11 mar 2026

Iran attacca basi Usa in Medio Oriente

L'offensiva iraniana mira alle basi Usa nel Golfo, in risposta a operazioni congiunte Usa-Israeliane. Danni e tensioni segnalate dai Paesi colpiti, con reazioni di protesta.

28 febbraio 2026 | 12:36 | 5 min di lettura
Iran attacca basi Usa in Medio Oriente
Foto: El País

L'Iran ha lanciato un'offensiva di missili contro le basi militari degli Stati Uniti in quattro Paesi del Golfo, tra cui il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Bahrain, in risposta all'attacco coordinato tra Washington e Tel Aviv che ha visto la partecipazione di forze israeliane e statunitensi. L'operazione, avviata nella mattinata del sabato, ha coinvolto diversi obiettivi strategici, tra cui la base americana di Al Ubeid a Doha, la base aerea di Al Salem a Kuwait City, la stazione di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti e le installazioni della Quinta Flotta in Bahrain. Il bilancio delle vittime e dei danni materiali non è ancora chiaro, ma si registrano segni di impatto in aree dove si trovano strutture statunitensi. Alcuni governi hanno comunicato l'intercettazione riuscita di missili, mentre altre immagini testimoniano il contatto di proiettili con infrastrutture militari. L'azione iraniana ha suscitato reazioni immediate da parte dei Paesi colpiti, che hanno ritenuto gli attacchi un'aggressione diretta alla sovranità nazionale.

L'offensiva iraniana rappresenta una risposta diretta alle operazioni militari condotte da Israele e dagli Stati Uniti nei confronti del Paese. Secondo l'agenzia Farsi, la risposta include anche la base di Al Ubeid, la più importante per gli Stati Uniti nel Golfo, che si trova vicino a Doha. Il Qatar, tra i primi a confermare l'attacco, ha riferito che almeno tre missili hanno colpito il suo territorio, con uno che potrebbe aver mirato specificamente a interessi statunitensi. Gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Bahrain hanno segnalato esplosioni e danni alle infrastrutture, mentre in Arabia Saudita si sono registrati attacchi in diverse città. Le autorità locali hanno chiuso lo spazio aereo per prevenire ulteriori incidenti, un provvedimento che ha causato la cancellazione di diversi voli di compagnie aeree come Air India, Turkish Airlines e Qatar Airways. La situazione si è intensificata con l'escalation di tensioni che ha visto la partecipazione di forze israeliane e statunitensi in operazioni mirate a danneggiare infrastrutture iraniane.

Il contesto di questa escalation risale a un periodo di crescente tensione tra il Golfo e la regione iraniana. Negli ultimi mesi, Teheran aveva espresso preoccupazione per le operazioni militari condotte da Israele e dagli Stati Uniti, minacciando di colpire le basi statunitensi in caso di un attacco diretto al suo territorio. La minaccia era stata annunciata in precedenza, durante la guerra di 12 giorni tra Israele e l'Iran, in cui le forze iraniane avevano attaccato senza conseguenze gravi la base di Al Ubeid in Qatar. Questa volta, il rischio è stato concretizzato, con un'azione che ha coinvolto diversi Paesi alleati degli Stati Uniti. Il Qatar, in particolare, ha rivelato di aver messo in atto un piano di difesa preventivo, riuscendo a intercettare diversi missili. L'intercettazione ha anche causato una vittima mortale a Abu Dhabi, dove si è verificato un impatto tra i sistemi di difesa e i missili non riusciti. Questi eventi hanno messo in luce la complessità delle relazioni tra le potenze regionali e la presenza militare statunitense in una regione già segnata da conflitti.

Le implicazioni di questa escalation sono profonde, sia per la regione che per il mondo intero. L'Iran, con la sua azione, ha messo in atto una strategia di deterrenza, cercando di mettere in discussione la sicurezza degli alleati degli Stati Uniti. Tuttavia, questa risposta ha anche rischiato di spostare il conflitto su un piano più ampio, coinvolgendo Paesi che non hanno un ruolo diretto nella crisi. L'Arabia Saudita, ad esempio, ha condannato apertamente gli attacchi, minacciando di conseguenze "dure" se la situazione non si risolverà. Questo scenario ha reso evidente la fragilità del equilibrio di potere nella regione, dove le alleanze si basano su interessi comuni ma non sempre su una piena concordanza. L'escalation ha anche impattato sull'economia, con la chiusura dello spazio aereo e la cancellazione di voli internazionali, che hanno messo in difficoltà i trasporti e le relazioni commerciali. La comunità internazionale ha chiesto un'azione diplomatica per evitare un conflitto di dimensioni globali.

La situazione si evolve rapidamente, con il rischio di un impatto globale che potrebbe coinvolgere anche Paesi esterni al Golfo. Gli Stati Uniti, in particolare, hanno espresso preoccupazione per la violazione della sovranità nazionale e della legge internazionale, riservandosi il diritto di rispondere con misure appropriate. L'Iran, invece, ha ribadito la sua posizione di difesa, sostenendo che le azioni statunitensi e israeliane sono state una provocazione diretta. L'escalation potrebbe portare a una guerra regionale o addirittura a un conflitto su larga scala, con implicazioni per la stabilità globale. La comunità internazionale, attraverso organismi come l'ONU, dovrà valutare le opzioni per de-escalare la situazione, ma la complessità delle relazioni tra le potenze coinvolte rende difficile un intervento rapido. L'obiettivo di questa crisi è di mettere in discussione la sicurezza in una regione già segnata da tensioni, ma la strada per una soluzione non appare semplice.

Fonte: El País Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi