11 mar 2026

La Spagna: Nessun supporto alle basi Usa e Israele. Trump: Stop commerci

Madrid ha espresso un netto rifiuto nei confronti di qualsiasi sostegno militare da parte degli Stati Uniti e di Israele per l'operazione volta a contrastare gli attacchi iraniani nel Golfo Persico e contro la Cipro.

04 marzo 2026 | 00:19 | 5 min di lettura
La Spagna: Nessun supporto alle basi Usa e Israele. Trump: Stop commerci
Foto: La Stampa

Madrid ha espresso un netto rifiuto nei confronti di qualsiasi sostegno militare da parte degli Stati Uniti e di Israele per l'operazione volta a contrastare gli attacchi iraniani nel Golfo Persico e contro la Cipro. La Spagna ha deciso di distaccarsi dalla posizione condivisa da Francia, Germania e Regno Unito, che hanno espresso apertura a "azioni difensive proporzionate" in risposta alle mire di Teheran. La decisione ha suscitato un forte intervento da parte del presidente Usa, Donald Trump, che ha definito la Spagna un "alleato terribile" per il suo atteggiamento e minacciato di interrompere le relazioni commerciali con il Paese. La tensione si è fatta più acuta dopo che Madrid ha rifiutato di accettare il tetto di spesa per la difesa al 2% del Pil, un impegno condiviso da altri membri della Nato, e ha rifiutato l'uso delle basi militari statunitensi per le operazioni contro l'Iran. Questa scelta ha riacceso le polemiche su un tema di grande rilevanza strategica per la sicurezza europea e il ruolo della Spagna nel contesto internazionale.

La decisione della Spagna di non aderire al piano di spesa militare della Nato ha suscitato reazioni immediate da parte di Washington. Trump, incontrando il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Washington, ha sottolineato che la Spagna è "l'unico Paese della Nato a non aver accettato" il tetto del 2% del Pil e ha accusato il governo di Pedro Sánchez di mancare di "grande leadership". Il tycoon ha ribadito che "nessuno può dirci di non usare le basi" e ha definito il comportamento di Madrid "terribile", minacciando di bloccare tutti gli scambi commerciali con il Paese. Le dichiarazioni di Trump hanno sottolineato il deterioramento delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Spagna, un rapporto storico fondato su collaborazioni economiche e strategiche, ma ora segnato da divergenze su questioni di sicurezza e politica estera. Il governo spagnolo ha cercato di mitigare le tensioni, sottolineando che la sua posizione non è un abbandono del partner Usa, ma un'espressione di autonomia nazionale.

Il contesto geopolitico del conflitto iraniano e la posizione della Spagna rispecchiano una serie di dinamiche complesse. La Spagna, membro fondatore della Nato e della Ue, ha sempre svolto un ruolo di mediazione tra l'Occidente e i Paesi del Medio Oriente, ma la sua recente scelta di non aderire alle azioni militari proposte da Washington e Londra ha rivelato una volontà di mantenere una posizione equilibrata. Questo atteggiamento ha trovato riscontri in alcune parti della politica europea, che hanno sostenuto la necessità di un approccio più cauto rispetto alle operazioni di guerra. Tuttavia, il rifiuto di Madrid di accettare il tetto di spesa militare ha acceso dibattiti su quanto la Spagna sia realmente in grado di contribuire al mantenimento della sicurezza collettiva. La mancanza di un accordo con gli Usa ha anche messo in evidenza le tensioni interne alla Nato, dove alcuni membri, come la Germania e il Regno Unito, hanno espresso un atteggiamento più aperto verso le operazioni di difesa.

L'analisi delle conseguenze di questa decisione rivela un impatto significativo sulle relazioni internazionali e sul ruolo della Spagna in ambito strategico. La minaccia di Trump di interrompere i commerci con Madrid ha riacceso le preoccupazioni su come la politica estera del Paese possa influenzare la sua economia, che dipende in gran parte dall'export verso gli Usa. Tuttavia, il governo spagnolo ha sottolineato che il Paese possiede le risorse necessarie per gestire eventuali impatti, nonostante la dipendenza economica. Al contempo, la scelta di Madrid di non partecipare alle azioni militari contro l'Iran ha sottolineato il suo desiderio di mantenere una posizione di neutralità in un conflitto che coinvolge potenze nucleari. Questo atteggiamento ha anche suscitato critiche da parte di alcuni alleati, che hanno visto nel rifiuto della Spagna un segno di indecisione o di preoccupazione per le conseguenze di un conflitto nucleare. La questione del tetto di spesa militare rimane un tema di dibattito all'interno della Nato, con la Spagna che si oppone a una spesa maggiore, affermando che il Paese non ha bisogno di investire in armamenti per garantire la sicurezza.

La chiusura di questa vicenda segna un momento cruciale per le relazioni tra la Spagna e gli Stati Uniti, nonché per la coesione interna della Nato. Il governo di Pedro Sánchez ha espresso la sua volontà di mantenere un dialogo con Washington, pur sottolineando che la Spagna non intende abbandonare le sue priorità nazionali. La minaccia di Trump di interrompere i commerci potrebbe spingere Madrid a cercare nuovi alleati economici, come la Cina o altri Paesi del Sud America, per ridurre la dipendenza dall'Occidente. Tuttavia, il governo spagnolo ha ribadito che l'obiettivo non è il conflitto, ma la collaborazione in un quadro di rispetto reciproco e di diritti internazionali. Al contempo, la questione del tetto di spesa militare rimarrà un tema di dibattito, con la Spagna che potrebbe dover riconsiderare la sua posizione se la situazione nel Golfo Persico evolve in modo imprevedibile. La prossima fase di questa vicenda dipenderà da come gli alleati europei e gli Stati Uniti gestiranno le tensioni, cercando un equilibrio tra sicurezza nazionale e cooperazione internazionale.

Fonte: La Stampa Articolo originale

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