11 mar 2026

La comunità armenia in Spagna accusa Armengol di occultare la pulizia etnica in Azerbaijan

La comunità armena in Spagna ha espresso un forte malcontento nei confronti della presidente del Congresso, Francina Armengol, per il suo recente viaggio ufficiale in Azerbaigian, svoltosi nei giorni 23 e 24.

30 gennaio 2026 | 23:25 | 6 min di lettura
La comunità armenia in Spagna accusa Armengol di occultare la pulizia etnica in Azerbaijan
Foto: El País

La comunità armena in Spagna ha espresso un forte malcontento nei confronti della presidente del Congresso, Francina Armengol, per il suo recente viaggio ufficiale in Azerbaigian, svoltosi nei giorni 23 e 24. L'evento ha suscitato preoccupazioni a causa della partecipazione di Armengol alla cerimonia commemorativa del Monumento e del Museo della Vittoria di Bakù, luoghi che commemorano la vittoria dell'esercito azerì nella guerra del Nagorno-Karabakh. Questo conflitto, che si è concluso nel 2023 con la disoccupazione delle istituzioni dell'enclave e l'esodo di oltre 100.000 civili, ha visto la popolazione armena abbandonare una regione in cui le sue famiglie avevano vissuto per generazioni. La critica principale arriva da Levón Grigorián, rappresentante in Spagna dell'AGBU (Unione Generale Armenia di Beneficenza), che ha dichiarato a El País di non voler criticare il viaggio in Azerbaigian, un Paese con cui Spagna ha relazioni diplomatiche, ma di non apprezzare l'utilizzo di tali eventi per "blanqueare la pulizia etnica". La missiva inviata da Grigorián alla presidente del Congresso esprime una "più ferma protesta" per la sua partecipazione a un'offerta floreale in onore dei caduti nella guerra patriótica, come definisce Bakù il conflitto. Questi luoghi, secondo Grigorián, non sono semplici spazi commemorativi ma "strumenti espliciti di esaltazione delle azioni militari contro la popolazione civile" nella regione del Nagorno-Karabakh, che hanno portato a "fatti qualificati dal Parlamento Europeo come pulizia etnica" nel 2023.

La visita di Armengol ha suscitato ulteriori preoccupazioni a causa della vicinanza del Museo della Vittoria con la prigione di Bakù, dove sono detenuti oltre una trentina di armeni in condizioni di detenzione arbitraria e senza garantie processuali, come denunciato da organizzazioni internazionali di diritti umani. Grigorián ha sottolineato che questa situazione rappresenta una "detenzione illegale di prigionieri politici", un tema che ha già suscitato critiche internazionali. La missiva inviata alla presidente del Congresso ricorda inoltre che sia la Eurocamera che le Cortes spagnole hanno approvato risoluzioni condenando le azioni di Bakù, rendendo ancor più "profondamente allarmante" la partecipazione di Armengol a eventi simbolicamente significativi. L'organizzazione AGBU, che rappresenta una comunità armena globale di sette a dieci milioni di persone, ha chiesto una "retifica pubblica immediata" e una riunione urgente per esprimere "profonda preoccupazione" verso le autorità azeri, richiedendo loro la liberazione dei detenuti armeni. La stessa richiesta è stata fatta da Emma Hakobyan, abogada dell'associazione armena in Catalogna Ararat, che ha definito "totalmente inaccettabile" che i responsabili politici europei e spagnoli non esercitino pressione su Bakù per liberare i 55 prigionieri di guerra, tra cui ex autorità del Nagorno-Karabakh, ritenuti illegalmente detenuti e in violazione del diritto umanitario.

L'episodio si colloca all'interno di un contesto di tensioni internazionali legate al conflitto del Nagorno-Karabakh, che ha visto il riconoscimento del territorio da parte di Azerbaigian nel 2020 dopo una guerra in cui sono state coinvolte anche le forze turche. Il Parlamento Europeo ha riconosciuto il conflitto come una "pulizia etnica", un termine che ha suscitato forti reazioni da parte di Azerbaigian e di alcuni Paesi che hanno visto nel riconoscimento una violazione dei diritti di sovranità nazionale. L'AGBU e altre organizzazioni della diaspora armena hanno sottolineato come la visita di Armengol, sebbene formalmente diplomatica, possa essere vista come un sostegno implicito alle politiche di Azerbaigian, che continua a detenere armeni in condizioni di detenzione illegale. Le accuse di "blanqueamento" delle azioni del regime azeri, come denunciate da Amnesty International, Freedom House e Reporters Without Borders, si incardinano su una mancanza di garantie del diritto internazionale e una repressione della libertà di espressione. Questi elementi mettono in luce l'importanza del ruolo di Spagna nel bilanciare relazioni diplomatiche con Azerbaigian e il rispetto dei diritti umani, un tema che ha già visto la partecipazione di diversi membri del Congresso in eventi simbolicamente significativi.

Le implicazioni del viaggio di Armengol si estendono al piano diplomatico e al rapporto tra Spagna e Azerbaigian, Paese che ha incluso in una lista nera diversi parlamentari spagnoli, tra cui sette membri del Congresso, per la loro opposizione alle politiche di Azerbaigian. Questi deputati, tra cui Pablo Hispán e Belén Hoyo Juliá, hanno presentato interrogazioni al governo per conoscere se il Ministerio degli Affari Esteri avesse approvato il viaggio e se la diplomatica spagnola avesse partecipato agli eventi. La risposta ufficiale del governo spagnolo ha negato che il viaggio fosse segreto, sottolineando che era incluso nella gira ufficiale in Azerbaigian e in Turchia e che la Presidenza del Congresso aveva informato gli organi competenti. Tuttavia, le critiche della comunità armena in Spagna hanno sollevato questioni di coerenza tra le politiche estere spagnole e le posizioni di altri Paesi membri dell'Unione Europea, che hanno già espresso condanne per le azioni di Azerbaigian. Questo scenario mette in luce l'importanza del ruolo di Spagna nel rispetto dei diritti umani e nel mantenere relazioni bilaterali che non si contraddicono con i valori internazionali.

La situazione appare in una fase di tensione crescente, con la comunità armena che richiede un intervento immediato da parte delle istituzioni spagnole per chiarire la posizione del governo su eventi come la visita di Armengol e per pressare Azerbaigian per la liberazione dei detenuti. L'attenzione si concentra su come il governo spagnolo possa gestire questa delicata questione, bilanciando relazioni diplomatiche con Azerbaigian e il rispetto dei diritti umani. Le prossime mosse potrebbero includere interventi parlamentari, dichiarazioni ufficiali o valutazioni delle relazioni bilaterali, tutti elementi che potrebbero influenzare il rapporto tra Spagna e la comunità armena. Inoltre, il dibattito sull'uso di eventi simbolicamente significativi per rappresentare conflitti complessi potrebbe estendersi a livello internazionale, con nuove discussioni sul ruolo delle istituzioni nazionali nel riconoscere e contestare le politiche di altri Paesi. L'episodio di Armengol non solo riguarda il rapporto con Azerbaigian, ma rappresenta un caso emblematico di come le scelte diplomatiche possano influenzare il dibattito su diritti umani e sovranità nazionale in un contesto globale sempre più interconnesso.

Fonte: El País Articolo originale

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