11 mar 2026

Israele rafforza il controllo sulla West Bank occupata

La giunta di sicurezza israeliana ha approvato misure unilaterali per estendere il controllo sulla Cisgiordania, suscitando critiche internazionali per violazioni della legge internazionale. Le decisioni, che facilitano l'acquisto di terreni da parte dei coloni e indeboliscono la posizione palestinese, minano il processo di pace e alimentano tensioni geopolitiche.

10 febbraio 2026 | 05:42 | 4 min di lettura
Israele rafforza il controllo sulla West Bank occupata
Foto: The New York Times

La giunta di sicurezza del governo israeliano, guidata dal primo ministro Benjamin Netanyahu, ha adottato misure unilaterali per estendere il controllo israeliano sul territorio occupato della Cisgiordania, un atto che ha suscitato preoccupazioni internazionali e viene considerato una violazione della legge internazionale. Le decisioni, approvate in una riunione chiusa del consiglio di sicurezza, semplificano l'acquisto di terreni da parte dei coloni e limitano il potere della Autorità Palestinese in alcune aree della Cisgiordania. Queste mosse, che mirano a rafforzare la presenza ebraica in zone che i palestinesi considerano parte di uno Stato futuro, sono viste come un passo falso nella direzione dell'annessione, un tema che ha suscitato critiche da parte di leader internazionali, tra cui il presidente Usa Joe Biden. Le misure, che potrebbero essere formalizzate in leggi future, rappresentano un ulteriore aggravamento della situazione già complessa in un contesto geopolitico in cui l'attenzione è concentrata sulla guerra in Gaza.

Le modifiche introdotte dalla giunta di sicurezza mirano a facilitare l'acquisto di terreni da parte dei coloni e a indebolire la posizione della Autorità Palestinese in aree che gestisce. Tra le principali novità, vi è l'abolizione di una legge pre-1967 che vietava la vendita di proprietà nella Cisgiordania salvo a residenti locali, ovvero palestinesi. Questo cambiamento potrebbe permettere ai gruppi ebrei ben finanziati di acquistare terreni in zone strategiche, influenzando le politiche israeliane in modo indiretto. Inoltre, la giunta ha eliminato la necessità di un'autorizzazione per chiudere un acquisto immobiliare, un passaggio che aveva permesso al ministero della Difesa di bloccare transazioni in aree sensibili. Questi provvedimenti, se resi definitivi, potrebbero portare a un aumento significativo della presenza coloniale e a una riduzione del controllo palestinese sul territorio.

L'azione israeliana si colloca in un contesto storico in cui l'accordo di Oslo, firmato nel 1993, aveva concesso all'Autorità Palestinese un controllo amministrativo su circa il 40% della Cisgiordania. Tuttavia, le nuove misure sembrano mettere in discussione i principi stabiliti da quell'accordo, che prevedeva un piano di pace basato su un futuro Stato palestinese. L'annessione, sebbene non formalizzata, è stata una strategia adottata da Netanyahu e dal suo governo, che ha rafforzato la posizione di estremisti di destra, tra cui il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Questi provvedimenti, inoltre, si svolgono in un periodo in cui il governo israeliano ha intensificato l'espansione coloniale in seguito all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, un evento che ha scatenato una guerra prolungata in Gaza. La mancanza di un accordo di pace ha reso la Cisgiordania un terreno di tensione, con il governo israeliano che cerca di consolidare il controllo in modo graduale.

Le conseguenze di queste decisioni sono state immediatamente denunciate da leader arabi e musulmani, tra cui l'Egitto, la Giordania, la Turchia, il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti. Questi paesi hanno condannato l'accelerazione dell'annessione israeliana e la disoccupazione della popolazione palestinese. Il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha ribadito che le colonie israeliane e la loro infrastruttura sono in violazione della legge internazionale, un tema che ha suscitato un dibattito internazionale. L'Autorità Palestinese, rappresentata da Hussein al-Sheikh, ha chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e all'Organizzazione degli Stati Arabi e dell'Organizzazione Islamica di condannare le misure israeliane e chiedere il ritiro immediato delle decisioni. L'assenza di un accordo di pace ha reso necessario un intervento internazionale, ma i tentativi di mediazione sono rimasti limitati a causa della posizione rigida del governo israeliano.

Le mosse israeliane potrebbero avere conseguenze profonde sulle relazioni internazionali e sul futuro del processo di pace. L'annessione, sebbene non formalizzata, mina la credibilità del piano di pace presentato da Trump, che aveva sostenuto l'idea di un Stato palestinese. La giunta di sicurezza, guidata da Netanyahu, ha agito in modo stealth, evitando di annunciare pubblicamente le decisioni, ma ha lasciato aperto il dibattito su come queste misure possano essere contestate in tribunale. Gli oppositori, come l'organizzazione Peace Now, hanno sottolineato che l'abolizione delle leggi sulle vendite immobiliari potrebbe permettere al governo israeliano di controllare le aree palestinesi in modo più diretto. Con le elezioni in programma entro il 27 ottobre, Smotrich potrebbe utilizzare il periodo residuale per accelerare l'espansione coloniale, un'azione che potrebbe portare a ulteriori tensioni e un aumento del numero di palestinesi dislocati. L'incertezza su come le decisioni saranno applicate e contestate in tribunale rende il tema una questione di grande importanza per la politica internazionale e per il futuro della Cisgiordania.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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