11 mar 2026

Iran uccide migliaia di manifestanti. Ecco cinque storie

La violenza del regime iraniano ha portato alla morte di almeno 15 persone, tra cui un giovane stilista, un futuro ingegnere e una famiglia intera, durante le proteste che hanno scosso il Paese a partire da dicembre.

28 gennaio 2026 | 16:18 | 4 min di lettura
Iran uccide migliaia di manifestanti. Ecco cinque storie
Foto: The New York Times

La violenza del regime iraniano ha portato alla morte di almeno 15 persone, tra cui un giovane stilista, un futuro ingegnere e una famiglia intera, durante le proteste che hanno scosso il Paese a partire da dicembre. Le manifestazioni, iniziate come reazione all'insicurezza economica, si sono trasformate in un movimento anti-governativo senza precedenti, mettendo in pericolo la stabilità del regime. Le forze di sicurezza hanno reagito con brutalità, con un blackout digitale che ha ostacolato le informazioni sull'estensione del bilancio dei decessi. Le famiglie delle vittime, in esilio o in contatto con il mondo esterno, raccontano storie di coraggio e speranza, mentre le autorità iraniane accusano il regime estero di orchestrare la violenza. La situazione rimane drammatica, con migliaia di morti non conteggiate, e le voci dei familiari si fondono con quelle di organizzazioni internazionali che denunciano un'escalation senza precedenti.

Le famiglie delle vittime descrivono scene di terrore e disperazione. Sorena Golgoon, un diciottenne che aveva sognato di lavorare per un'azienda automobilistica, è stato ucciso da forze di sicurezza durante le proteste a Tonekabon, una città costiera. La sua cugina Ensieh Raoufi, in esilio in Francia, ha rivelato che il ragazzo aveva condiviso un giaccone con un senza tetto in un inverno gelido, dimostrando un'umanità rara. Il fratello di Robina Aminian, una giovane studentessa di moda, ha riferito che la sorella è stata colpita alla testa durante le manifestazioni a Tehran, dove aveva appena finito un esame. La famiglia di Zahra Bani-Amerian, una donna di quarantotto anni, ha raccontato che il governo ha ucciso lei, suo marito e il loro figlio in auto, a Karaj. Le loro voci, raccolte da organizzazioni come Hengaw e Iran Human Rights, testimoniano una tragedia collettiva, con centinaia di famiglie che vivono il trauma della perdita.

Le proteste si sono intensificate a causa di una combinazione di fattori: la crisi economica, l'inflazione che ha colpito i salari dei lavoratori, e un senso di frustrazione verso il sistema politico. Mentre i manifestanti chiedevano un miglioramento delle condizioni di vita, il governo ha accusato i movimenti di essere manipolati da forze estere, in particolare gli Stati Uniti e Israele. Tuttavia, le famiglie delle vittime hanno raccontato storie diverse: Sorena Golgoon, per esempio, aveva desiderato una vita libera e non aveva mai pensato di partecipare a rivolte. Robina Aminian, invece, aveva una passione per la musica e per la moda, con un'abilità nel mixare elementi tradizionali iraniani nei suoi disegni. La sua famiglia ha riferito che lei aveva desiderato essere libera, senza limiti, ma il regime ha ucciso la sua speranza. Le autorità hanno negato ogni accusa, ma i dati delle organizzazioni umanitarie indicano un bilancio di morti che supera di gran lunga le cifre ufficiali.

La violenza del regime ha avuto conseguenze devastanti, non solo sulle vite dei manifestanti ma anche sulle famiglie che li hanno persi. Le autorità hanno imposto un controllo rigoroso sui funerali, vietando i riti funebri e costringendo le famiglie a seppellire i loro cari in condizioni di isolamento. In un caso, la famiglia di Zahra Bani-Amerian è stata obbligata a seppellire i propri parenti prima dell'alba, con le forze di sicurezza che hanno preso di mira i parenti che cercavano di onorare il defunto. Le famiglie, però, non si sono arrese. Michael Askari, un cugino della vittima, ha dichiarato che non permetterà ai morti di essere dimenticati. Le sue parole riecheggiano quelle di altri familiari che, pur vivendo in esilio, cercano di preservare la memoria dei propri cari. La lotta contro la repressione è diventata un atto di resistenza, con le voci dei familiari che si uniscono a quelle dei gruppi di attivismo per denunciare il dramma.

Le conseguenze della repressione iraniana si estendono al di fuori del Paese, alimentando tensioni internazionali. Le organizzazioni umanitarie, come Iran Human Rights e Human Rights Activists in Iran, hanno pubblicato dati che indicano un bilancio di morti superiore a 6.200, un numero che il governo iraniano rifiuta di accettare. La comunità internazionale, sebbene preoccupata, ha espresso preoccupazione per la mancanza di informazioni chiare e verificabili. Le famiglie delle vittime, spesso in esilio, diventano testimonianze viventi della violenza, con storie che rivelano una realtà nascosta. La lotta per la verità e la giustizia è diventata un tema centrale, con i familiari che cercano di far conoscere le loro storie attraverso i media. La situazione, però, rimane delicata, con il rischio di ulteriore repressione da parte del regime, che continua a negare ogni accusa e a mantenere il controllo sugli eventi. La memoria delle vittime, però, non si cancellerà, grazie alle voci che si alzano per ricordarle.

Fonte: The New York Times Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi