11 mar 2026

Jimmy Lai, magnate della stampa hongkonghese, condannato a 20 anni di carcere per il regime cinese

La sentenza di vent'anni di carcere per Jimmy Lai, noto oppositore democratico di Hong Kong, rappresenta la condanna più severa mai emessa fino ad oggi nel territorio.

09 febbraio 2026 | 08:14 | 4 min di lettura
Jimmy Lai, magnate della stampa hongkonghese, condannato a 20 anni di carcere per il regime cinese
Foto: Le Monde

La sentenza di vent'anni di carcere per Jimmy Lai, noto oppositore democratico di Hong Kong, rappresenta la condanna più severa mai emessa fino ad oggi nel territorio. L'imputato, che ha 78 anni, ha già trascorso cinque anni in carcere e dovrà scontare un periodo totale di vent'anni per aver violato la legge sulla sicurezza nazionale del 2020. L'udienza, che si è svolta il 9 febbraio, ha visto l'imputato essere condannato per aver sostenuto atti di sabotaggio contro l'ordine pubblico. I suoi otto coimputati sono stati riconosciuti colpevoli il 15 dicembre 2025, ma solo Jimmy Lai ha rifiutato di riconoscere la colpa, perdendo così la possibilità di ottenere una riduzione della pena. La decisione ha suscitato reazioni forti da parte di molti, soprattutto tra i membri del suo team, che hanno espresso disappunto per la severità della condanna.

Il processo ha visto l'imputato, noto per aver fondato e diretto il quotidiano Apple Daily, essere accusato di aver organizzato una serie di attività che hanno minato la sicurezza dello stato. Tra i condannati, il direttore del giornale Ryan Law Wai-kwong, il direttore esecutivo Lam Man-chung e il capo redattore Fung Wai-kong hanno ricevuto ciascuno una pena di dieci anni. Altri coimputati, che hanno optato per il patteggiamento e sono diventati testimoni a carico, hanno ottenuto riduzioni di pena che li hanno portati a scontare tra sei e otto anni. La sentenza, emessa in meno di quindici minuti, ha lasciato senza parole molti degli ex dipendenti del quotidiano presenti in tribunale. Uno di loro, in lacrime, ha commentato che non si aspettava una condanna così severa, soprattutto per persone che avevano svolto il loro lavoro al meglio e avevano riconosciuto la colpa.

La legge sulla sicurezza nazionale, introdotta nel 2020, ha dato al governo cinese strumenti per reprimere attività che vengono considerate minacce alla stabilità politica. L'applicazione di questa legge ha portato a un aumento delle condanne per attività di protesta, opposizione politica e dissenso. La sentenza di Jimmy Lai rappresenta un esempio di come questa normativa possa essere utilizzata per reprimere figure chiave del movimento pro-democrazia. Il processo ha messo in luce la tensione tra le istituzioni locali e le autorità centrali, che vedono nella legge un mezzo per mantenere il controllo su Hong Kong. Gli avvocati dei condannati hanno sottolineato che la legge è stata utilizzata in modo eccessivo, con punizioni che non rispettano i principi di giustizia e di libertà di espressione.

La decisione ha suscitato preoccupazioni a livello internazionale, con molti paesi che hanno espresso preoccupazione per la libertà di stampa e i diritti civili in Hong Kong. La comunità internazionale ha visto nella sentenza un segnale di escalation della repressione da parte del governo cinese, che potrebbe avere conseguenze a lungo termine sulle relazioni tra Hong Kong e la Cina. Gli esperti di diritto internazionale hanno rilevato che la legge sulla sicurezza nazionale è stata utilizzata per limitare la libertà di espressione, un diritto fondamentale garantito dalle convenzioni internazionali. La condanna di Jimmy Lai, in particolare, ha suscitato reazioni forti tra i media e i gruppi di difesa dei diritti umani, che hanno visto nella sentenza un esempio di come la democrazia possa essere messa in discussione attraverso il potere legislativo.

Le conseguenze della sentenza potrebbero essere profonde, non solo per Jimmy Lai, ma anche per l'intero movimento pro-democrazia in Hong Kong. La repressione di figure chiave come lui potrebbe portare a una diminuzione del numero di oppositori attivi, ma allo stesso tempo potrebbe alimentare un sentimento di resistenza tra i cittadini. La situazione rimane delicata, con il governo cinese che cerca di mantenere il controllo su Hong Kong, mentre i movimenti democratici cercano di trovare nuove forme di protesta. La sentenza di Jimmy Lai rappresenta un punto di svolta nella storia di Hong Kong, con implicazioni che si estenderanno oltre il territorio, influenzando le relazioni internazionali e il futuro delle libertà civili. La comunità internazionale continuerà a monitorare la situazione, sperando in un equilibrio tra sicurezza e libertà, ma la strada sembra ancora lunga e complessa.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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