11 mar 2026

La moglie di Chomsky chiede scusa per il rapporto con Epstein, definito errore grave

Jeffrey Epstein, il miliardario neoyorchino accusato di traffico sessuale e abuso di minori, è morto a 66 anni in una prigione di massima sicurezza a Manhattan nel 2019, mentre attendeva un processo per i reati di cui era stato accusato.

10 febbraio 2026 | 04:39 | 5 min di lettura
La moglie di Chomsky chiede scusa per il rapporto con Epstein, definito errore grave
Foto: El País

Jeffrey Epstein, il miliardario neoyorchino accusato di traffico sessuale e abuso di minori, è morto a 66 anni in una prigione di massima sicurezza a Manhattan nel 2019, mentre attendeva un processo per i reati di cui era stato accusato. La sua morte ha scatenato un dibattito pubblico internazionale, ma il caso ha assunto una nuova dimensione con la pubblicazione di documenti declassificati da parte del Dipartimento della Giustizia statunitense. Questi archivi, rivelati a fine gennaio, hanno messo in luce un network di figure influenti legate a Epstein, tra cui il filosofo Noam Chomsky, un intellettuale di sinistra noto per le sue critiche al sistema capitalistico e all'imperialismo. La sua collaborazione con Epstein, scoperta grazie a messaggi scambiati tra il 2018 e il 2019, ha suscitato scalpore per il contrasto tra le sue posizioni etiche e le attività illegali del miliardario. La relazione tra i due, tuttavia, non è rimasta segreta: Valeria Chomsky, sua moglie, ha riconosciuto pubblicamente l'errore di giudizio e ha espresso profonda amarezza per la vicenda. La famiglia Chomsky ha cercato di spiegare i motivi dietro il loro coinvolgimento, ma la questione resta un fulcro di dibattito sulle responsabilità personali e collettive in un sistema che sembra favorire il potere economico a scapito della giustizia.

Gli archivi declassificati rivelano un intricato network di rapporti tra Epstein e personaggi di alto profilo, tra cui Noam Chomsky. I documenti mostrano un'intensa corrispondenza tra il filosofo e il miliardario, con il primo che sembrava essere stato coinvolto in una strategia per gestire la sua immagine pubblica. Epstein, accusato di abusi sessuali, aveva chiesto consigli a Chomsky su come affrontare la notorietà negativa. Il filosofo, noto per la sua critica al potere politico e economico, ha risposto con un tono cauto, sottolineando la difficoltà di gestire un'attenzione mediatica che, secondo lui, era spesso distorta. I messaggi scambiati tra i due rivelano un rapporto complesso, con Chomsky che sembrava aver riconosciuto alcuni aspetti negativi del comportamento di Epstein, ma che non ha mai espresso un giudizio definitivo. Tra i documenti c'è anche un pagamento di 20.000 dollari da parte di Epstein a Chomsky, spiegato come un premio per un progetto linguistico. Questa transazione ha suscitato sospetti, ma la famiglia Chomsky ha cercato di giustificarla, affermando che si trattava di un aiuto economico necessario per risolvere problemi personali del filosofo.

La relazione tra Epstein e Chomsky si colloca in un contesto più ampio di interazioni tra il miliardario e personaggi di alto livello. Epstein, noto per la sua capacità di costruire reti di potere, aveva creato contatti con figure di sinistra e destra, cercando di lavare l'immagine di un uomo accusato di abusi sessuali. Tra i nomi emersi ci sono anche Steve Bannon, ex consigliere di Donald Trump, con il quale Epstein ha cercato di collaborare per un documentario che raccontasse le sue attività filantropiche. La lettera di Valeria Chomsky, pubblicata su una piattaforma sociale, ha chiarito che la famiglia non aveva mai pensato al coinvolgimento di Epstein in attività illegali, ma che adesso riconosce il grave errore di giudizio. La coppia ha spiegato che Epstein aveva presentato se stesso come un filantropo e un finanziere competente, ma che non avevano mai verificato le sue reali attività. La situazione ha scosso la famiglia, che ha espresso profonda amarezza per la scoperta di un lato oscuro del loro amico, nonostante avesse sempre sostenuto i valori di giustizia e libertà che Chomsky ha sempre difeso.

La vicenda di Epstein e Chomsky solleva questioni profonde sulle responsabilità personali e collettive in un sistema che sembra favorire il potere economico a scapito della giustizia. La famiglia Chomsky ha cercato di spiegare la loro relazione con Epstein, ma la sua condotta è rimasta un argomento di dibattito. La reputazione di Chomsky, un intellettuale di sinistra, è stata messa in discussione da questa vicenda, che ha sottolineato come il sistema giudiziario possa essere influenzato da forze economiche. Gli archivi declassificati hanno rivelato una rete di potere che coinvolgeva personaggi di ogni orientamento politico, dimostrando come il crimine possa nascondersi dietro relazioni apparentemente innocenti. La lettera di Valeria Chomsky ha espresso un senso di colpa e una richiesta di perdono, ma non ha cancellato le conseguenze di una collaborazione che ha messo in discussione la credibilità del filosofo. La situazione ha anche evidenziato le sfide di una figura pubblica che, pur avendo una posizione etica chiara, può trovarsi in contatto con individui che agiscono in modo contrario ai suoi valori.

La pubblicazione dei documenti declassificati ha avuto un impatto significativo sul dibattito pubblico, mettendo in luce le complessità di un sistema che permette a personaggi come Epstein di costruire reti di potere. La vicenda di Chomsky ha rivelato come la sua carriera, seppur legata a ideali di giustizia e libertà, possa essere influenzata da relazioni personali che non sempre si allineano con i suoi principi. La famiglia Chomsky ha cercato di spiegare la loro posizione, ma la questione rimane un fulcro di dibattito su come gestire le responsabilità personali in un contesto sociale complesso. Il caso ha anche messo in luce le sfide di un sistema giudiziario che, pur essendo teoricamente indipendente, può essere influenzato da pressioni economiche e politiche. La vicenda di Epstein e Chomsky rappresenta un esempio di come il potere possa manipolare relazioni e decisioni, mettendo in discussione la credibilità di figure pubbliche. La pubblicazione dei documenti ha lasciato aperte molte domande, ma ha anche stimolato un dibattito su come prevenire futuri abusi, garantendo una maggiore trasparenza e responsabilità in un sistema che spesso sembra favorire i potenti.

Fonte: El País Articolo originale

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