migliorare le condizioni di accesso, ma la situazione resta critica. Gli esperti hanno riconosciuto che il fenomeno è stato unico, tanto per la sua intensità quanto per la sua rapidità, e che potrebbe richiedere interventi a lungo termine per ripristinare la stabilità del suolo. La comunità di Grazalema, però, continua a sperare che la situazione si risolva, anche se il timore di un futuro disastro rimane vivo. L'episodio ha messo in luce le fragilità del territorio e l'importanza di un monitoraggio costante per prevenire futuri eventi simili.

Fonte: El País Articolo originale

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