La Russia indaga sul fondatore di Telegram, Pavel Durov
La Russia ha annunciato, il 24 febbraio, l'apertura di un'indagine penale contro Pavel Durov, fondatore del servizio di messaggistica Telegram, per accuse di supporto a attività terroristiche.
La Russia ha annunciato, il 24 febbraio, l'apertura di un'indagine penale contro Pavel Durov, fondatore del servizio di messaggistica Telegram, per accuse di supporto a attività terroristiche. L'annuncio è stato reso pubblico da due testate statali russe, Rossiïskaïa Gazeta e Komsomolskaïa Pravda, che si basano su "documenti del FSB" per sostenere la notizia. Secondo tali fonti, le azioni del direttore di Telegram, Durov, sono state oggetto di un'inchiesta per violazione dell'articolo 205.1 del codice penale russo, che punisce chiunque sostenga attività terroristiche. La plateforma Telegram è stata definita da Moscova come un "strumento dell'OTAN e dell'Ucraina", utilizzato da radicali e terroristi per organizzare azioni criminali. Le autorità russe hanno sottolineato che l'app rappresenta una "minaccia per la nostra società", in quanto permette comunicazioni criptate che ostacolano le indagini. Questa decisione arriva in un contesto di crescente tensione tra Russia e Occidente, con Moscova che cerca di controllare gli strumenti di comunicazione per limitare l'accesso a informazioni sensibili.
L'indagine, che potrebbe essere guidata direttamente dal direttore del FSB, Alexandre Bortnikov, si basa su accuse specifiche legate a incidenti recenti. Secondo i media russi, Telegram sarebbe stato utilizzato durante l'attentato al Crocus City Hall nel 2015, nonché per gli omicidi di Daria Douguina e del generale Igor Kirillov, entrambi attribuiti a gruppi estremisti. Le indagini per reati terroristici sono competenza del FSB, e Bortnikov ha precedentemente dichiarato di aver contattato Durov, ma senza ottenere risultati positivi. Questi episodi sono stati utilizzati per giustificare l'azione legale, anche se le prove presentate non sono state resi pubblici. Durov, invece, ha rifiutato di commentare direttamente l'annuncio, ma ha espresso preoccupazione per la "misura autoritaria" adottata da Moscova, sottolineando che Telegram rimarrà fedele al principio della libertà e della privacy, nonostante la pressione. La sua posizione è in linea con la sua storia di difesa dei diritti digitali, che lo ha reso un punto di riferimento per molti utenti russi.
La posizione di Telegram in Russia è diventata cruciale negli ultimi anni, non solo come strumento di comunicazione ma anche come fonte di informazione. L'app è diventata uno strumento di comunicazione per il Cremlino, i blogger vicini a Vladimir Poutine e i propagandisti governativi, ma anche per gruppi di opposizione e funzionari ucraini, tra cui il presidente Volodymyr Zelensky. Questo dualismo ha reso Telegram un bersaglio per le autorità russe, che cercano di limitare il suo impatto. Da tempo, Moscova ha tentato di controllare l'app, riducendo le funzionalità come le chiamate vocali e video, e bloccando temporaneamente l'accesso per alcuni utenti. Nonostante questi tentativi, Telegram rimane operativo, dimostrando la sua resistenza alle pressioni. La strategia di Moscova non si limita a Telegram: nel marzo 2023, il governo russo ha bloccato WhatsApp, accusandola di non rispettare le leggi russe, e ha promosso un'app locale, MAX, lanciata nel 2025, come alternativa.
L'azione russa contro Telegram e WhatsApp riflette una più ampia politica di controllo su Internet, mirata a limitare la diffusione di informazioni che potrebbero ostacolare le operazioni governative o esporre i cittadini a minacce esterne. La Russia ha sempre sostenuto che la sicurezza nazionale richieda un controllo rigoroso dei dati, soprattutto in un momento in cui le tensioni con l'Occidente si intensificano. Tuttavia, questa politica ha suscitato critiche internazionali, che la vedono come un attacco alla libertà di espressione e al diritto alla privacy. Le sanzioni imposte da Paesi occidentali a Russia e a aziende tecnologiche che collaborano con il governo hanno ulteriormente complicato la situazione, creando un clima di incertezza per gli sviluppatori di app. Al contempo, il mercato russo per le tecnologie di comunicazione si sta evolvendo, con l'emergere di alternative nazionali come MAX, che mirano a soddisfare le esigenze locali in un contesto di isolamento globale.
La decisione di Moscova di punire Durov e limitare l'accesso a Telegram ha conseguenze significative sia per la società russa che per il contesto internazionale. All'interno del paese, la mossa potrebbe indebolire la fiducia degli utenti nell'app, ma potrebbe anche rafforzare l'identità di un'alternativa nazionale come MAX, che ha già superato i 75 milioni di utenti. Tuttavia, la resistenza di Telegram a cedere alle pressioni potrebbe continuare a rappresentare un simbolo di libertà digitale, anche se il suo ruolo nella Russia moderna rimane ambiguo. A livello internazionale, la situazione alimenta il dibattito sulle libertà online e la sovranità nazionale, con Paesi come l'Europa e gli Stati Uniti che cercano di equilibrare sicurezza e diritti digitali. Il futuro di Telegram in Russia dipenderà da come le autorità riusciranno a conciliare le esigenze di controllo con la reputazione del servizio, ma il dibattito su questi temi non sembra destinato a finire.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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