Iran: Massacre e lockdown
L'Iran ha subito un cambio di prospettiva nel corso delle proteste che hanno colpito il paese da una settimana.
L'Iran ha subito un cambio di prospettiva nel corso delle proteste che hanno colpito il paese da una settimana. Il governo iraniano ha ribaltato la sua definizione iniziale dei manifestanti, che si presentano ora come "persone legittimamente insatisfedette", distinguendoli da "emutiers". I media statali e i leader politici e legali hanno iniziato a qualificare i manifestanti come "agenti terroristici" con un ruolo collegato agli Stati Uniti ed Israele. Questa nuova terminologia segna un passaggio cruciale, aprendo la strada a una possibile repressione violenta.
Il Guide supremo, Ali Khamenei, ha pronunciato un discorso pubblico venerdì mattina, promettendo che l'Iran non ricederà in presenza di "disturbatori". La sua dichiarazione è stata interpretata come un chiaro segnale per i governi locali a intensificare la repressione. Khamenei ha aggiunto che il paese avrebbe dovuto rispondere con fermezza alle minacce provenienti da gruppi estremi, citando le minacce ripetute di Donald Trump di bombardare l'Iran in caso di repressione dei manifestanti pacifisti.
Nel corso della notte, diverse azioni vandaliche si sono verificate a Téhéran e in altre città. Un gruppo di attivisti ha distrutto alcuni edifici appartenenti al proprio paese. L'iniziativa è stata probabilmente motivata da un contesto politico-sociale, con l'apporto di pressioni provenienti dal presidente americano.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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