11 mar 2026

La Casa Bianca ignora legami Lutnick con Epstein

La rivelazione di contatti tra Epstein e figure di spicco ha scosso le élite americane, mentre il governo Trump difende Lutnick, contrastando con altre istituzioni che hanno reagito con dimissioni. I documenti del DOJ evidenziano una rete complessa, alimentando dibattiti su responsabilità e etica.

18 febbraio 2026 | 07:18 | 4 min di lettura
La Casa Bianca ignora legami Lutnick con Epstein
Foto: The New York Times

La recente rivelazione di legami tra personaggi di alto livello nel mondo aziendale, del cinema e dell'istruzione e l'ex finanziere Jeffrey Epstein ha scosso le élite della società americana, mentre il Dipartimento della Giustizia ha rilasciato milioni di documenti e immagini provenienti dai file del controverso imprenditore. Tuttavia, il governo di Donald Trump ha mantenuto una posizione ferma, rifiutando di accettare le accuse di associazioni tra i suoi alti funzionari e Epstein, considerandole di scarsa importanza. L'ultimo episodio di questa vicenda è emerso quando Howard Lutnick, segretario al Commercio, ha ammesso di aver visitato l'isola privata di Epstein e di aver avuto un incontro con lui anni dopo aver dichiarato di aver interrotto i contatti. Questa confessione ha scatenato una reazione immediata, ma il presidente ha rifiutato di rimuovere Lutnick dalla sua squadra, sostenendo la sua integrità e il suo ruolo cruciale. La situazione ha messo in luce un contrasto tra la reazione di Trump e quella di altri leader, che hanno risposto con dimissioni o riconsiderazioni.

La vicenda di Lutnick è solo un esempio di come i documenti rilasciati dal Dipartimento della Giustizia stiano rivelando una rete di contatti tra Epstein e figure di spicco. Secondo un'analisi condotta da The New York Times, il nome di Lutnick compare in più di 250 documenti, tra cui email, colloqui e appuntamenti. Lutnick aveva affermato di aver conosciuto Epstein nel 2005, quando si erano trasferiti a Manhattan, ma di aver mantenuto solo pochi contatti negli anni seguenti. Tuttavia, durante un'audizione al Senato, ha rivelato di aver trascorso una vacanza sull'isola di Epstein nel 2012, accompagnato da familiari e personale. Questo incontro si è verificato quattro anni dopo che Epstein aveva già riconosciuto di aver commesso reati sessuali minorili in Florida. La sua testimonianza ha contraddetto le dichiarazioni precedenti in cui aveva affermato di non aver mai più visto Epstein dopo un incontro del 2005. La discrepanza tra le sue parole ha alimentato ulteriormente il dibattito su quanto fosse realmente coinvolto in attività illegali.

Il contesto di questa vicenda si radica negli anni in cui Epstein era un finanziere di alto livello, con contatti in circoli elitari e una rete di collaborazioni che lo portavano a interagire con personaggi di spicco. Le indagini legali iniziarono a emergere nel 2019, quando le autorità federali iniziarono a rilasciare documenti che mostravano un numero crescente di accuse e prove di traffico di minori. Tra le figure coinvolte, ci sono anche Robert F. Kennedy Jr., ex segretario alla Salute e al Servizio Sanitario, che aveva partecipato a un'escursione per la ricerca di fossili di dinosauri con Epstein. Inoltre, il medico Mehmet Oz, responsabile del programma Medicare e Medicaid, aveva invitato Epstein a un party per il San Valentino del 2016. Questi fatti hanno rivelato un'immensa complessità nella rete di relazioni che Epstein aveva costruito, spesso in luoghi lussuosi e lontani dalle norme legali. La pubblicazione di questi documenti ha acceso una discussione su come le istituzioni e le aziende abbiano reagito a queste rivelazioni.

L'analisi delle conseguenze di questa vicenda mostra un chiaro contrasto tra la risposta del governo Trump e quella di altre istituzioni. Mentre aziende come Hyatt Hotels e figure del mondo dello spettacolo hanno subito dimissioni o decisioni di vendita, il presidente ha continuato a proteggere i suoi collaboratori, anche di fronte a accuse gravi. La mancanza di un meccanismo di controllo interno, come i consigli d'amministrazione, ha permesso al governo di non rispondere alle pressioni esterne. Secondo esperti, questa posizione rappresenta un rischio per la reputazione del presidente, che potrebbe essere danneggiata da accuse legate a crimini sessuali. Un sondaggio recente ha mostrato che solo il 53% dei repubblicani approva la gestione di Trump in materia di Epstein, indicando un crescente dissenso all'interno del suo stesso partito. Tuttavia, Trump ha continuato a negare ogni coinvolgimento, accusando i democratici di costruire teorie del complotto. Questa strategia, però, potrebbe non bastare a proteggerlo da un'opinione pubblica sempre più sensibile a queste accuse.

La prospettiva futura di questa vicenda dipende da come si svilupperanno le indagini e le reazioni delle istituzioni. Il caso di Lutnick potrebbe essere un preludio a un'audizione parlamentare, in cui le sue dichiarazioni saranno sottoposte a ulteriore scrutiny. Inoltre, il governo dovrà affrontare le pressioni da parte dei media e della società civile, che potrebbero richiedere un'approfondita revisione dei legami tra personaggi pubblici e Epstein. La questione non riguarda solo la responsabilità individuale, ma anche la capacità delle istituzioni di mantenere standard etici e legali. Mentre il presidente si difende, il dibattito pubblico continua a crescere, con nuove rivelazioni che potrebbero influenzare il destino di leader e istituzioni. La situazione rimane incerta, ma la luce dei documenti rilasciati dal Dipartimento della Giustizia continua a illuminare un lato oscurissimo del potere e delle relazioni di alto livello.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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