11 mar 2026

La Réunion: Assemblea approva legge di riparazione per i figli della Creuse

L'Assemblée nationale ha approvato una legge per riconoscere e riparare i danni a 2.000 minori reunionesi spostati in Francia, con una commissione per la memoria e una somma forfettaria. La decisione, emozionante e unanime, affronta un passato segreto e cerca di costruire un futuro più giusto.

29 gennaio 2026 | 02:35 | 4 min di lettura
La Réunion: Assemblea approva legge di riparazione per i figli della Creuse
Foto: Le Monde

L'Assemblée nationale ha approvato all'unanimità, nella serata del 28 gennaio, una proposta di legge volta a riconoscere e a riparare i danni subiti da circa 2.000 minori di origine reunionese che furono spostati di forza nell'Hexagone tra il 1962 e il 1984. La decisione, presa in un contesto di forte emozione, ha visto la partecipazione di decine di adulti che da bambini furono separati dalle famiglie e dall'isola. La deputata di La Réunion Karine Lebon, del gruppo GDR (comunisti e ultramarini), ha presentato il testo con un discorso emozionato, sottolineando che non si può restituire l'infanzia rubata, ma si può affrontare l'ignoranza storica. La legge prevede la creazione di una commissione per la memoria, l'istituzione di una giornata nazionale di commemorazione il 18 febbraio e l'attribuzione di un diritto a riparazione in forma di una somma forfettaria. Lebon ha sottolineato che il riconoscimento non è una consolazione, ma una riconoscenza nazionale, poiché riparare significa rendere ciò che è possibile.

La politica adottata dallo Stato tra il 1962 e il 1984 mirava a rispondere al rapido aumento della popolazione reunionese, che aveva triplicato in trent'anni, e a ripopolare aree rurali dell'Hexagone. Tra queste, il dipartimento della Creuse accoglieva il maggior numero di minori, ma non era il responsabile di questa politica. Il governo, attraverso un'operazione detta "transplantation", spostava i bambini in regioni remote, promettendo loro un futuro professionale. Tuttavia, le promesse non si sono mai realizzate. Karine Lebon ha ricordato come i bambini venivano informati che sarebbero tornati in patria ogni anno, ma in realtà erano destinati a un destino diverso. La commissione d'indagine ha rivelato che molti di questi minori hanno subito abusi, maltrattamenti e discriminazioni, alcuni persino cambi di stato civile e ignoranza del proprio nome.

L'origine di questa politica risale a un piano nazionale volto a gestire l'immigrazione e a ridurre le disparità economiche tra le regioni. L'idea era di integrare i minori reunionesi in contesti diversi, ma senza considerare le conseguenze psicologiche e sociali. La legge approvata oggi segna un riconoscimento ufficiale di questa politica, che per anni è rimasta un segreto di Stato. La deputata ha sottolineato che il passato non può essere cancellato, ma deve essere affrontato con onestà. La situazione è diventata pubblica grazie a una serie di inchieste e testimonianze di coloro che hanno vissuto questa esperienza. L'emergere di questa storia ha portato a una serie di iniziative legislative, tra cui la risoluzione mémorielle approvata nel 2014 e le dichiarazioni di Emmanuel Macron nel 2017, che ha definito la politica una "faute" che ha aggravato la sofferenza dei bambini.

La legge approvata oggi si ispira a due altre normative: la legge del 2005 sui rapatriati d'Africa del Nord e la legge del 2022 sui harkis, che prevedevano dispositivi simili di riconoscimento e riparazione. L'allocazione versata alle vittime o ai loro discendenti sarà richiesta attivamente, ma solo un numero limitato di persone, tra le 2.015 coinvolte, è riuscito a identificarsi. La deputata ha riconosciuto che il processo è complesso, ma ha sottolineato l'importanza di dare una voce a chi è stato dimenticato. Le vittime, come Marie-Germaine Périgogne, hanno raccontato storie di separazione traumatica e di identità rubata. Per lei, il riconoscimento è un passo verso la pace, ma il lavoro non è finito. L'obiettivo è ora di portare il testo al Senato, dove si spera in un'approvazione rapida.

La proposta di legge non solo riconosce il passato, ma cerca di costruire un futuro più giusto. Le vittime, che oggi vivono in diverse regioni francesi, hanno espresso la loro gratitudine per l'attenzione del Parlamento. Tuttavia, la strada verso la completa riparazione è lunga. La commissione per la memoria dovrà svolgere un lavoro approfondito per comprendere l'impatto psicologico e sociale di questa politica. La legge rappresenta un primo passo verso una maggiore giustizia, ma la società deve continuare a confrontarsi con il passato per non ripetere gli errori. La speranza è che questa iniziativa diventi un esempio per altri casi simili, contribuendo a una maggiore consapevolezza e responsabilità dello Stato. La memoria non è solo un dovere, ma un modo per costruire un futuro più equo e rispettoso delle vite di tutti.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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