La giustizia condanna il governo di Ayuso a pagare 3 milioni per mascherine non pagate all'ospedale di Ifema
La controversia ha avuto inizio nel marzo 2020, quando la Regione Madrid aveva lanciato un'emergenza per acquistare urgentemente maschere e tute protettive per il Pabellone 10 di Ifema.
Il Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid ha emesso una sentenza che condanna il Servizio Sanitario Regionale di Madrid (SERMAS) a pagare oltre 3 milioni di euro a Care Quality Service Health S.L. (CQS), un'azienda che aveva fornito maschere e tute protettive al Policlinico di Ifema durante la pandemia di coronavirus. La decisione, resa pubblica recentemente, riguarda un contenzioso amministrativo che risale al marzo 2020, periodo in cui la Regione Madrid aveva urgentemente approvato l'acquisto di equipaggiamenti di protezione individuale (EPI) per affrontare l'emergenza sanitaria. L'azienda CQS aveva richiesto il pagamento di 2.873.480 euro per le fatture non saldate, più interessi per un totale di 288.286,38 euro e 1,3 milioni di euro per danni e perdite. L'amministrazione aveva rifiutato le richieste, sostenendo che l'ordine iniziale non era stato formalmente approvato dal Consiglio Regionale e che i materiali erano stati consegnati e pagati a un'altra società del gruppo, Creepy Investments S.L. Il tribunale ha però ritenuto che la procedura seguita non fosse conforme al diritto e ha annullato la decisione amministrativa, riconoscendo a CQS il diritto al rimborso delle spese e alla compensazione per i danni subiti.
La controversia ha avuto inizio nel marzo 2020, quando la Regione Madrid aveva lanciato un'emergenza per acquistare urgentemente maschere e tute protettive per il Pabellone 10 di Ifema. L'azienda CQS aveva firmato un contratto per l'acquisto di 5.664.590,80 euro di EPI, inclusi IVA, attraverso un procedimento di emergenza. La società aveva però sostenuto che l'ordine non era stato formalmente approvato e che i materiali erano stati consegnati a Creepy Investments, una società del gruppo, senza che fosse mai stato effettuato un pagamento. L'amministrazione aveva rifiutato le fatture, sostenendo che l'ordine non era stato autorizzato e che i prodotti erano già stati consegnati a un'altra azienda. CQS, però, aveva sottolineato che il materiale era stato bloccato a Shanghai e che non era stato mai effettuato un pagamento, rendendo impossibile il completamento del contratto.
L'emergenza sanitaria causata dal coronavirus aveva creato un contesto di urgenza e scarsità di risorse, spingendo le autorità a adottare misure straordinarie per garantire la sicurezza delle strutture sanitarie. La Regione Madrid aveva quindi approvato un piano di acquisto di EPI attraverso procedure accelerate, ma senza seguire rigorosamente le norme di tracciamento e approvazione previste. Questo ha generato un dibattito su come gestire le emergenze sanitarie in modo legale e trasparente, senza compromettere la salute pubblica. La CQS aveva sostenuto che la mancata formalizzazione dell'ordine aveva reso impossibile il completamento del contratto, con conseguenti perdite economiche e un danno al credito della società. L'amministrazione, al contrario, aveva sottolineato che i prodotti erano stati consegnati a un'altra azienda, rendendo inutile il pagamento a CQS.
Il Tribunale Superiore ha però ritenuto che la Regione Madrid avesse proceduto senza rispettare le formalità necessarie per la gestione dei fondi pubblici, un errore che non poteva essere attribuito alla società CQS, che non aveva il dovere di richiedere documenti amministrativi. La sentenza ha sottolineato che la società aveva espresso esplicitamente la necessità di un documento di retenzione del credito per ottenere finanziamenti, ma l'amministrazione non aveva rispettato questa richiesta. Inoltre, il tribunale ha rilevato che la Regione Madrid aveva ignorato le segnalazioni di CQS sui blocchi dei materiali a Shanghai, aumentando il danno subito. La sentenza ha quindi stabilito che la responsabilità della Regione Madrid era diretta, con un aumento della responsabilità per il mancato rispetto delle norme contrattuali.
La decisione del tribunale ha delle implicazioni significative per il sistema di gestione dei contratti pubblici, soprattutto in situazioni di emergenza. L'errore nella gestione del processo di acquisto ha dimostrato come la mancanza di trasparenza e di rispetto delle normative possa portare a danni economici e perdite per le aziende che collaborano con le amministrazioni pubbliche. La sentenza ha anche sottolineato l'importanza di un sistema di tracciamento e controllo dei fondi, anche in situazioni di urgenza, per evitare abusi e garantire la correttezza delle procedure. La CQS ha ora il diritto di ricevere il rimborso delle spese e una compensazione per i danni subiti, un esempio che potrebbe influenzare future controversie simili. La Regione Madrid dovrà ora affrontare le conseguenze legali della sentenza, che potrebbero portare a un aumento delle spese o a una riforma dei processi di acquisto in emergenza. La sentenza rappresenta un monito per le amministrazioni pubbliche, che dovranno rivedere le loro procedure per evitare errori simili in futuro.
Fonte: El País Articolo originale
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