11 mar 2026

La dimissione di un collaboratore chiave di Starmer ha accelerato lo scandalo.

Starmer affronta una crisi interna al Labour per l'incarico di Mandelson, legato a Epstein, con dissensi e dimissioni. La stabilità del partito e la leadership sono messe in discussione.

09 febbraio 2026 | 20:55 | 5 min di lettura
La dimissione di un collaboratore chiave di Starmer ha accelerato lo scandalo.
Foto: The New York Times

Il premier britannico Keir Starmer si trova al centro di una crisi politica senza precedenti, con il governo e il partito Labour sotto pressione per il suo decisione di nominare Peter Mandelson ambasciatore presso gli Stati Uniti, nonostante i suoi stretti legami con Jeffrey Epstein. La scelta ha scatenato una serie di reazioni da parte di membri del governo, tra cui il ministro della Salute Wes Streeting e la vicepremier Angela Rayner, i quali hanno espresso sostegno al leader. Tuttavia, il leader del Labour scozzese, Anas Sarwar, ha diventato il più alto esponente del partito a chiedere la dimissione di Starmer, mettendo in discussione la sua stabilità politica. La situazione si è aggravata con la dimissione di due figure chiave del governo, tra cui il direttore delle comunicazioni di Starmer, Tim Allan, e il capo di gabinetto, Morgan McSweeney, che hanno rafforzato il senso di crisi all'interno del governo. La decisione di Starmer di rimuovere Mandelson dal ruolo diplomatico a settembre, a causa di nuove informazioni sui suoi contatti con Epstein, è stata contraddetta da migliaia di email rivelate nel gennaio scorso, che hanno mostrato un rapporto molto più stretto tra i due. Queste email, parte dei nuovi documenti sull'episodio Epstein, indicano che Mandelson, durante un ruolo governativo di alto livello nel 2009, aveva condiviso informazioni riservate e sensibili al mercato con l'ex miliardario, alimentando ulteriormente le accuse.

La crisi ha colpito non solo la leadership di Starmer, ma anche la stabilità del Labour a livello nazionale e scozzese. Anas Sarwar, pur non essendo un ministro, ha suscitato preoccupazioni nel governo per il suo appello al dimettersi del premier, dato che il Labour scozzese, sotto la leadership di Sarwar, ha perso terreno nei sondaggi rispetto al Partito Nazionale Scozzese (SNP). Sarwar ha sottolineato che il caos all'interno del governo era diventato un "distrazione" per il paese, ma ha rifiutato di essere parte di un piano per deporre Starmer, affermando che la decisione finale spetta al partito. Al contempo, il ministro della Difesa John Healey e la ministra delle Finanze Rachel Reeves hanno espresso fiducia nel leader, sottolineando il suo ruolo chiave nel guidare il paese. Tuttavia, il sostegno interno non è sufficiente a placare le tensioni, soprattutto con il rischio di un calo della popolarità del Labour, che potrebbe danneggiare le prossime elezioni. La crisi ha anche colpito i mercati finanziari, con un aumento dei tassi di interesse sui bond governativi britannici, un segnale di incertezza politica che preoccupa gli investitori.

L'episodio di Mandelson e Epstein risale a diversi anni, ma la sua nomina come ambasciatore ha riacceso il dibattito su vecchi scandali. Mandelson, un ex ministro del governo di Tony Blair, aveva già avuto problemi per le sue connessioni con Epstein, un uomo d'affari accusato di traffico di bambini e abusi sessuali. Le email rivelate recentemente mostrano che Mandelson non aveva solo conosciuto Epstein, ma aveva anche condiviso informazioni sensibili durante un periodo di lavoro governativo. Questo ha suscitato preoccupazioni per la sua affidabilità, soprattutto in un ruolo di alta responsabilità. La nomina di Mandelson da parte di Starmer ha suscitato critiche, non solo per le sue relazioni passate, ma anche per la mancanza di trasparenza nella scelta. Il governo ha cercato di minimizzare l'incidente, sottolineando che la decisione era stata presa in base a nuove informazioni, ma le reazioni interne e esterne hanno messo in evidenza le divisioni all'interno del Labour. Inoltre, il rischio di una leadership alternativa nel partito ha reso la situazione più complessa, con figure come Angela Rayner e Wes Streeting che potrebbero emergere come possibili successori.

La crisi ha anche rivelato le tensioni interne al Labour, con il partito che si trova a un bivio tra mantenere il controllo su Starmer e affrontare il rischio di una leadership più radicale. Il ministro dell'Energia Ed Miliband, un ex leader del partito, ha espresso sostegno a Starmer, sottolineando il suo ruolo nel portare cambiamenti al paese. Tuttavia, il crescente dissenso all'interno del governo ha messo in discussione la sua capacità di guidare il Labour in un momento di incertezza. Il rischio di una leadership interna che possa spostare il partito verso posizioni più estreme ha preoccupato anche i mercati, che temono un allentamento delle politiche fiscali e un aumento del debito pubblico. La situazione potrebbe peggiorare se il Labour non riesce a stabilire un consenso interno, con il rischio di una crisi di governo o di una perdita di fiducia da parte dei cittadini. Al tempo stesso, il Partito Conservatore, attraverso figure come Andrew Bowie, ha sottolineato l'incapacità di Starmer di mantenere la credibilità, aumentando la pressione su di lui.

La prossima settimana sarà cruciale per Starmer, che dovrà affrontare non solo la crisi interna al Labour, ma anche le elezioni locali in Manchester, dove un risultato negativo potrebbe colpire la sua leadership. Il sostegno dei membri del governo, pur importante, non è sufficiente a garantire la stabilità del partito, soprattutto se non si riesce a trovare un accordo su un piano di azione chiaro. Le reazioni di figure come Angela Rayner e Wes Streeting, che non hanno espresso un sostegno esplicito alla dimissione di Starmer, indicano che il partito potrebbe tentare di rimanere unito, ma le divisioni restano evidenti. La situazione richiede una gestione attenta per evitare ulteriori scosse, ma il rischio di una leadership alternativa sembra sempre più concreto. Se Starmer dovesse rimanere al potere, il Labour dovrà dimostrare di poter superare le tensioni interne e riacquistare la fiducia del pubblico, altrimenti la sua posizione potrebbe essere ulteriormente compromessa. La crisi non solo mette in discussione la sua capacità di governare, ma anche la stabilità del partito, che si trova a un punto di non ritorno.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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